26 Mar Dialogo efficace ed inefficace
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Emidio Tribulato – IL DIALOGO EFFICACE ED INEFFICACE
DIALOGO EFFICACE
Lefficacia di una comunicazione si misura dalla sua chiarezza, dalla capacit? di essere interpretata, dalle risposte che riesce a suscitare e in definitiva dalla maggiore o minore possibilit? di soddisfare i bisogni e le aspettative dei singoli e della coppia.
Affinch? il dialogo sia efficace, quindi, il linguaggio dovrebbe essere per quanto possibile chiaro, semplice, sincero e trasparente.
Noi viviamo in un ambiente sociale in cui, molto spesso, una comunicazione ne nasconde unaltra, un bisogno ne camuffa un altro, unopinione ? espressa per nasconderne unaltra. Viviamo in un mondo, dove c? la tendenza a coprire gli intenti poco ortodossi, poco nobili o credibili, mediante parole tuttaltro che vere e sincere. Ci? porta ognuno di noi, inevitabilmente, ad una sfiducia molto ampia, quasi totalizzante su tutto e tutti. Se molte persone mentono o non dicono realmente ci? che pensano, c? il rischio di pensare che tutti mentano e quindi la verit? non esiste. Per tale motivo ? necessario che la comunicazione sia non solo chiara e sincera, ma che ci sia anche coerenza tra ci? che diciamo e facciamo.
Attenzione per? a non trasformare la sincerit? in crudelt?. La sincerit? ? alla base stessa del dialogo, ma ci sono dei pensieri e dei sentimenti che potrebbero ferire o fare del male e quindi, prima di essere espressi, hanno bisogno di essere vagliati accuratamente, per trovare i modi e i tempi pi? opportuni per comunicarli. Il dialogo non consiste nel dire tutto ci? che in quel momento passa per la mente, ma nel costruire, attraverso lamore e il rispetto per la sensibilit? altrui, un rapporto sincero e leale. Il dolore, infatti, che si pu? fare con le parole ? notevole, pertanto il loro uso dovrebbe essere sempre attento alla maturazione e alla sensibilit? dellaltro.
Il dialogo non dovrebbe giudicare.
Altro ? dire: Sei uno stupido, un incapace, un cretino ecc. Altro ? dire: Questo tuo modo di fare potrebbe portare a queste conseguenze. Questatteggiamento non lo condivido, mi fa soffrire, non serve allo scopo. Vorrei capire il tuo modo di fare, il tuo modo di essere.
Il giudicare compromette, infatti, lapertura, impedisce di esternare il contenuto pi? profondo dei propri pensieri, spinge alla chiusura, alla difesa, allaggressivit?, oppure a dire, mentendo, ci? che laltro si aspetta di sentire.
Il dialogo dovrebbe avere come base laccettazione dellaltra persona.
Accettare, significa accogliere la diversa personalit?, realt? sociale, identit? sessuale e ruolo, che ognuno di noi ha e porta nella vita di coppia.
E da questaccettazione, infatti, che nasce e si sviluppo un confronto positivo; quando laccettazione manca, per cui vorremmo che laltro fosse come noi lo abbiamo sognato e desiderato o avesse sempre le stesse caratteristiche, ci accorgiamo che il dialogo diventa difficile o cessa. Questo non toglie che gli sforzi dogni individuo che vive la difficile ma splendida realt? dellamore di coppia, dovrebbero tendere ad armonizzare ed integrare la propria realt? interiore e i propri comportamenti con i vissuti, i bisogni, i desideri di chi ci sta vicino.
Dovrebbe essere delicato nei confronti dellaltro.
I modi bruschi, le parole che umiliano, che fanno sentire male, leccessiva impulsivit?, la poca pazienza, laggressivit?, allontanano, spaventano o mettono sulla difensiva, chi ci sta accanto. Anche quando il nostro compagno o la nostra compagna ha torto, ? giusto usare quanta pi? delicatezza possibile per aiutare a capire lerrore e a porvi rimedio.
Dovrebbe avere come prospettiva lincontro con laltro.
Lincontro, lintesa, dovrebbero essere gli obiettivi finali del dialogo. Non sempre ci? ? possibile, non sempre si riesce a trovare quellintesa tanto agognata. Questa tensione interiore verso lincontro dovrebbe esserci in ogni momento ed in ogni situazione.
Dovrebbe avere come base luguaglianza con laltro.
Uguaglianza come essere umani anche se con identit? sessuale e ruoli diversi. Il comportamento e il ruolo del marito o del padre non pu? essere uguale a quello della moglie e della madre e viceversa. La diversit? di ruolo ? fondamentale sia per leducazione dei figli che nellintesa uomo – donna. I figli hanno bisogno, infatti, di una donna, madre, che porti nelleducazione e nella cura dei piccoli il suo immenso patrimonio dumanit?. Le sue capacit? comunicative, laffettivit?, lintensa sensibilit?, le tenerezze che riesce a dare, sono fondamentali nelleducazione del minore.
Anche un padre apporta e d? elementi insostituibili di carattere, di intelligenza, daffettivit?. La sua forza, la sua linearit?, il coraggio, la sicurezza, la coerenza, la fermezza, caratteristiche di un buon padre, sono altrettanto importanti degli apporti materni.
Per quanto riguarda lintesa di coppia, luomo tende a coinvolgersi intensamente solo se avverte la presenza di certe caratteristiche nella sua compagna. La bellezza esteriore del corpo ? sicuramente una di queste. Il corpo della donna, se si appalesa con forme e modi squisitamente femminili, ? per luomo uno dei maggiori stimoli dattrazione e la donna lo sa perfettamente, tanto che, istintivamente, fin da piccola, si adopera in ogni modo per piacergli, per cui il suo corpo e il suo abbigliamento sono fonte di continue attenzioni.
Ma una donna da amare intensamente deve possedere anche delle qualit? particolari, in caso contrario i sentimenti e la disponibilit? affettiva delluomo risultano minime, tanto da limitarsi soltanto a rapporti amichevoli o ad espressioni sessuali puramente istintive e ludiche. Poich? ha bisogno di una donna da adorare, che si faccia adorare, accanto alla bellezza, ? per luomo fonte di grande ispirazione amorosa la grazia. Questa, che ? da distinguersi nettamente dalla bellezza, ? una caratteristica dellanimo prima che del corpo, per cui ? presente anche in donne non particolarmente belle, le quali, possedendola, assumono un fascino particolare ed irresistibile agli occhi maschili. La grazia femminile esprime, infatti, attraverso lo sguardo, i comportamenti ed il corpo, doti che sono proprie dellanima e della mente, come la dolcezza, la bont?, la disponibilit?, la delicatezza, la finezza, la semplicit?, la soavit?, il pudore di chi le porta. E queste doti se sono poco interessanti in un rapporto breve ed istintivo, fatto pi? di sesso che di sentimenti, diventano fondamentali in un rapporto serio in cui luomo impegna tutte le sue energie e che considera per la vita.
Altra caratteristica ricercata dagli uomini ? sicuramente la seriet?, fatta di pudore, ponderatezza, rettitudine e responsabilit? nei comportamenti e nelle parole. La seriet? si manifesta e d? garanzie tra laltro di fedelt? e di maturit? nel rapporto e nellimpegno amoroso. Queste ultime sono qualit? fondamentali per luomo, giacch? gli garantiscono che i suoi sacrifici, il suo lavoro ed impegno andranno a favore dei propri figli e non di quelli di un altro. Contemporaneamente gli danno maggiore sicurezza sulla stabilit? del rapporto e quindi sulla migliore funzionalit? della famiglia.
Altri elementi ricercati nella sua compagna di vita sono la disponibilit? affettiva e le capacit? di cure e attenzioni. Affettivit?, cure e attenzioni gli danno la certezza di trovare, nella sua casa, una donna capace dascolto, daffetto, di tenerezze, ma anche daiuto e supporto verso la sua persona e nei confronti dei figli.
Luomo ? disposto a grandi sacrifici per la donna che ama ed ammira profondamente, mentre ? disposto a poco o nulla per la donna che non ama, non ammira o stima.
Anche la donna, nonostante i numerosi anni di femminismo abbiano confuso i suoi bisogni ancestrali, cerca istintivamente un uomo che abbia caratteristiche chiaramente maschili. Cerca un essere il cui pensiero sia logico e lineare per cui segua i concetti in modo tale da arrivare rapidamente al cuore del problema e quindi sia in grado di affrontarli il pi? efficacemente possibile, senza farsi coinvolgere o distrarre dallemotivit?. Cerca un compagno che abbia unaffettivit? e una sensualit? intensa, impetuosa ma responsabile. Sia sentimentalmente capace di tenerezze, ma abbia un animo forte, sicuro e deciso, in modo tale da saper affrontare senza tentennamenti, fughe o abbandoni, i numerosi ostacoli e frustrazioni che la vita, oggi come ieri, non manca di dare ad ogni essere umano. Sia autorevole senza essere autoritario, in modo tale da imporre la sua volont? senza abusarne, senza arroganza, senza astio, senza collera ma anche senza permissivismo. Sappia intervenire con fermezza e determinazione nelleducazione dei figli evitando luso della violenza. Rifiuti la tirannia quanto la debolezza, per cui sia capace di ascoltare, ma anche di intervenire efficacemente quando necessario. Non tolleri ingiustizie, abusi, ma eviti anche di farne agli altri.
Dovrebbe basarsi sullascolto.
Quindi il dialogo non dovrebbe consistere in una lotta di parole e argomentazioni per sopraffare i pensieri e le idee altrui, ma un mezzo per capire e mettersi in ascolto. Strumento per avvertire i movimenti dellanimo e per armonizzarsi con chi ci sta vicino. Per tale motivo si dovrebbe riflettere pi? sui bisogni che laltra persona esprime, non solo con le parole, ma anche con i silenzi, piuttosto che sulla risposta da dare per sopraffarla.
Il dialogo deve tenere conto delle esigenze e dei bisogni dellaltro.
I bisogni di un uomo sono diversi da quelli di una donna. I bisogni di ognuno di noi, come individui, possono essere o tradursi in maniera diversa. Di ci? dobbiamo tener conto. Non esistono due persone uguali, con gli stessi gusti, la medesima realt? interiore, gli stessi desideri. Inoltre, spesso, i bisogni fondamentali non sono espressi chiaramente, ma ci? non ci esime dal cercare di capirli e soddisfarli, se riusciamo ad andare oltre i pensieri e le parole chiaramente esplicitate.
Daltra parte non si pu? forzare un soggetto ad aprirsi ed a confidare sentimenti, emozioni e pensieri se non si mette nelle condizioni di sentirsi libero di dire tutto ci? che sente, sapendo che non arrecher? un grosso dispiacere o danno.
Dovrebbe sforzarsi di esprimere sentimenti maturi ed essere strumento positivo di scambio con laltro.
Lottimismo, il coraggio, la fiducia, si chiamano sentimenti maturi, poich? aiutano a crescere ed ad affrontare con gioia, con serenit? e coraggio sia i momenti positivi sia le avversit? della vita.
I sentimenti acerbi o immaturi, come langoscia, lansia, la gelosia, linvidia, lantipatia, la delusione, spingono alle paure, allaggressivit?, alle nevrosi, alla depressione, alla chiusura, poich? caricano laltro di angoscia e tensione interiore rendendogli difficile la confidenza, lapertura, la disponibilit?. Chi ci sta accanto non ? n? uno psicologo, n? uno psichiatra che ha la capacit? e il dovere di ascoltare e accettare i nostri sentimenti pi? tristi e le nostre emozioni pi? distruttive, senza battere ciglio. La disponibilit? del nostro compagno o della nostra compagna di vita allaiuto, allascolto, hanno dei limiti di cui dobbiamo tener conto e che dobbiamo esattamente valutare.
Deve contenere una carica e una partecipazione affettiva valida.
Se il dialogo non ? fatto damore o non ha come base lamore e laffetto, ha unefficacia minima. Partecipare ai sentimenti, ai vissuti, ai valori di chi ci sta vicino, ? compito di ognuno di noi. Tale partecipazione pu? portare nella coppia al coinvolgimento affettivo per cui i desideri dellaltro, diventano i nostri desideri, i suoi bisogni diventano i nostri bisogni, la sua sofferenza diventa la nostra sofferenza. In tal modo si attua una partecipazione e una condivisione dei pensieri, dei sentimenti, delle emozioni che rinsalda lunione.
I L DIALOGO INEFFICACE
Da quanto abbiamo detto ? facile evidenziare le caratteristiche che rendono poco o per nulla efficace il dialogo.
Il dialogo ? inefficace quando diventa solo comunicazione.
La nostra societ? ? giustamente chiamata la societ? della comunicazione giacch?, almeno sul piano tecnico, gli strumenti che possiedono i paesi pi? ricchi, sono capaci di avvolgere il mondo in una rete telematica. Tali strumenti permettono a ogni persona che sinserisce nella rete di comunicare ad unaltra parole, pensieri e immagini, in maniera istantanea, in qualunque parte del mondo questa si trovi. I telefoni cellulari e la rete Internet sono simboli e strumenti di questa possibilit?. Eppure, mai come oggi, lessere umano soffre di problemi legati al dialogo. Abbiamo detto, infatti, che la comunicazione diventa dialogo quando lascolto empatico dellaltro ? elemento portante, ma questo si attua se abbiamo tempo, disponibilit?, serenit?. Il primo di questi elementi, il tempo, sembra diminuire ogni giorno di pi?, fagocitato da mille altri impegni: lavorativi, sociali, ludici. Lo stare insieme diventa sempre di pi? una corsa finalizzata al fare e allagire piuttosto che al vivere con serenit?, tranquillit? e pienezza parole, gesti, sentimenti ed emozioni. Alla nozione di tempo, si ? collegato il concetto di denaro guadagnato o speso. Il tempo ? denaro Chi ha tempo non aspetti tempo. Tariffe a tempo. Il tempo ci fa guadagnare, ma ci fa anche spendere. Se, mentre parliamo a telefono ogni secondo utilizzato per dialogare ha un costo, se sappiamo che ogni parola, ogni sentimento che manifestiamo viene da qualcuno conteggiato e tradotto in soldi, siamo portati a trasmettere non emozioni o sentimenti, ma soltanto rapide e concise informazioni che possono servire esclusivamente per informare e rassicurare laltro o per concludere affari ma sicuramente non risultano efficaci per il dialogo.
La radio, la televisione, il telefono, specialmente il telefonino cellulare, pi? che aiutare, disturbano la vera comunicazione. Questa, a volte, non pu? essere neanche iniziata, mentre altre volte non si riesce ad approfondirla in maniera adeguata. Sar? capitato a molti di voi di parlare con qualcuno e di essere interrotti dallinizio di un programma televisivo, da una canzone trasmessa dalla radio o dallo squillo di un cellulare. Questi strumenti sinseriscono spesso in maniera invasiva e prepotente nel dialogo appena iniziato, impedendo il suo successivo approfondimento o rompendo, a volte in modo irrecuperabile, quellatmosfera, quellemozione e quelle sensazioni che si stavano vivendo.
Inoltre gli strumenti di cui parliamo rischiano di trasformare in virtuale ogni realt? pi? intima come lamicizia, lamore, la fratellanza. Queste diventano solo immagini e voci perdendo con la realt? fisica, le loro caratteristiche emotive, per cui ci sentiamo e ci ritroviamo sempre pi? soli, in una babele di parole e in un caleidoscopio di immagini.
Il dialogo risulta inefficace quando diventa solo un mezzo per scaricare le nostre ansie e paure, o conflitti interiori sullaltra persona.
A questo proposito ? bene evidenziare che ogni problema interiore e quindi ogni disturbo psicologico di una certa rilevanza, influenza in modo rilevante la comunicazione e quindi il nostro rapporto con gli altri, specie con le persone a noi pi? vicine.
Nelle persone ansiose, ad esempio, la paura nasce senza un pericolo o una causa oggettiva, oppure ? scatenata, e vissuta in maniera abnorme, da situazioni ed avvenimenti che normalmente non dovrebbero provocare tal emozione; se, infatti, la paura per un esame, per una grave malattia o per la morte appare giustificata, lansia o la paura che colpisce la persona senza alcun motivo o per i motivi pi? vari e diversi, anche banali, ? segno di problematiche psicologiche che possono alterare il normale rapporto di coppia, il compito educativo e la vita familiare.
Non sono da sottovalutare inoltre i sintomi depressivi. Nelle persone che soffrono di disturbi dellumore, la realt? si tinge quasi costantemente di grigio se non di nero, per cui essi avvertono la vita, gli altri, se stessi, il mondo, con pessimismo, chiusura e tristezza. Anche questi soggetti, poich? tenderanno a vedere il lato peggiore e distruttivo dogni realt? umana e sociale, avranno gravi difficolt? ad instaurare un dialogo sereno e produttivo, poich? tenderanno a svalutare ogni iniziativa e ogni segnale dapertura alla vita e al mondo sia da parte del coniuge che dei figli. In altri casi non vi sono evidenti sofferenze psichiche. Pur tuttavia alcuni comportamenti sono pesantemente dettati da problematiche inconsce non risolte, che continuano ad influenzare in maniera negativa parole e azioni dellindividuo, senza che questi si renda conto della sua alterata realt? interiore.
In tutte queste situazioni, come per tanti altri disturbi della psiche che portano sofferenza al soggetto che ne ? colpito e alle persone che gli stanno vicino, si impone, prima del matrimonio, un attento esame psicologico che tenda a valutare la gravit? di tali problematiche ed indichi le terapie pi? efficaci per risolverle.
Ancora risulta inefficace:
quando diventa una comunicazione egocentrica, nella quale mettiamo in primo piano noi stessi e quindi ogni parola della persona che ci sta vicino ? misurata in funzione della gratificazione o frustrazione data al proprio Io;
quando ignora laltra persona mediante il non ascolto o essendo indifferente ai suoi bisogni o alla sua sofferenza;
quando diventa un mezzo di sopraffazione e di dominio. Quindi, mezzo e strumento per cambiare chi ci sta accanto per i nostri fini;
quando diventa un monologo.
Perch? accanto a chi parla dovrebbe esserci sempre qualcuno che ascolta e che dovrebbe avere poi la possibilit? di intervenire. A volte c? un vero e proprio monologo a due o collettivo, tutti parlano e nessuno ascolta.