
26 Mar Famiglia ed adattamento
Non si dovrebbe parlare di crisi della famiglia ma di un sistema sociale che produce delle famiglie disfunzionali attraverso una serie di decisioni individuali, leggi, disposizioni e norme.
LA FAMIGLIA DISFUNZIONALE
Non ? funzionale una famiglia in cui sono presenti due responsabili con uguali compiti e medesime funzioni.
Non ? funzionale una famiglia in cui molte responsabilit? specifiche vengono sottratte al pater familias per essere assunte dallordine giudiziario.
Non ? funzionale una famiglia in cui gli elementi della coppia che la costituiscono non hanno caratteristiche sessuali diverse, specifiche e complementari.
Non ? funzionale una famiglia in cui ogni elemento della coppia non ? stato adeguatamente formato, fin dallinfanzia, alle problematiche riguardanti lallevamento e leducazione dei piccoli ed ai bisogni relazionali della vita di coppia e familiare.
Non ? funzionale una famiglia in cui le leggi dello stato non aiutano, nei fatti, la sua unit?, ma provocano e stimolano conflittualit?, fratture e disfacimento.
Non ? funzionale una famiglia quando la societ? non protegge adeguatamente i componenti, soprattutto i minori, da condizionamenti negativi, idee diseducative, volgarit? e sfruttamento economico ad opera dei mass media. Non ? funzionale una famiglia in cui, per la produzione di beni materiali o sociali, sono sottratte le migliori energie, a scapito della funzione formativa, educativa ed affettiva.
Spesso si parla della famiglia come di unistituzione che si adatta alle varie condizioni ambientali. E questo un modo ottimistico di guardare la realt?, in quanto si intende in questo modo affermare che la famiglia essendo un organismo vivo e flessibile ha la capacit?, modificandosi, di trovare delle modalit? positive che le permettono di svolgere anche nelle situazioni pi? difficili il suo compito. Ne consegue che basta aspettare il tempo necessario al suo adeguamento affinch? i problemi si risolvano.
Purtroppo non ? cos?.
Il sistema famiglia nasce da una serie di scelte individuali e di coppia. Scelte libere ed autonome. Il padre che decide di lavorare in unaltra citt? fa una scelta, come fa una scelta la madre che decide di impegnare buona parte del suo tempo nel lavoro extrafamiliare, o il nonno che preferisce occuparsi del gioco delle bocce piuttosto che del suo nipotino.
Fa anche delle scelte verso un tipo di famiglia piuttosto che di un altro ogni governo, ogni organismo pubblico o privato che emana o interpreta leggi, circolari, disposizioni e norme e ogni religione che ? capace o no di dare indicazioni morali efficaci ed utili. Per tale motivo ogni tipologia familiare ? costruita dalle scelte individuali o sociali, per cui il termine adattamento ? usato in modo improprio. La conseguenza di quanto abbiamo detto ? che non si dovrebbe parlare di crisi della famiglia ma di un sistema sociale che produce delle famiglie disfunzionali attraverso tutta una serie di decisioni individuali, leggi, disposizioni e norme.
Intanto lo spostamento di tempo, impegno, formazione e cultura a favore del mondo degli affari e delleconomia ha portato ad un aumento notevole del benessere materiale che ha fagocitato il mondo affettivo e delle cure che appare ridotto al lumicino.
Tale realt? e sotto gli occhi di tutti. Dalla culla alla tomba, la deprivazione affettiva non risparmia nessuno: i bambini che devono fare a meno di mamma e pap? entrambi impegnati nel lavoro: Perch? con uno stipendio non si pu? vivere. Gli adolescenti : Ascolta tuo figlio che ha sempre qualche problema perch? ho una riunione importante. Gli adulti ammalati: Mi dispiace ma non mi posso assentare dal lavoro per farti compagnia. Gli anziani: Immagina con tutte le cose che ho da fare se posso pensare ad assistere mio padre, gli procurer? una badante.
Molti erano sicuramente in buona fede quando hanno accettato le nuove e pi? entusiasmanti regole del gioco, abbandonando le vecchie, ammuffite teorie che volevano un impegno privilegiato per il mondo degli affetti rispetto a quello della produzione. Molti pensavamo veramente di poter moltiplicare le proprie energie e di poter far tutto, ma proprio tutto, per contemperare esigenza diverse e contrastanti. Molti avevano e ripongono ancora oggi tutte le loro speranze su due buoni stipendi e sui servizi dello stato, perch? ? stato detto loro, fino alla nausea, che con i soldi puoi fare ogni cosa, puoi comprare tutto. Ora si sentono traditi non sanno da chi o da che cosa ma la sensazione e di essere stati traditi: dal governo che non fa gli asili nido ed i servizi necessari per i bambini, gli adolescenti, i giovani, gli ammalati e gli anziani; dallaltro coniuge Che non si impegna veramente quanto dovrebbe; dagli insegnanti Che non fanno il loro dovere e rubano lo stipendio; dai pedofili, dai cattivi compagni e dagli spacciatori che hanno rovinato i figli: Che Dio stramaledica questa gente che approfitta delle debolezze altrui.
Difficilmente riescono ad intravedere la verit?, ancora pi? difficilmente quando la scoprono riescono ad accettarla.
Unaltra delle conseguenze del privilegiare e mettere in primo piano il mondo della produzione rispetto al mondo degli affetti ? stata quella di aver distrutto e disperso in poche generazioni, un patrimonio culturale accumulato dallumanit? in millenni di storia. E come se tutti o buona parte degli agricoltori, disprezzando e sentendo poco esaltante la loro attivit?, avessero privilegiato limpegno industriale. Questo cambiamento di ruolo avrebbe provocato non solo linaridimento o la desertificazione dei campi e quindi una crisi alimentare spaventosa, ma quel che ? peggio si sarebbe perduta la cultura ed il piacere legati alla coltivazione della terra. Si sarebbe perduta la capacit? di seminare e coltivare, ma anche il piacere di vedere germogliare le piantine e di vederle crescere. Si sarebbe perduta la capacit? di far diventare le esili piantine alberi grandi, forti e rigogliosi, ma sarebbe scomparsa anche la gioia immensa di ammirarle ricche di fogliame e maestose sfidare i venti, le nuvole e la pioggia. Si sarebbe perduto il piacere di vederle avvolte in una nuvola di fiori in primavera e pi? tardi, in estate, di raccoglierne i frutti succosi.
Mentre uomini e donne siamo sempre pi? esperti come medici, avvocati, commercialisti e con noncuranza usiamo i computer o navighiamo in internet, siamo sempre pi? insicuri ed imbranati non solo quando si tratta di allevare un bambino, ma anche quando con lui vogliamo avere un dialogo profondo e intimo. Saper ascoltare e capire, saper consigliare e guidare, ? diventata unarte sconosciuta. Tra laltro lincapacit? affettiva si ripresenta puntuale in molte altre occasioni, come quando ci cimentiamo in un rapporto profondo a due, o quando vogliamo capire e consolare un ammalato, o avvicinare e accarezzare il bianco capo di un vecchio per rassicurarlo. In queste ed in mille altre occasioni la carenza del mondo affettivo attorno a noi e dentro di noi ci rende incapaci ed insicuri, con notevole danno verso gli altri e noi stessi.
Gi? anche verso noi stessi perch? sentirsi incapace non migliora lautostima, n? ci rende pi? sicuri e felici.
Abbiamo detto precedentemente che siamo molto bravi nelle attivit? professionali, ci? ? vero solo in parte in quanto la carenza affettiva, si riflette alla lunga, in modo negativo, anche nelle attivit? tecniche e professionali.
Per cui siamo medici, avvocati ed ingegneri che hanno pi? conoscenze e strumenti sofisticati, ma il cui reale valore professionale decade inesorabilmente perch? non sostenuto da qualit? umane come lequilibrio, la serenit? e la saggezza, caratteristiche indispensabili in ogni attivit?, anche la pi? tecnica.
Molti per la verit?, soprattutto nellambito cattolico, non avrebbero assolutamente voluto che il mondo della produzione fosse privilegiato rispetto al mondo degli affetti, in quanto prevedevano le conseguenze nefaste sulla coppia, sulla famiglia e sulleducazione della prole. Pertanto proponevano che luomo e la donna si dividessero equamente questi due fondamentali impegni. Era ed ? ancora per molti educatori la proposta del 50%. In pratica la donna e luomo avrebbero e dovrebbero impegnare il proprio tempo e le proprie energie dividendole equamente tra casa e lavoro; tra mondo dellaffettivit? e mondo della produzione.
Tutto ci? purtroppo non ? avvenuto. E avvenuto ben altro. E avvenuto quello che alcuni prevedevano. Nonostante alcune immagini folcloristiche di uomini che portano a spasso i propri figli nella carrozzella o lavano i piatti, luomo non si ? mai veramente coinvolto ed impegnato ad utilizzare met? del proprio tempo e delle proprie energie a favore del mondo degli affetti. Ma quel che ? peggio la donna, nonostante il tanto declamato istinto materno, dapprima gradualmente e ora, in Italia negli ultimi anni, precipitosamente ha quasi del tutto abbandonato il mondo degli affetti per riversare le proprie energie ed il proprio tempo sul mondo della produzione.
Tratto dal libro: “MONDO AFFETTIVO E MONDO ECONOMICO” DI Emidio Tribulato
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