
26 Mar Lo stile educativo materno e paterno
Leducazione materna ha aspetti molto diversi da quella paterna. Basta guardare il modo in cui i genitori prendono il proprio bambino. La madre lo tiene tra le braccia per cullarlo, accoglierlo, abbracciarlo e proteggerlo da qualunque rischio o problema. Il padre tende invece a prendere il bambino per i fianchi e lo porta in alto, come ad offrirlo al mondo, come per stimolarlo ad affrontare la vita con forza, con sicurezza e coraggio. Basta guardare il modo in cui i genitori fanno giocare i loro bambini nelle villette di quartiere. Le madri li rincorrono e li apostrofano continuamente per evitare che corrano troppo, che si facciano male, che sudino o che prendano freddo, mentre contemporaneamente fanno loro mille raccomandazione per evitare rischi per se e per gli altri. I pap? invece li lasciano liberi, anzi li spingono a correre, salire, saltare, giocare, osare sempre di pi?, e sempre meglio, sia nei giochi sia nelle attivit? serie.
Cos? come si ? spesso accusato ingiustamente luomo dautoritarismo, come se questi fosse lunico depositario dogni dispotismo e dogni atteggiamento contrario alla libert? e allaccoglienza, allo stesso modo si accusa sistematicamente la donna e quindi la madre di atteggiamenti iperprotettivi e permissivi nei confronti dei figli, come se i problemi legati al permissivismo presenti nella nostra societ? fossero appannaggio soltanto delle donne. Ci? non ? mai stato vero, poich? troviamo atteggiamenti autoritari o permissivi in entrambi i sessi ma in verit?, cos? come spesso succede in molte idee stereotipate, c? un fondo di verit?.
Vi sono, infatti, sicuramente delle differenze tra uomo e donna, tra padre e madre riguardanti il modo in cui sono fatte delle richieste dubbidienza ai figli e il modo con la quale sono affrontate le disubbidienze e i castighi. Luomo tende per sua natura a fare delle richieste pi? precise, chiare, ferme, definitive e lineari. Queste richieste sono di solito meno legate alle emozioni, allansia e alle paure del momento rispetto a quelle effettuate dalla donna. Inoltre questa, tende a fare delle richieste pi? generiche, che quindi si prestano allambiguit? e alle interpretazioni. Ad esempio, una delle richieste pi? frequenti della madre al figlio che esce da casa ? espressa con una frase del tipo: Cerca di tornare presto . Questa richiesta pu? essere interpretata in maniera non vincolante e quindi come un invito cui si pu? o no soprassedere. Daltra parte nellespressione tornare presto, non c? indicata unora ben precisa perci? lorario di rientro pu? essere interpretato in maniera molto elastica a secondo della sensibilit?, ma anche dellesigenza momentanea del ragazzo. Luomo, il padre, tende invece a dare delle direttive cui conformarsi in modo molto pi? preciso: Mi raccomando, devi essere a casa entro le otto. C? una richiesta e un limite chiaro, preciso, e inequivocabile.
Anche per quanto riguarda leventuale sanzione vi sono alcune differenze. La madre, tende a minacciare molto spesso delle punizioni che non applica o che applica in maniera incostante secondo il suo stato danimo in quella circostanza, il padre ? in genere pi? coerente in quello che dice.
Vi ? una certa differenza anche nel tipo di punizioni, la madre tende a punire il figlio stimolando il suo senso di colpa, manifestando la sua sofferenza, il suo dispiacere, mettendolo davanti alle ansie e alle paure che le ha provocato con il suo comportamento. Stanotte sei tornato tardi, mi hai fatto spaventare, mi hai fatto stare in ansia, ho avuto paura che ti fosse successo qualcosa per strada, non sono riuscita a dormire. Oppure: ” Ero in ansia, mi batteva il cuore, non sono andata a letto per aspettarti. E con questo tipo di espressioni che la madre rimprovera, punisce, redarguisce il figlio cercando di far breccia nel suo animo e nel suo cuore in modo tale da ottenere un comportamento migliore.
Il padre tende a chiarire immediatamente i castighi che il figlio dovr? subire se si sottrae alla regola.
Sono in genere castighi e punizioni ben chiare, definite, certe, ineluttabili, legate a precise trasgressioni, bilanciate rispetto alla colpa, senza o con scarsi coinvolgimenti emotivi. Se torni pi? tardi rispetto allorario che ti ho dato, domani non esci.
Il ragazzo a questo punto, potr?, dentro di s? imprecare per le dure leggi della vita e dei genitori e della famiglia che non gli permettono di fare ci? che vuole, ma ha la possibilit? di conformarsi alle regole in maniera chiara e ineluttabile, per cui non avr? dubbi, perplessit? o sensi di colpa. In definitiva le punizioni, i contrasti e le discussioni diventano rari e, affettivamente poco coinvolgenti.
La donna, mettendo come causa determinante dei veti e dei desideri le sue ansie e le sue paure, non d? vere regole e norme, ma stimoli a che il comportamento del figlio sia il pi? vicino al suo sentire che pu? essere diverso da un giorno allaltro da un momento allaltro. Ci? lascia molto, troppo spazio ai comportamenti e atteggiamenti del figlio per cui le indicazioni e le richieste rischiano spesso di essere inefficaci. Le paure, i veti, le ansie si possono accettare o no in base alla maggiore o minore sensibilit? del figlio in quella circostanza.
Luomo tende a sottolineare invece i motivi pi? reali, concreti e veri che lo spingono a quella determinata linea educativa: I bravi ragazzi tornano presto a casa, dice il padre non fanno i fannulloni in giro fino a tardi. Oppure: Restare fino a tardi fuori casa aumenta il rischio di fare cattivi incontri. Mi sembra giusto che la sera si vada a letto ad una certa ora per evitare di dormire durante il giorno. O ancora: Vi sono degli orari per stare svegli, per divertirsi, come vi sono degli orari per studiare, dormire, per stare in casa, per dialogare con i genitori o con gli altri familiari.
Molte donne inoltre, vivono i sentimenti dei figli come fossero i loro. Se i figli gioiscono anche loro sono felici, se i figli soffrono anche loro sono lacerate dal dolore. Questo coinvolgimento emotivo nasce dallintimo rapporto madre – figlio, indispensabile per ascoltare e capire i bisogni pi? profondi, ma, nel campo educativo, se non ? compensato dallatteggiamento paterno, pi? forte e distaccato, questempatia diventa un grave limite, giacch? impedisce uneducazione autorevole, lineare e coerente.
ATTEGGIAMENTI EDUCATIVI MATERNI
La madre:
culla;
accoglie;
protegge;
abbraccia;
? pi? permissiva;
fa delle richieste pi? generiche, legate alle emozioni e allansia del
momento;
fa molte minacce che spesso non attua;
utilizza punizioni di tipo affettivo;
le richieste vengono giustificate come suoi bisogni;
vive i sentimenti dei figli come fossero i propri
ATTEGGIAMENTI EDUCATIVI PATERNI
Il padre:
Stimola ad affrontare la vita con forza, sicurezza e coraggio.
Fa delle richieste pi? precise, chiare ferme, definitive e lineari.
Le punizioni sono previste e graduali.
Tende a dare delle punizioni senza utilizzare larma affettiva.
Le richieste vengono giustificate da motivi educativi, sociali e morali.
Riesce ad essere pi? distaccato rispetto al sentire dei figli.
Come ben si vede gli stimoli, i valori e gli atteggiamenti educativi delluomo e della donna, sono diversi ma ancora una volta complementari. Gli uni e gli altri sono indispensabili per vivere e per affrontare bene ed in sicurezza la vita ed il mondo. Solo se vi ? armonia tra la prospettiva maschile e quella femminile il bambino, e poi il giovane, pu? trovare un sano e costruttivo equilibrio.
Ci? attualmente ? molto difficile da ottenere per vari motivi.
1. Il ventaglio di atteggiamenti educativi presente nellambito sociale che si riflette inevitabilmente sulle singole famiglie ? molto ampio, molto pi? ampio che in passato; per tale motivo i genitori, confusi da una babele di linee educative, pi? o meno alla moda, hanno difficolt? a sceglierne una che sia confacente alle loro idee ed al loro modo di vivere e pensare e soprattutto hanno difficolt? a seguirla con coerenza.
2. Il tipo di comportamenti considerati leciti, produttivi, utili, morali, si ? ampliato enormemente rispetto a quelli considerati dannosi, inutili, immorali. Per tale motivo tutto o quasi tutto ? diventato lecito, utile, o comunque comprensibile e accettabile. La societ? si ? sempre di pi? conformata su un tipo deducazione sempre pi? elastica e permissiva, che tende a bollare dautoritarismo e maschilismo ogni tentativo di riequilibrare in senso autorevole i modelli educativi. Non si riesce a trovare, pertanto, nellambiente sociale, ma spesso anche in quello familiare, un atteggiamento educativo uniforme che giustifichi e sostenga limiti e norme.
3. I genitori, a causa del ruolo unico cui sono stati educati e al quale aspirano, non riescono ad attuare quella linea educativa mediana che nasceva dal bilanciamento della prospettiva maschile con quella femminile.
4. Manca spesso laccettazione ed il sostegno del ruolo altrui a causa dellatteggiamento concorrenziale presente spesso tra i coniugi. La madre, pu? essere tenera e dolce con i figli, se accetta, sostiene e valorizza la forza e la fermezza del suo uomo. Il padre pu? essere autorevole se accetta che le norme e direttive siano, in parte adattate dalla maggiore flessibilit? della madre.
Se queste realt? non vengono modificate adeguatamente vi saranno continui contrasti tra i coniugi che non riusciranno ad avere una coerente linea comune oppure vi sar? il disimpegno educativo da parte di uno o di entrambi i coniugi.
Tratto dal libro “L’educazione negata” di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui.