
26 Mar Le terapie familiari e di coppia
Cos? come il nostro corpo si ammala e pertanto abbiamo bisogno del medico che ausculti le nostre spalle, palpi il fegato e laddome allo scopo di diagnosticare il nostro male, per poi consigliarci la terapia pi? adatta, allo stesso modo anche le relazioni, tutte le relazioni, si possono ammalare in maniera lieve oppure grave e possono avere bisogno che qualcuno esamini, comprenda lorigine dei problemi che le assillano e ci aiuti a curarle. Per questo motivo una relazione disturbata o malata non significa affatto che sia morta e che quindi abbia soltanto bisogno di un buon funerale officiato da giudici, periti e avvocati.
Questo semplice, banale concetto spesso non ? compreso, n? ? facilmente accettato, sia dalle singole coppie, sia soprattutto dalle politiche sociali rivolte alle coppie e alle famiglie. Si legifera per rendere sempre pi? spediti i divorzi, che sono poi i funerali delle coppie e spesso anche delle famiglie, ma poco o nulla si fa per prevenire e poi per curare queste stesse fondamentali realt?. Per altro sono veramente poche le coppie in crisi che chiedono di intraprendere un cammino che le aiuti ad affrontare e se possibile risolvere i problemi che assillano i loro rapporti amorosi.
Immersi ormai da decenni nelle immagini edulcorate dei film e della tv sullamore romantico, crediamo, anzi ne siamo certi, che lamore o c? o non c?; e se non c? bisogna prenderne atto il pi? presto possibile: prima separandosi, poi iniziando al pi? presto le pratiche di divorzio e infine cercando un altro oggetto damore se possibile migliore e pi? affidabile.
E invece, come dice Harding, un atteggiamento di maggiore responsabilit? verso laspetto sociale del matrimonio renderebbe pi? rara la necessit? del divorzio, di quel che oggi non sia, anche quando uno dei coniugi sinnamorasse di una terza persona[1].
Lamore che spesso viene presentato dai film e dalle telenovele come un regalo che scende dolcemente da un cielo rosato per posarsi sul nostro cuore, si dovrebbe invece paragonare a una casa che bisogna costruire in due, ora per ora, giorno per giorno, mattone dopo mattone, con fatica, con sudore, sporcandosi le mani. Ma ci? non basta. Anche quando si ? finito di costruirla e sembra ben solida e funzionale, questa costruzione ha bisogno, come tutte le case, di continui interventi di riparazione, se non di una completa ristrutturazione. Cose queste che richiedono molto impegno, tanta fatica e sacrificio personale, oltre che grande fiducia e disponibilit?.
Insomma non esistono, se non nella nostra immaginazione, amori stabilmente sani e felici da poter godere in panciolle; esistono invece amori da realizzare giorno per giorno, amori da proteggere, affinch? non si guastino, amori da riparare o anche ricostruire, quando le intemperie e i terremoti della vita li hanno danneggiati gravemente. Come dice Pirrone [2]: Amare significa lavorare su di s? e sulla relazione per renderla sempre migliore o per curarla quando tende a deteriorarsi.
Poich? nella coppia le strategie che si mettono in atto, per risolvere i conflitti e le incomprensioni, sono a volte poco adatte, tanto da innescare spesso dei circoli viziosi, per cui le coppie tendono a rispondere con comportamenti sempre pi? negativi a stimoli comunicativi inadeguati, ? necessario affidarsi ad una terza persona, esperta in questo campo, che ci aiuti. E comprensibile, pertanto, limportanza dinterventi volti a fornire alle coppie strumenti capaci di sviluppare e promuovere le risorse personali e di coppia, sia per ridurre i fattori di rischio, sia per contenerli e non farli peggiorare.
Alcuni di questi medici e psicologi della coppia sono orientati alla prevenzione e cio? alla riduzione dei fattori di rischio dei conflitti coniugali, altri alla cura e quindi al potenziamento delle competenze della coppia.
Terapie di coppia
La terapia dei disturbi coniugali mira a diminuire la sofferenza e a migliorare il cattivo funzionamento del rapporto esistente tra i coniugi. Sono numerosi i programmi rivolti alle coppie.
Alcuni di questi sono molto semplici e anche divertenti, come il tradizionale metodo giapponese Shindai nel quale, quando sopraggiunge un conflitto di coppia, ogni contendente prende un cuscino con dentro delle piume sul quale ? stata fatta unincisione. I due lottano a colpi di cuscino. Il terreno di lotta ?, in genere, proprio il letto matrimoniale. Il gioco termina, tra le braccia luno dellaltra, quando si sono esaurite le piume o quando uno dei due si arrende. Questo metodo molto antico, in fondo permette di scaricare laggressivit? presente nella coppia in un certo momento mediante un gioco nel quale non ci si fa veramente del male e in compenso si ride tanto, mentre le piume uscendo dai cuscini, svolazzano nellaria per poi dolcemente cadere sui contendenti, come a volerli pacificare.
Le terapie di coppia classiche sono effettuate mediante laiuto di terapeuti esperti, capaci di costruire, con entrambi i coniugi, una buona alleanza. Queste terapie dovrebbero essere richieste ogni qualvolta uno o entrambi i partner presentano un malessere che dura nel tempo e che non si riesce a superare in maniera autonoma. Spesso nelle coppie vengono a generarsi delle dinamiche ripetitive disfunzionali che alimentano le incomprensioni, i conflitti e gli scontri in maniera pi? o meno aperta. Queste dinamiche tendono a ripetersi, in una sorta di circolo vizioso che ripercorre le stesse tappe, gli stessi percorsi ed a volte anche gli stessi problemi. Per tali motivi una persona terza, con competenze specifiche, ha maggiori possibilit? di comprendere le dinamiche che sottostanno ai problemi e pu? offrire alla coppia degli strumenti nuovi e pi? adeguati per guardare i problemi da una prospettiva diversa, che permetta con pi? facilit? sia di capirli sia di affrontarli e superarli.
Le terapie di coppia sono numerose ed ognuna si propone di raggiungere mediante specifiche tecniche determinati obiettivi. In linea di massima gli obiettivi pi? comuni presenti nelle varie terapie mirano a:
- Sollevare la sofferenza presente nella coppia.
- Mettere a fuoco le criticit? che rendono inefficace la comunicazione e migliorarle al fine di creare un nuovo equilibrio.
- Superare la crisi attuale.
- Recuperare lintesa.
- Appropriarsi di modalit? relazionali pi? efficaci che promuovano il cambiamento positivo.
- Migliorare il cattivo funzionamento del rapporto, cos? da viverlo in modo pi? costruttivo e soddisfacente[3].
- Rafforzare la capacit? di risolvere insieme i problemi.
- Ridurre il conflitto migliorando il modo di affrontarlo.
- Incoraggiare la complementariet? dei rapporti a livello sessuale, emotivo e sociale[4].
- Rafforzare limmunit? contro gli effetti disgreganti della crisi emotiva.
- Promuove lo sviluppo del rapporto e quello di ciascun coniuge, in quanto individuo.
- Rafforzare la capacit? di risolvere insieme i problemi.
Le terapie della famiglia
La terapia familiare ? una forma di psicoterapia che ha come unit? base il sistema-famiglia e le relazioni allinterno di questo sistema. La terapia dei disturbi emotivi della famiglia era nata soprattutto per offrire un corretto trattamento nei confronti dei pazienti minori e adulti che presentavano delle problematiche psicologiche che traevano la loro origine dallambiente familiare. Nel tempo sono nate numerose scuole di terapia familiare. In quella proposta da Ackerman[5] lo scopo del terapeuta ? di mobilitare una forma benefica di empatia e comunicazione tra i vari membri del gruppo familiare suscitando ed incrementando tra loro uno scambio emotivo vivificante e costruttivo, ma anche di modificare alcune parti dellorganizzazione familiare in modo da creare nuovi modi di relazionarsi e quindi anche nuovi equilibri. Nello stesso tempo il terapeuta cercher? di spezzare le rigidit? allinterno della comunicazione rendendola pi? flessibile. Questapproccio terapeutico, quando sono presenti anche dei conflitti coniugali, ? molto utile per affrontarli, risolverli o almeno per limitarne i danni, che possono ricadere su ogni membro del gruppo familiare, specie sui suoi membri pi? giovani.
La terapia inizia con una valutazione psicosociale della famiglia nel suo insieme. Lo specialista, chiarificando al gruppo la realt? familiare di essa e affrontando le disfunzioni relazionali ed esistenziali, lo aiuta ad esaminare queste disfunzioni in maniera serena e obiettiva, suggerendo i modi pi? opportuni per affrontarle e se possibile superarle. Ci? ottiene dissolvendo le barriere e i mascheramenti difensivi, la confusione e le incomprensioni, mentre nello stesso tempo si attiver? per dare sostegno affettivo, gratificazioni ed emozioni appropriate ad ogni elemento del gruppo. Il terapeuta inoltre, cerca di offrire a tutti i membri della famiglia nuovi modi di relazionarsi: pi? idonei e utili. Lavora sulle resistenze presenti, stabilendo un rapporto empatico tra i membri della famiglia e tra questi e lui stesso. Con il proprio modo di essere, offre una serie di sani modelli relazionali positivi. Nello stesso tempo sostiene e aiuta i membri della famiglia nel modo migliore per affrontare sia le paure sia i sensi di colpa.
Una delle terapie familiari pi? moderne e attuali ? quella intergenerazionale[6].
Questa terapia si fonda sullidea che le storie individuali sono fortemente intrecciate con quelle delle generazioni precedenti. Pertanto per capire e aiutare il singolo individuo, bisogna necessariamente osservare e capire le generazioni precedenti. Per tale terapia ogni sistema familiare ha una propria identit? culturale, che viene trasmessa alle successive generazioni attraverso i miti, i mandati familiari e i copioni che condizionano il suo presente. Losservazione trigenerazionale cerca di ricostruire la trama intergenerazionale al fine di comprendere i nessi, i comportamenti e i vissuti attuali e i bisogni insoddisfatti del passato.
Anche se le terapie della famiglia possono essere effettuate in vari contesti, il loro luogo delezione dovrebbe essere il Consultorio Familiare, poich? in questo servizio la famiglia dovrebbe trovare un aiuto specializzato in un clima di rispetto e profonda empatia.
La consulenza familiare
Diversa dalla terapia della famiglia ? la consulenza familiare, che viene effettuata da professionisti opportunamente formati che operano con delle metodologie ben precise seguendo gli orientamenti indicati dalla scuola di Carl Rogers[7]: non direttivit?, professionalit?, globalit?, interdisciplinariet?, relazione ricca di fiducia nei confronti delle capacit? del cliente ed empatia con questi. Inoltre, utilizzando la non direttivit? la consulenza familiare riconosce e garantisce durante la terapia lesclusione di ogni pressione ideologica e psicologica da parte del consulente nei confronti del cliente.
Unottima professionalit? del consulente ? importante per garantire al cliente quelle capacit? di aiuto che questi si aspetta da parte di chi ha cura di lui. La globalit? e la pluridisciplinarit? permettono al consulente di osservare, accogliere e aiutare ogni persona che a lui si rivolge, tenendo conto di tutte le sue caratteristiche: sessuali, emotive, psicologiche, sociali, morali, relazionali ecc. Poich? la consulenza si pone come aiuto alla persona nella sua globalit?, a questa persona sono riconosciute da parte del consulente le capacit? di capire i suoi reali problemi e di compiere liberamente le proprie scelte con maturit? e responsabilit?; autodeterminandosi, nel momento in cui con laiuto del consulente ha compreso le sue problematiche pi? vere e profonde ma anche le possibili soluzioni.
Il rapporto di consulenza pu? certamente partire dal problema pi? urgente che in quel momento assilla il cliente, ma in seguito si dovr? ampliare a tutta la persona e anche a chi ? a lui vicino.
La mediazione familiare
Un servizio alla coppia che si separa ? dato dalla mediazione familiare, che ha lo scopo di aiutare la coppia ad elaborare la separazione e a riorganizzarsi come genitori, per continuare ad essere dei buoni educatori nei confronti dei figli[8].
Per Di Nuovo [9]: Si ricorre alla mediazione quando ognuna delle parti non riesce a superare il proprio punto di vista, non ha fiducia nella buona fede dellaltra, non sa comunicare e gestire le emozioni in modo adeguato, altera la relazione fino a farla divenire irrimediabilmente conflittuale.
Il mediatore ? un professionista con una formazione specifica nella mediazione, negoziazione e gestione dei conflitti, con conoscenze approfondite in diritto, in psicologia e in sociologia, con particolare riguardo ai rapporti familiari e genitoriali. Questo professionista, cercando di essere equidistante e imparziale, ha il compito di facilitare la comunicazione della coppia, affinch? i genitori stessi diventino capaci di decidere in maniera equa e funzionale sui tanti problemi che hanno ancora in comune: aspetti economici, gestione ed educazione dei figli, rapporti con gli altri parenti e cos? via. Gli obiettivi sono concordati e predefiniti gi? nei primi incontri ed il fine ? quello di lenire la sofferenza e il disagio esistenziale della coppia ed aiutarla a trovare degli accordi solidi e costruttivi che tengano conto dei bisogni di ognuno di essi e di quelli dei figli.
Il mediatore familiare, facendosi carico degli aspetti emotivi e relazionali della coppia aiuter? questa a ben comunicare cos? da superare la rabbia, la delusione e il rancore che spesso sono presenti nei soggetti che si separano o divorziano, in modo tale che, senza litigare, possano recuperare rapidamente il potere decisionale e i valori educativi condivisi. In tal modo la coppia, con laiuto del mediatore, ha la possibilit? di affrontare di volta in volta le tematiche pi? scottanti e difficili che creano in loro ansia, tensione e aggressivit?, come i problemi economici e le scelte educative e gestionali che si presentano durante la separazione.
Durante la mediazione familiare ? inoltre possibile affrontare altri temi come il rapporto con i nonni, la rete parentale, la gestione delle vacanze, del tempo libero e cos? via. Il tutto dovr? essere effettuato da parte del mediatore familiare senza alcuna forzatura e con la garanzia della pi? assoluta imparzialit? e riservatezza. Questo intervento ? delimitato nel tempo: spesso sono sufficienti dieci incontri, ciascuno della durata massima di due ore due ore e trenta.
Poich? detto servizio si attiva quando i coniugi hanno gi? deciso di separarsi o si sono separati, non ha come finalit? specifica lobiettivo del ricongiungimento dei due partner. Pertanto, non ? una terapia di coppia e non ? una terapia della famiglia. Uneventuale terapia di coppia o familiare pu? procedere, affiancare o seguire la mediazione.
La mediazione familiare non ? una forma di assistenza legale. Questultima rimane di pertinenza degli avvocati i quali, normalmente, interverranno dopo la mediazione, sulle questioni relative alla procedura della separazione o sugli aspetti economico-patrimoniali che la coppia avr? deciso di attuare. La mediazione familiare non ? neanche una consulenza tecnica per i giudici. Pertanto, il mediatore non fornir? alcun genere dinformazione ai magistrati, agli avvocati o ad altre persone senza aver ottenuto prima il consenso delle parti interessate.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato: Ti odio!- Conflitto e aggressivit? e violenza tra i sessi.
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[1] Harding E., (1951), La strada della donna, Roma, Astrolabio, p. 236.
[2] Pirrone C., (2014), Come dire: Ti prometto di essere fedele sempre, Famiglia oggi, n. 3, p. 57.
[3] Ackerman N. W., (1970), Patologia e terapia della vita familiare, Feltrinelli Editore, Milano, pp.124-125.
[4] Ackerman N. W., (1970), Patologia e terapia della vita familiare, Feltrinelli Editore, Milano, pp.124-125.
[5] Ackerman N. W., (1970), Patologia e terapia della vita familiare, Feltrinelli Editore, Milano p. 99.
[6] Framo J. L., (1996), Terapia intergenerazionale, Raffaello Cortina, Milano.
[7] Rogers, C. R. (2000) La terapia centrata sul cliente, Firenze, Psycho,
[8] Mazzei, D. (2002) La mediazione familiare, Milano, Raffaello Cortina Editore,
[9] Di Nuovo S. (2008), Separazione e affido condiviso dei figli, Psicologia contemporanea, 206, marzo aprile.