
26 Mar Il ruolo dell’ambiente educativo
Per ambiente educativo sintende quellinsieme di fattori ed elementi che, senza lintervento preordinato degli educatori, direttamente o indirettamente agiscono sullaffettivit?, sulla psiche, sui comportamenti degli esseri umani, sia durante let? evolutiva sia negli adulti.
Per le piante, ad esempio, il contadino o il giardiniere pu? rappresentare bene la figura delleducatore, poich? queste persone hanno il ruolo specifico di aiutare i vegetali nella loro crescita e nello sviluppo, mentre gli elementi ambientali si possono ricercare nella terra in cui la pianta vive, nel clima, nellaria, ma anche negli altri animali e vegetali compreso luomo che con essi interagiscono.
Per lessere umano, lambiente educativo ? formato dallambiente inanimato in cui lindividuo vive: la casa, la citt?, la regione; esso per? ? soprattutto caratterizzato dal rapporto con gli altri esseri viventi come animali, piante e soprattutto altri uomini. Il contatto diretto o indiretto con questi ultimi, anche mediante il prodotto del loro ingegno, della loro fantasia e dei loro sentimenti, agisce, e non potrebbe essere diversamente, in maniera positiva o negativa sia sulle nostre idee e convinzioni sia sui vissuti di ognuno di noi e quindi sui comportamenti.
Il primo ambiente in cui il bambino si trova a vivere ? la sua casa. Attorno e accanto ai nostri figli dovremmo costruire abitazioni in cui questi possano muoversi liberamente, in cui non vi siano troppi ostacoli, pericoli, limitazioni. Ambienti liberi da fronzoli e da oggetti delicati o costosi che limitano notevolmente limmaginazione e la fantasia.
La casa dovrebbe essere, nella vita del bambino, un caldo nido che permetta di studiare, dormire, mangiare, dialogare e relazionarsi positivamente con i fratelli ed i genitori. Accanto ad una casa, attorno ad una casa, vicino ad una casa, dovrebbero esserci spazi verdi per i giochi, per lincontro con i compagni, per l’avventura. Spazi in cui il bambino possa sentirsi libero. Spazi in cui trovare semplici oggetti e con questi giocare insieme a dei coetanei, potendo cos? liberare la fantasia e la voglia di costruire e scoprire. Spazi ricchi delementi naturali quindi per scoprire, giocare, ma anche per inventare e sognare. Teniamo presente che i cuccioli delluomo e gli uomini stessi sono stati in contatto diretto con le piante, i fiumi, gli altri animali per milioni danni. Ecco perch? secondo i pi? moderni studi il contatto con la natura ci libera dallansia, dalla depressione, stimola la fantasia, d? nuova energia a grandi e piccini. Quando copriamo dasfalto e di cemento un prato riempiamo forse il nostro portafoglio ma nel contempo impoveriamo, sicuramente, il nostro cuore e la nostra mente.
Gli spazi liberi dovrebbero essere preferiti a quelli chiusi, delimitati, in cui ? rilevante un’attivit? costruita e indirizzata da parte di adulti e di istruttori. Quindi, un pezzo di terreno in cui il bambino possa muoversi liberamente ? preferibile ad una palestra super accessoriata, che sar? bens? pulita, disinfettata, piena di attrezzi e di giochi costosi, ma che non lascia libero sfogo alla libert? e alla fantasia personale.
Oggi invece i nostri figli vivono per molte ore della loro giornata in ambienti artificiali strutturati ed organizzati dagli adulti, la casa, spazi per fare palestra, nuoto, sport, attivit? sociali, mentre sono rari gli ambienti naturali in cui correre liberamente, per scoprire la natura, le piante e gli animali, per poi inventare con pietre, pezzi di legno e oggetti semplici ed umili, avventure ed imprese fantastiche.
Lambiente educativo in cui vi ? un’impronta umana fatta di pensieri, idee, tradizioni, ? rappresentato in primo luogo dai mass- media, ma anche dalle istituzioni: politiche, sociali, religiose che, con le leggi, i regolamenti, le parole e soprattutto con i comportamenti, inviano continui messaggi che sono ricevuti, interpretati e vissuti pi? o meno intensamente dalla mente e dallanimo degli altri esseri umani.
Non si pu? misconoscere impunemente il ruolo dellambiente educativo sullo sviluppo e sui comportamenti sia dei minori sia degli adulti; n? ci si pu? deresponsabilizzare di un compito che ? stato sempre preminente nello sviluppo delle societ?, relegando lattivit? educativa solo agli educatori propriamente detti. Ci? essenzialmente per due motivi:
1. Il peso del ruolo educativo dei genitori, della famiglia, degli insegnanti e degli altri educatori, che ? notevole quando il bambino ? piccolo, viene integrato dagli elementi pedagogici che provengono dal tessuto sociale in cui egli vive e si relaziona. Per tale motivo le parole, i consigli, le indicazioni, le esortazioni dei genitori, progressivamente si sommano, ma in alcuni casi vengono sostituiti dalle parole, dai comportamenti, dagli atteggiamenti che il ragazzo e poi il giovane incontra nella sua vita: giornali, libri, Tv, internet, videogiochi ecc..
2. Il ruolo degli educatori, propriamente detti, viene protetto, valorizzato, aiutato e sostenuto dallambiente sociale, cos? come, al contrario, il loro compito viene reso difficile, improbo, svilito o addirittura reso nullo, da un ambiente diseducativo, indifferente od ostile ai principi e alle problematiche pedagogiche. Quando, infatti, societ?, famiglia e scuola hanno un comune progetto, uno stesso stile di vita, delle medesime prospettive, allora i bambini ed i giovani trovano nella coerenza, pi? facilmente strade e prospettive chiare e positive per la societ?; se invece agli indirizzi educativi della famiglia si contrappongono mille messaggi che sviano, confondono o sviliscono il loro compito allora, come ognuno di noi pu? toccare con mano, i giovani, ma anche gli adulti, vivono nella confusione, nel disordine, nellapatia, nella disillusione.
Se ? tutta la societ?, o almeno la maggior parte di essa, a dare chiare e nette indicazioni positive, il ruolo degli educatori ? enormemente facilitato, in caso contrario il loro compito ? reso veramente difficile e, come conseguenza, le fughe e le rinunzie non sono leccezione ma diventano la regola.
Purtroppo questo non ? ben compreso. Si pensa di confinare lattivit? educativa nelle case, nelle scuole e nelle chiese, mentre tuttintorno a queste isole, vive, vegeta e si diffonde un mare inquinato, aggressivo, violento, che scuote queste istituzioni dalle fondamenta e che si insinua inesorabilmente in esse, portando anche al loro interno scombussolamento, marasma e degradazione. Quando poi, fatti eclatanti, dovuti a comportamenti abnormi di bambini e di giovani che distruggono, aggrediscono, rapinano e a volte uccidono, scuotono il pubblico ed i lettori anestetizzati dagli schermi della TV o dei computer, allora e solo allora si ripropone per qualche settimana, ma purtroppo inutilmente, il problema dellambiente educativo.