Comunicazione nella coppia, personalit? e tirocinio

Comunicazione nella coppia, personalit? e tirocinio

Comunicazione nella coppia, personalit? e tirocinio

 

 

Le conseguenze di una disturbata realt? interiore

Per quanto riguarda la realt? interiore sappiamo che un disturbo notevolmente grave impedisce e preclude, quasi completamente, la possibilit? di rapportarsi con l’esterno. Un esempio di ci? troviamo nelle gravi forme di autismo, di depressione e di schizofrenia. Nella dissociazione schizofrenica la chiusura ? determinata da una patologica e alterata visione della realt?, avvertita spesso come molto aggressiva e pericolosa. Nella depressione ? la grave tristezza, l’apatia e l’astenia che spingono a chiuderci nel nostro bozzolo. Nell’autismo ? un io che non si ? potuto strutturare che ci impedisce di costruire un valido rapporto con la realt? esterna.

 

 

Se dovessimo schematizzare in una regola generale la possibilit? che hanno uomini e donne di percorrere una o pi? strade di tipo relazionale, dovremmo dire che:

“ Pi? l’uomo ? forte, maturo, sereno, responsabile, ben educato ed allenato, capace e intelligente, pi? strade egli ? in grado di percorrere e quindi ? pi? ampio il ventaglio di scelte possibili”.

Queste qualit? positive danno agli uomini che le possiedono una marcia in pi? rispetto agli altri, in quanto possono scegliere sia le strade facili che quelle difficili. Purtroppo per le persone fragili, deboli, immature, disturbate, si restringe il ventaglio delle scelte giacch? queste persone sono costrette ad intraprendere solo relazioni povere, semplici e limitate. Relazioni queste che, essendo poco ricche, daranno meno apporti di piacere, gioia e gratificazione all’individuo, mentre nel contempo offriranno scarsi frutti alla comunit? e alla societ?.

Purtroppo oggi, a causa di gravi carenze educative e formative, nonostante si abusi di parole come socializzazione, integrazione, amicizia, amore, abbiamo notevoli difficolt? a formare esseri umani che sappiano vivere con piacere, gioia, ma anche con coerenza, disponibilit? ed impegno, rapporti ricchi e complessi. I motivi sono diversi.

1.    Il primo motivo riguarda, come abbiamo appena gi? detto, le caratteristiche di personalit? del soggetto.

Se il prodotto di un’educazione carente o errata ? una persona che vive male con se stessa e/o con gli altri a causa della sua timidezza, aggressivit?, desiderio di distruttivit?, permalosit?, chiusura, scarsa autostima, ansia, diffidenza o sospettosit?, questa persona avr? gravi difficolt? a vivere bene il rapporto con gli altri, soprattutto quando vorr? viverlo ai livelli pi? profondi.

2.    Il secondo motivo riguarda il suo tirocinio.

E’ difficile, se non impossibile, vivere bene l’incontro con un altro essere umano quando non ? stato attuato un adeguato tirocinio.

Non ? un tirocinio adeguato il rapportarsi per anni pi? con gli oggetti o gli animali che con le persone. Gli oggetti li uso quando e come voglio. Se elettrici o elettronici, come la TV ed il computer, li accendo se desidero qualcosa da loro; se annoiato, li spengo solo con un dito posato sul telecomando. Gli oggetti non protestano, non si offendono se li sostituisco con un altro strumento pi? moderno e funzionale. Gli oggetti non piangono di dolore quando li metto da parte o li strapazzo. Non si lamentano neanche quando con collera o con fredda determinazione decido e attuo la loro fine rompendoli e poi buttandoli nel cassonetto dei rifiuti.

Per quanto riguarda gli animali: li compro, li curo, li abbraccio, con loro comunico, con loro dialogo, con loro scambio amore e attenzioni, se voglio. Se non voglio, se ho altri interessi, se mi annoiano, se non ho pi? tempo da dedicare loro, posso sempre trascurarli, posso sempre portarli in un ricovero, posso sempre sbarazzarmene o affidarli ad altri.

Allo stesso modo non sono un tirocinio adeguato il dialogo e l’interazione effettuati soprattutto con persone che hanno un ruolo professionale o istituzionale piuttosto che con esseri umani con i quali sia possibile e naturale stabilire un intimo, profondo, continuo e stabile legame affettivo.

3.    Il terzo motivo riguarda la mancata frequenza, nell’et? infantile, con coetanei attuata in modo libero, spontaneo e costruttivo.

E’ difficile vivere bene l’incontro profondo, duraturo e stabile con un altro essere umano quando, fin dalla pi? tenera et?, ci si trova a rapportarsi, al di fuori delle mura protettive della propria casa e della presenza rassicurante dei genitori, con coetanei in modo non spontaneo e libero, come sono tutti gli ambienti istituzionali: asili nido, scuole, baby parking, pulmini scolastici ecc.. Per non parlare di tutte le feste, come i compleanni e gli onomastici, vissuti oggi in spazi chiusi e ristretti; irreggimentati come soldatini da parte degli animatori o lasciati allo stato brado come puledri imbizzarriti nel caos del gruppo dei pari, vociante e saltellante.

In queste occasioni, giacch? ? difficile scegliere le amicizie e i soggetti con i quali instaurare un dialogo sereno, tranquillo, profondo, mentre ? quasi impossibile organizzare dei giochi e delle attivit? a proprio piacimento, in piccoli gruppi ed in modo costruttivo, gli obiettivi della socializzazione sono difficilmente perseguiti.

 

 

Ma anche nell’adolescenza quando la promiscuit? sessuale ? notevolmente rischiosa e il ragazzo avrebbe bisogno di maggior controllo e d’una migliore attenzione nei confronti della quantit? e dell’uso del tempo libero, la “socializzazione” proposta dai genitori d’oggi non ? adeguata ai suoi bisogni.

Non ? adeguata a questa et? una quantit? di tempo libero eccessiva. Non ? adeguata un’eccessiva promiscuit? vissuta in ambienti assolutamente non idonei al normale e sano sviluppo psichico e della personalit?. Parliamo delle numerose ore notturne trascorse nelle piazzette o sui muretti. Parliamo delle feste, attuate spesso senza alcun controllo dei genitori o di altri adulti responsabili. Parliamo delle discoteche pomeridiane o notturne per i giovani.

In tutte queste occasioni e luoghi spesso gli adolescenti, ma anche i preadolescenti, assordati e stimolati dalla musica a tutto volume, sono introdotti progressivamente all’uso di alcool e droghe,  mentre, nel contempo, personalit? ancora in formazione sono portate per imitazione e gioco, all’uso d’una sessualit? immatura, banale, irresponsabile, rischiosa, assolutamente non idonea per quell’et?, che rischia di condizionare il sano sviluppo dei sentimenti ed i loro futuri rapporti affettivi e sessuali.

Mancano, inoltre, nell’adolescenza dei ragazzi della nostra attuale realt? sociale, i sani rapporti con adulti maturi e responsabili. Rapporti che risultano fondamentali affinch? il ragazzo abbandoni il ruolo infantile e apra il suo cuore e il suo impegno alla pienezza dell’et? adulta.

 

 

Tratto da “Uomini e donne al bivio – Quali strade per l’amore?” di E. Tribulato

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