
26 Mar Autonomia personale
USO DELL’OROLOGIO
Ai bambini piace molto giocare con l’acqua.
Approfittiamone per abituare il bambino a lavarsi, dandogli solo un piccolo aiuto.
Inizialmente facciamolo giocare con una vaschetta piena dacqua e gradualmente stimoliamolo a:
*Aprire e chiudere il rubinetto.
**Lavare le mani con l’acqua.
***Lavare il viso senza sapone.
****Lavare le braccia senza sapone.
Contemporaneamente invitiamolo ad asciugare le mani, il viso, le braccia.
In seguito chiediamogli di:
*****Lavare le mani e le braccia con il sapone.
******Aiutarci mentre gli si fa il bagno.
*******Lavarsi da solo con la nostra supervisione.
E utile segnare ogni suo progresso ed aumentare le richieste con molta gradualit?.
IL BAGNO
Il momento del bagno pu? essere molto piacevole, se si aiuta il bambino a prendere confidenza con l’acqua.
Per tale motivo ? bene immergerlo molto lentamente, lasciandolo giocare con una spugnetta o con un giocattolo galleggiante.
Lavatelo lentamente, tenendolo ben stretto, in modo da dargli una sensazione di sicurezza.
Sorridetegli e parlategli dolcemente, spiegando ci? che fate e denominando le parti del corpo che state lavando.
ENURESI
Si definisce enuresi lemissione attiva, completa e incontrollata di urina dopo che sia passato il periodo della maturit? fisiologica. Mentre per autori come Ajuriaguerra e Marcelli[1] questa maturit? si acquisisce tra i tre ed i quattro anni, per altri autori il limite dellacquisizione fisiologica del controllo degli sfinteri dovrebbe avvenire entro i cinque-sei anni.
Si distingue unenuresi primaria quando questo controllo non si acquisisce allet? fisiologica e unenuresi secondaria quando questo controllo, che si era gi? conquistato, si perde in un momento successivo. Per quanto riguarda la frequenza lenuresi pu? essere quotidiana, settimanale o saltuaria. Mentre, per quanto riguarda il momento della giornata nella quale avviene lespulsione incontrollata dellurina, pu? essere diurna, notturna o mista. Lenuresi notturna ? pi? frequente nei maschi mentre lenuresi diurna ? pi? frequente nelle femmine. Questo disturbo di solito diminuisce notevolmente dopo la pubert?.
Lenuresi pu? comportare una diminuzione dellautostima, pu? costringere il bambino a evitare di dormire fuori casa, con conseguente compromissione della sua vita relazionale e sociale, e pu? innescare un cattivo rapporto tra il bambino e la madre, la quale potr? sentirsi costretta a un notevole surplus di lavoro a causa di questo problema. Nellanimo della donna, in questi casi, potr? montare rabbia, collera e risentimento nei confronti del figlio piscione. Questi, a sua volta, investito da questi sentimenti negativi, ? facile che viva questo problema con ansia, paura, sensi di colpa e dindegnit? i quali, a loro volta, potrebbero portare non solo a una persistenza dellenuresi, ma anche ad altre manifestazioni di sofferenza e disagio interiore. ? bene pertanto impegnarsi a risolvere tale disturbo in maniera veloce e radicale, per evitare al piccolo e ai suoi familiari continue frustrazioni.
Le cause
Cause organiche
Sono stati imputati fattori genetici e diverse cause organiche: come anomalie anatomiche e funzionali della vescica; disfunzioni del tratto genito urinario; infezioni delle vie urinarie; ma anche disturbi del sonno, per cui lo stimolo ad urinare non riesce ad interrompere il sonno eccessivamente profondo del bambino. Lenuresi notturna viene associata anche alla carente produzione notturna dellormone antidiuretico (ADH- antidiuretic hormone) da parte dellipotalamo. Ormone che riduce la diuresi durante la notte. Pertanto, in questi casi, viene consigliata una terapia sostitutiva con desmopressina.
Cause ambientali
Se le componenti organiche ed ereditarie possono contribuire allinsorgere dellenuresi, riteniamo che i fattori psicologici di origine ambientale siano i pi? frequenti ed importanti. Infatti lenuresi da danno neurologico non supera di solito il 30% dei casi, mentre lenuresi da patogenesi psichica arriva al 70%.
Il benessere o il malessere interiore influenzano notevolmente il controllo sfinterico sia delle feci sia delle urine, tanto che negli animali e negli esseri umani la paura ed altre emozioni intense non solo negative, ma anche positive, possono alterare questo controllo. Da ci? lespressione farsela addosso per la paura ma anche scompisciarsi dalle risa.
Anche per De Ajuriaguerra e Marcelli[2]: I fattori psicologici restano i pi? evidenti. Basti ricordare la frequente corrispondenza tra comparsa e scomparsa dellenuresi e quella di un episodio che segna la vita del bambino: separazione familiare, nascita dun fratellino, entrata nella scuola, emozioni di qualsiasi natura
I motivi ambientali che possono portare allenuresi possono essere, come per gli altri segnali di sofferenza, numerosi: conflitti familiari, carenze socioeconomiche, istituzionalizzazione, ospedalizzazione, genitori con caratteristiche fobicoossessive, atteggiamenti eccessivamente autoritari e repressivi da parte dei familiari o degli adulti, cambiamento di abitazione, approccio educativo troppo autoritario, e cos? via. Il bambino affetto da enuresi viene descritto con un carattere flemmatico, timido, ansioso, insicuro, pertanto lenuresi dovuta a motivi ambientali pu? essere considerata come una manifestazione dellansia con effetto neurovegetativo sulle funzioni vescicali, oppure come espressione di ostilit? verso una madre poco attenta ai bisogni del suo bambino.
[1] De Ajuriaguerra J., Marcelli D., (1986), Psicopatologia del bambino, Milano, Masson Italia Editori, p. 124.
[2] De Ajuriaguerra J., Marcelli D., (1986), Psicopatologia del bambino, Milano, Masson Italia Editori, p. 126.
Interventi consigliati
- Intanto ? bene affrontare questo problema con tranquillit?, serenit? e fiducia.
- Evitare di rimproverare o colpevolizzare il bambino per questo involontario disturbo. La frustrazione che ne avrebbe, oltre al rischio di provocare problemi psicologici, potrebbe far persistere lenuresi nel tempo. Questi bambini, al contrario, hanno bisogno di maggiori gratificazioni e rassicurazioni affettive.
- Fare cenare il bambino la sera molto presto o comunque qualche ora prima di metterlo a letto, in modo tale da far eliminare con lurina, da sveglio, buona parte dellacqua bevuta durante la cena.
- Evitare, soprattutto la sera, di far mangiare al bambino cibi salati o ricchi di acqua.
- Mettere accanto al letto del bambino una lucetta ed il suo vasino, in modo tale che egli, svegliandosi, possa urinare facilmente senza dover raggiungere il bagno.
- Utilizzare dei dispositivi dallarme, che permettono al bambino di svegliarsi, appena inizia a bagnare il letto. In tal modo egli si abituer? a contrarre lo sfintere vescicale, ogni volta che suona lallarme.
- ? bene inoltre che i genitori, a turno, facciano fare la pip? al bambino nel vasino, almeno due-tre volte durante la notte, negli orari nei quali egli di solito si bagna.
- Segnare su una tabella le notti e lorario in cui il bambino ha avuto enuresi.
- Per rafforzare la muscolatura vescicale e abituare ad esercitare un maggior controllo sui riflessi si pu? incoraggiare il bambino a contenere, per qualche tempo, la pip? durante il giorno, nei momenti di veglia, con unazione volontaria.
- Per motivare maggiormente il bambino, si pu? ricompensarlo con un piccolo regalo ogni notte che non bagna il letto.
EDUCAZIONE AL CONTROLLO DEGLI SFINTERI A SCUOLA
Anche se non ? compito dellinsegnante accompagnare il bambino in bagno, ? suo preciso dovere occuparsi delleducazione degli sfinteri dei bambini che presentano delle difficolt? di questo tipo. E possibile raggiungere questo scopo tramite tecniche specifiche, come, ad esempio, il notare quei segni come irrequietezza toccamenti indicanti un bisogno fisiologico.
Inoltre, inizialmente si dovr? accompagnare spesso e sistematicamente il bambino al bagno, anche se non ha necessit?. Quando avr? fatto i suoi bisogni lo si loder? abbondantemente. Dopo che sar? trascorsa almeno una settimana durante la quale il bambino non si sar? pi? bagnato o sporcato, si potr? prolungare progressivamente lintervallo di tempo da far trascorrere prima di accompagnarlo in bagno.
VESTIRSI E SPOGLIARSI RICERCA DELLA SUA COLLABORAZIONE
Aiutare un bambino con handicap a vestirsi e svestirsi pu? diventare una impresa difficile, se non ci si pone come obiettivo quello di far collaborare sempre di pi? il bambino stesso. Ci? sar? possibile tra l’altro aiutandolo ad imparare i movimenti necessari per queste operazioni.
? bene quindi non vestirlo in fretta come un fantoccio, ma spiegargli sistematicamente cosa si sta facendo suggerendogli cosa fare per aiutare. Ad esempio potremmo dirgli: “Infiliamo il maglione dalla testa, tu tiralo gi?; tiriamo fuori le mani dalle maniche; infiliamo i piedini nelle scarpe, ecc.”.
Nominiamo i colori dei vestiti che indossa, diciamogli se sono larghi o stretti e di che tessuto sono fatti. Sono informazioni che la sua mente incamerer? e utilizzer? al momento opportuno. Imparare a vestirsi ed a spogliarsi sar? semplice se gli abiti si potranno indossare e sfilare facilmente. Ad esempio i maglioni e le magliette dovranno avere il collo e le maniche ampi e facilmente estensibili. E bene che i pantaloni siano inizialmente con elastico alla vita e solo successivamente con ganci, grossi bottoni, chiusure lampo. I maglioni o le magliette dovranno avere un disegno sul davanti in modo da poterli distinguere facilmente.
Ricordate che un bambino normale impiega i primi cinque anni della sua vita per imparare a vestirsi e spogliarsi da solo; non vi meravigliate quindi se al vostro bambino occorrer? tempo e molti esercizi per imparare a farlo.
ABBIGLIAMENTO
Per aiutare l’apprendimento del vestirsi e spogliarsi gradualmente senza alcun aiuto, ? necessario effettuare con gradualit? una serie di esercizi iniziando con:
* Fare dei giochi utilizzando due cerchi piccoli, da infilare e sfilare dalle braccia del bambino, e due cerchi grandi, da infilare e sfilare dal tronco, dalle spalle e dalla testa.
** Infilare una manica di un largo maglione fino al polso del bambino e chiedergli di tirarla su con l’altra mano.
*** Se il bambino effettua i giochi precedenti con facilit?, possiamo chiedergli di infilarsi il maglione da solo, dopo averlo aiutato fin quasi alla spalla.
**** Continuiamo facendogli sfilare lo stesso maglione solo in parte infilato in testa e chiedendogli poi di sfilarlo dalla nostra testa, per rendere la cosa pi? divertente.
***** Infine, chiediamogli di sfilare dai piedi un pigiama largo, che avremo prima infilato in un solo piede e successivamente in entrambi.
TIPI DI INDUMENTI
Indumenti pi? facili da usare
Indumenti di lana.
Vestiti larghi.
Indumenti con elastici.
Gonne (per le bambine).
Maglioni con collo ampio.
Vestiti con maniche larghe.
Indumenti difficili da usare
Indumenti di cotone.
Vestiti attillati.
Indumenti con bottoni.
Maglioni a collo stretto.
Vestiti con maniche strette.
INDUMENTI DA INDOSSARE (in ordine di difficolt?)
- Cappello.
- Gonna con elastico.
- Pigiama.
- Pantaloncini con elastico.
- Mutandine.
- Cappotto.
- Maglione largo.
- Maglietta del pigiama.
- Maglietta interna di lana.
- Camicia.
CALZATURE DA TOGLIERE O METTERE (in ordine di difficolt?)
- Ciabatte del pap?.
- Ciabatte.
- Mocassini.
- Scarpette slacciate.
- Scarpe con chiusura a strappo.
- Scarpe con le fibbie.
SBOTTONARE ED ABBOTTONARE
Sbottonare
Questa operazione non ? facile, (specie quando i bottoni sono piccoli e le asole strette), ma ? importante che il bambino sia in grado di effettuarla correttamente, perch? i vestiti hanno spesso molti bottoni.
Inizialmente si potr? usare un vecchio pullover con bottoni grandi ed asole larghe oppure un telaio di legno con due strisce di stoffa da unire con grossi bottoni.
Per dare al bambino la gratificazione di aver portato a termine loperazione richiesta, sbottoneremo quasi completamente il bottone, lasciandolo quasi fuori dallasola. Al bambino non rester? altro compito che portare a termine loperazione da noi iniziata.
*Successivamente lasceremo il bottone un po meno fuori dallasola, in modo che loperazione sia progressivamente pi? lunga e difficile.
***Quando sapr? effettuare i movimenti giusti nella giusta successione, potremo utilizzare bottoni pi? piccoli e asole pi? strette.
Abbottonare
E` unoperazione pi? difficile dello sbottonare, ma, se seguendo lo stesso procedimento, il bambino imparer? abbastanza in fretta.
Aprire e chiudere cerniere lampo
Per questa attivit? si pu? utilizzare un vecchio abito con grosse e scorrevoli cerniere lampo o realizzare un apposito telaio. Su una cornice di legno di 30 x 40 cm, si inchioderanno, nel senso della lunghezza, due grosse strisce di stoffa che si congiungeranno al centro con una cerniera.
* Inizialmente si chieder? al bambino di aprirla (per realizzare una buona presa si potr? inserire un anellino).
** Successivamente si potr? insegnargli a chiuderla.
Per stimolare il bambino ad effettuare questi movimenti, si potr? collocare dietro al telaio un bambolotto o un altro oggetto, che si vedr? comparire e scomparire, come in un teatro, quando egli aprir? o chiuder? la cerniera.
STIMOLO A VARIE ATTIVIT? ALLINTERNO DELLA FAMIGLIA
Tutti i bambini hanno bisogno di introiettare il ruolo maschile o femminile di futuro genitore attraverso un dialogo ed un rapporto continuo con il genitore dello stesso sesso, che diventa pi? pregnante nel momento in cui si studia insieme o si effettua unattivit? tipicamente maschile o femminile. Ad esempio, il padre potr? farsi aiutare dal bambino nel momento in cui deve riparare, sistemare o trasportare qualcosa. La madre potr? farsi aiutare dalla bambina nel preparare il cibo o rigovernare la casa. Questi piccoli lavoretti diventeranno per loro attivit? importanti, che aumenteranno l’autostima , li faranno sentire pi? vicini ai genitori e ne matureranno lo sviluppo. La scelta delle attivit? deve essere effettuata tenendo presente non solo le capacit? dei singoli bambini, ma anche le loro preferenze. Un piccolo regalino servir? a gratificarli maggiormente.
Attivit? domestiche: apparecchiare la tavola
Tutti i bambini sono felici quando possono aiutare i genitori in qualche occupazione.
Vi consigliamo di sviluppare ed incoraggiare questa naturale disposizione, in quanto fonte di gioia e di interessanti esperienze per il vostro bambino.
Anche se egli non sa compiere tutte le sequenze necessarie per un compito complesso come rifare il letto o apparecchiare e sparecchiare completamente la tavola, pu? partecipare quasi sempre a molte di queste e altre occupazioni, se verr? addestrato e opportunamente incoraggiato.
Cominciamo a fargli effettuare i compiti pi? semplici, aiutandolo e lodandolo per tutto quello che fa.
Elenchiamo in ordine di difficolt? le sequenze per apparecchiare e sparecchiare la tavola.
* Far portare sulla tavola le posate, i piatti i bicchieri da voi gi? preparati .
** Lasciate che sia lui a togliere posate , bicchieri e piatti dalla tavola .
** * Fate mettere al b. un bicchiere e le posata per ogni piatto da voi gi? sistemato.
**** Fate prendere a lui stesso le posate e i bicchieri nel numero giusto.
***** Fategli sistemare la tovaglia sulla tavola insieme al resto.
ll bambino impara luso del denaro essenzialmente in modo pratico, scoprendo che questo comporta delle possibilit? di spenderlo per delle cose a lui utili e piacevoli. Il poterlo utilizzare e maneggiare direttamente lo aiuta a capire il valore delle singole banconote e quindi a ricordarne il valore.
E` molto importante pertanto fare in modo che il bambino maneggi piccole somme di denaro per poterne apprendere luso
Iniziamo a dargli un piccolo stipendio settimanale in moneta di taglio diverso.
Stimoliamolo a conservare, scambiare e utilizzare il suo denaro nelle varie occasioni (per comprare il gelato, le figurine, il giornalino, la merenda ecc.). Si consiglia, inoltre, di fargli usare e conservare il denaro in un conto corrente aperto presso il suo papa`. Imparer?, cos?, ad usarlo meglio.
Per una migliore conoscenza dell’Euro si pu? utilizzare il nostro sussidio didattico:
Uso dell’orologio
Per quanto riguarda l’orologio certamente ? pi? facile l’uso dell’orologio digitale e pertanto per i bambini che presentano problemi nell’apprendimento ? consigliato questo tipo di orologio. Purtroppo non ? affatto semplice la conoscenza e l’uso appropriato dell’orologio analogico, in quanto sono necessarie varie capacit? e competenze che si acquistano non prima dei sette- otto anni di et? mentale o cronologica: contare per cinque, conoscenza dei concetti di intero, met?, uno, due e tre quarti. Per facilitarne l’apprendimento si pu? utilizzare il nostro sussidio didattico: