
26 Mar Come e quando nasce l’amore
Come e quando nasce l’amore
A differenza dellinnamoramento la capacit? damare nasce molto precocemente. Nasce quando ancora lessere umano ? in fasce. Si evidenzia quando il bambino, il quale fino a quel momento aveva tutto ricevuto: cibo, attenzioni, carezze, calore, conforto, senza dare nulla in cambio, sente e matura nel suo io il desiderio ed il bisogno di scambiare, con la madre che lo tiene tra le braccia e poi con il padre e i familiari e infine con il mondo che lo ha ben accolto, lunica cosa che possiede e che pu? far felici gli altri: il suo sorriso.
Gi? nei primi sorrisi vi sono tutte le componenti dellamore.
C? il desiderio di contatto e dunione.
Il bambino ? come se dicesse alla madre: Ti prego, non andare via: noi stiamo bene insieme. Quando tu mi parli e io capisco dal tono della voce che mi vuoi bene, mentre linquietudine e le paure fuggono via dal mio animo, scacciate dal tuo viso sereno e sorridente, noi stiamo bene insieme. Quando tu mi abbracci e accarezzi, quando tu mi baci e stringi al seno, quando mi lavi e giochi con il mio corpo ed io ti tocco e stringo e ti bacio il viso, noi stiamo bene insieme. Quando sicuro e quieto mi addormento tra le tue braccia e poi mi sveglio e ti trovo vicina e mi inebrio del tuo profumo, noi stiamo bene insieme.
C? il bisogno di dire grazie.
Con questa primitiva ma efficace comunicazione il cucciolo duomo, appagato e sazio damore, finalmente pu? dire: Grazie. Grazie per tutte le carezze che mi hai dato. Grazie per tutti i baci ricevuti. Grazie per il calore con il quale mi hai circondato. Grazie per il cibo e le cure che mi hai prestato. Grazie per le dolci parole con le quali hai accompagnato ogni momento della mia ancora breve esistenza. Grazie per le paure che hai scacciato dal mio animo.
C? uno scambio di doni.
In quei primi sorrisi sono gi? presenti le attenzioni e gli atteggiamenti di cura verso gli oggetti damore: Io ti do qualcosa che so ti far? stare bene. Te la do per dirti grazie, ma anche per farti sentire felice. Perch? il tuo benessere ? il mio benessere, la tua gioia ? la mia gioia, la tua serenit? ? la mia serenit?.
C? il desiderio di rendere pi? forte e saldo il legame tra il mondo interiore e quello esteriore; tra il proprio io e quello dei genitori e degli altri.
C?, quindi, il desiderio che si stabilisca unalleanza ed unintesa proficua per entrambi. Unintesa che sia duratura e stabile. Noi stiamo bene insieme, perch? lasciarci? Io ho da te tutto ci? che mi serve. Io so darti tutto ci? che ti serve. Lo vedo dai tuoi occhi luminosi e felici quando ti offro il mio sorriso. Noi stiamo bene insieme, perch? lasciarci?
In quei primi sorrisi vi sono impegni e promesse.
C? la promessa di ricambiare quanto avuto, con tutti i mezzi a disposizione. C? la promessa di una unione di cuori che durer? tutta la vita. C? il desiderio di unalleanza fattiva di crescita ed evoluzione per le persone coinvolte in quel legame. S?, perch? ben presto il bambino, se sazio dellamore materno, allargher? e coinvolger? del suo amore e quindi anche di questa intesa e alleanza anche gli altri familiari: dapprima il padre e poi i nonni, i fratelli, le sorelle, gli zii. E dopo i familiari gli amici e dopo gli amici gli estranei e dopo gli estranei anche le persone mai conosciute e che forse mai conoscer? direttamente, godranno dei riflessi di questo amore.
Questo ampliamento dellamore mi fa pensare ad una piccola, digradante valle, coperta dagli armoniosi e curvi rami del ricco, verde noccioleto dello zio Turi, sotto i quali io, insieme agli altri della mia famiglia, amavo giocare, mangiare e dormire, nelle calde giornate destate. Per fare tutto questo, il luogo prescelto era sempre quello pi? vicino ad una piccola sorgente dacqua pura, che sgorgava, come per miracolo, da una roccia del terreno. Questacqua freschissima, bevevamo, coricati a terra a pancia in gi?, mentre ci bagnava il viso ed i capelli e le libellule, pi? disturbate che spaventate da noi intrusi, ci volavano intorno. Questacqua poi, fuggendo dalla piccola pozza dove nasceva e si raccoglieva, si allargava nel terreno scuro, per poi unirsi alle altre acque sorgive che sgorgavano nella valle. Tutte insieme correvano poi, sempre pi? velocemente ed impetuosamente in grossi rivoli, desiderose dunirsi al grande fiume che scorreva in fondo, sulle cui rive sassose, le donne del paese, con il fazzoletto giallo in testa, a coprire e tener ferme le lunghe chiome scure, chiacchierando, cantando e ridendo rumorosamente, lavavano i panni sbattendoli con forza sulle lisce pietre nere.
Come in tutti i rapporti damore, affinch? questo legame sia solido, stabile e proficuo sono necessarie alcune condizioni.
1. La prima ? che la cura del mondo affettivo – relazionale del bambino sia stata piena, attenta e rispettosa delle varie fasi della crescita umana.
2. La seconda, altrettanto importante, ? che questo legame, questa intesa reciproca, questamore, non vengano traditi.
Gli adulti che si amano accettano, anche se a malincuore, una fisiologica lontananza. Al mattino, dopo una notte trascorsa insieme, ? come se luno dicesse allaltro: Abbracciati e vicini, noi stiamo bene. E doloroso staccarsi dalla persona che si ama. Ma capisco che entrambi abbiamo dei doveri e dei compiti da assolvere. Ci ritroveremo pi? tardi, per continuare ad amarci, per continuare ad essere vicini.
Anche il bambino accetta il distacco fisico e la lontananza dalla madre e dai genitori se questo distacco e allontanamento non ? sproporzionato rispetto ai suoi bisogni e alle sue esigenze.
Questi bisogni e queste esigenze variano molto con let?: sono massimi alla nascita, per poi gradualmente e lentamente decrescere con i mesi e con gli anni. Pertanto, cos? come gli adulti avvertono come un tradimento ed un abbandono lallontanamento eccessivo o improvviso, anche i bambini percepiscono, come una dolorosa rottura dun patto, lallontanamento troppo frequente, duraturo o improvviso, specialmente se, per le cure necessarie, vengono affidati a persone con le quali non si ? instaurata unaffinit?, un legame damore importante e stabile che per loro rappresenta lunica fonte di sicurezza e fiducia.
Come per gli adulti, anche per i bambini, quando un patto damore viene rotto o tradito le conseguenze personali e nella relazione sono importanti e gravi. Nasce risentimento, rancore, aggressivit? nei confronti dei genitori che hanno deluso la loro fiducia, ma si sviluppa anche risentimento, rancore, aggressivit? nei confronti del mondo intero, incapace di accogliere i loro sentimenti e bisogni.
E con il risentimento cresce la disistima nei confronti dei genitori e del mondo intero, ma anche verso se stessi, ritenuti incapaci di instaurare un valido rapporto damore. Ed insieme al risentimento nascono l’inquietudine, le ansie e le paure.
Di conseguenza negli anni futuri, quei bambini traditi, quei bambini ai quali non ? stato dato lamore necessario nel modo corretto, quei bambini rimasti delusi e che non credono pi? negli altri esseri umani, saranno giovani e adulti disturbati nella loro crescita e nella loro maturazione psichica. Saranno anche dei giovani e poi degli adulti con gravi difficolt? nel gestire le situazioni affettivo-relazionali specialmente quelle pi? profonde e impegnative.
E la famiglia, quindi, la fonte e il luogo delleducazione primaria allamore in tutti i suoi aspetti: amore per se stessi, amore per gli altri, amore per un altro, amore per la vita e per ogni forma di vita, amore per lumanit?, amore e rispetto per la natura.
Ed ? sempre nella famiglia che il bambino potr? introiettare gli elementi pi? importanti della sua identit? e del ruolo sessuale, i quali sono indispensabili per i rapporti damore da vivere, da adulti, con laltro sesso.
Se un maschio acquister? piena e completa identit? e ruolo sessuale, cos? da poter offrire alla donna damare e poi ai figli, gli importanti e ricchi doni della mascolinit? come la forza e il coraggio; la determinazione e la comprensione; la coerenza e la linearit?, sar? soprattutto merito della famiglia nella quale ? vissuto ? si ? formato come uomo.
Allo stesso modo se una donna acquister? piena e completa identit? e ruolo sessuale, cos? da poter offrire alluomo amato, ai figli e alla societ? le sue doti di femminilit? come la dolcezza e la capacit? di ascolto; la comprensione e la tenerezza; le capacit? di cura e laccoglienza, sar? soprattutto merito della famiglia nella quale ? vissuta e si ? formata come donna.
Al contrario, se un uomo sar? debole, insicuro, con scarsa stima di s?; se sar? immaturo, fragile, poco determinato, scarsamente coerente o aggressivo e se una donna sar? irritabile, nervosa, aspra, dura, incapace di ascolto e di accoglienza, il demerito andr? soprattutto alle famiglie dorigine che si sono dimostrate avare o incapaci di dare laffetto e le cure necessarie al loro sviluppo.
Abbiamo sottolineato la parola soprattutto in quanto se gli apporti della famiglia dorigine sono importanti e fondamentali non bisogna dimenticare che oggi, molto pi? che in passato, gli apporti dellambiente dove questo bambino e questa famiglia sono vissuti, hanno una notevole capacit? di incidere sulla sua personalit?.
La nostra civilt? dellinformazione, gestita ad uso e consumo del mondo delleconomia e degli affari, tende ad avvolgere con i suoi messaggi, come in una ragnatela, ogni bambino, ogni adolescente, ma anche ogni uomo, qualunque sia la sua et? e sesso. Purtroppo questi segnali spesso non solo non hanno caratteristiche educative, cos? da essere di aiuto e di supporto alle famiglie ma, essendo notevolmente ambigui, volgari e diseducativi, riescono a confondere, svilire e depauperare anche quel patrimonio che i genitori o gli insegnanti cercano, con mille difficolt? e limiti, dinfondere nellanimo dei minori e dei giovani.
Tratto da “Uomini e donne al bivio – Quali strade per l’amore?” di E. Tribulato
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