26 Mar I rapporti di lavoro
I RAPPORTI DI LAVORO
Gli scambi negli uffici, come nelle industrie, nelle officine o nei negozi, possono essere molto scarsi: un ciao, una stretta di mano, un caff? da prendere insieme, qualche battuta pungente sul capo o sui colleghi avvertiti come avversari o concorrenti; qualche commento salace e un po di pettegolezzo sui compagni di lavoro nuovi arrivati, tanto per rompere la monotonia.
Non ? raro per? che i rapporti siano pi? intensi e coinvolgenti. In alcuni casi si possono instaurare delle vere intense amicizie e dei solidi rapporti affettivi che possono riflettersi e continuare anche al di fuori dellorario di lavoro con incontri, cene, giochi e dialogo, in occasioni importanti per i singoli, per le coppie o per le famiglie.
Al contrario, se non ben gestiti a livello individuale e di gruppo, queste relazioni di lavoro possono essere intrise di gelosie, rivalit? e scontri anche durissimi che, inevitabilmente, si rifletteranno sul benessere delle persone direttamente interessate, sulle loro famiglie, ma anche sulla produttivit? dellufficio, come dellimpresa.
Le guerre tra colleghi, che a volte durano anni, e il conseguente stress e il facile mobbing sono tali, a volte, da costringere alcuni lavoratori ad odiare e temere il luogo di lavoro. Questambiente ? avvertito come fonte di tensione, livore, aggressivit? e scontro, tanto che molti lavoratori, quando il disagio diventa insopportabile, sono costretti a chiedere le dimissioni o il trasferimento.
Le cause di questi scontri sono molteplici. Spesso si tratta di problemi individuali, dovuti alla presenza di personalit? disturbate le quali incidono negativamente e distruttivamente sul dialogo e sulla comprensione reciproca. Altre volte le carenze si riscontrano a livello gestionale. Molti coordinatori non riescono, per immaturit? o incapacit?, a gestire correttamente le dinamiche che si presentano nel gruppo di lavoro o nell’equipe. In tutte queste situazioni il luogo di lavoro, se da una parte pu? subire le conseguenze di patologie della psiche, dallaltra, a sua volta, pu? essere motivo di disagio per le persone che lo frequentano.
Questi problemi si sono oggi accentuati in quanto, a differenza che nel passato, quando il luogo di lavoro era vicino allambiente familiare e pertanto si viveva in un ambiente ben conosciuto da anni e molto vicino ai propri valori, attualmente, accanto a noi, nel posto di lavoro, ritroviamo spesso degli sconosciuti con caratteristiche le pi? varie, con i quali non sempre riusciamo a rapportarci in maniera positiva.
Il vivere a contatto di gomito, per tante ore al giorno, o il far parte duna squadra con gli stessi obiettivi e le stesse finalit? se, a volte, pu? comportare la chiusura, la difesa o laggressivit? verso colleghi sentiti come una minaccia o concorrenti, pu? far nascere, tra i due sessi, anche sentimenti molto pi? dolci e teneri, pi? o meno duraturi, legittimi e coinvolgenti, che assumono delle caratteristiche particolari.
Intanto questi sentimenti sono, a ragione, sconsigliati dai datori di lavoro, i quali li vedono come il fumo negli occhi. Lamore, ma il pi? spesso la passione, che travolge dei dipendenti, pu? sconvolgere le normali attivit? lavorative o i gi? collaudati e stabili equilibri nellambito del gruppo. E normale, infatti, che i due piccioncini, come sono definiti dai colleghi, cerchino di stare il pi? possibile insieme, occhi negli occhi, mani nelle mani, mettendo in comune sogni ed emozioni ma trascurando le consuete occupazioni. Presi dal vortice della passione non ? difficile che nelle relazioni presentate ai loro direttori o responsabili dellufficio, le virgole e i punti siano distribuiti qua e l? con un criterio pi? estetico che grammaticale. Ma anche i congiuntivi, in queste occasioni, sembrano essere andati in vacanza insieme ai loro proprietari per godere dei dolci chiarori lunari. In queste condizioni, inevitabilmente, il carico di lavoro peser? maggiormente sugli altri dipendenti che tenderanno a reagire con atteggiamenti di acredine o di rivolta, anche perch? ? umano provare un po di invidia e di gelosia. Per tali motivi, pi? sale la febbre della passione, pi? cala la curva della produttivit? dellimpresa, della ditta o dellufficio. E questo non pu? che far esasperare i capi, i responsabili o i padroni.
Daltronde ? anche normale che tra i due si instauri un legame speciale, avvertito dagli altri come esclusivo e geloso. Questo legame ed intesa particolare spesso sono capaci di rompere gli equilibri preesistenti allinterno del gruppo di lavoro, per cui vi sar? la tendenza a creare nuove e diverse alleanze con inevitabili lotte, gelosie e scontri.
Se poi, a giudizio dei colleghi, gli amori sono assolutamente illegittimi, in quanto lui o lei ha gi? un altro rapporto sentimentale, come un altro fidanzato o unaltra fidanzata, o peggio, ha gi? unaltra famiglia, spesso tutti o quasi tutti i colleghi si coalizzano contro i fedifraghi, che sono messi al bando del gruppo per il loro comportamento immorale e licenzioso. Giacch? questo pesante giudizio negativo e questa esclusione sono mal digerite dagli interessati questi, a loro volta, risponderanno per le rime, cosicch? pu? iniziare una guerra o una faida infinita fatta di insulti, scontri, delazioni e ripicche che possono durare anni, fino allinevitabile trasferimento o licenziamento duno o di entrambi gli interessati. Ancor peggio ? la situazione quando moglie e marito lavorano nello stesso ufficio.
Questo argomento mi fa pensare ad Anna , impiegata al Comune, la quale lavorava nello stesso ufficio del marito. La donna quasi ogni giorno era rosa dalla gelosia ogni volta che le altre colleghe si avvicinavano al suo uomo ridendo, scherzando o peggio quando, chiamandolo con vari nomignoli, con fare civettuolo gli toccavano il braccio, la spalla o gli sfioravano con le dita il viso e i capelli. Odiava le colleghe, che definiva sgualdrine, con la stessa intensit? e allo stesso modo con il quale covava risentimento e rabbia nei confronti del marito che giudicava troppo accondiscendente fino a quando, un bel giorno, decise di affrontare le colleghe pi? intraprendenti gridando in faccia quello che pensava di loro. Naturalmente dovette subire la scontata conseguenza di essere spostata in un altro ufficio, accompagnata da una nota di demerito, senza aver pi? la possibilit? di controllare il coniuge e le sfacciate colleghe.
Tratto da “Uomini e donne al bivio – Quali strade per l’amore?” di E. Tribulato
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