
26 Mar Manifestazioni aggressive nella coppia
Laggressivit? pu? essere espressa in vari modi.
Aggressivit? indiretta
In questi casi la persona da colpire viene attaccata in modo obliquo. Per recarle del male si usa la maldicenza, la calunnia, lironia, le insinuazioni e le critiche denigratorie con lo scopo di porre quella in cattiva luce, sminuendone le qualit? o cercando di colpevolizzarla.
Lo spostamento dellaggressivit?
Non sempre le manifestazioni aggressive sono indirizzate contro la o le persone che le hanno provocate. Vi sono delle persone che ? molto difficile odiare e tantomeno aggredire, giacch? questo comportamento potrebbe generare dei conflitti interiori, dei sensi di colpa molto intensi oppure un danno personale o sociale. Pertanto laggressivit? viene trasferita su un bersaglio pi? sicuro e socialmente accettabile. In questi casi non potendo o sapendo reagire adeguatamente, si finisce con lo sfogare la rabbia non sul reale oggetto che lha provocata, ad esempio i genitori, il capufficio o la persona importante che non si ha il coraggio o non ? conveniente affrontare, ma su un obiettivo meno temibile e pi? facilmente raggiungibile, che fa da capro espiatorio.
Questobiettivo pu? essere di volta in volta il proprio marito o la propria moglie, i figli, gli insegnanti o le persone di diverso colore, lingua, etnia: gli stranieri, gli emigranti, i rom ecc. Anche gli oggetti e gli animali possono subire le conseguenze dellaggressivit? dislogata. Per tale motivo il maltrattamento degli animali pu? spesso far prevedere in un futuro anche episodi di violenza nei confronti delle persone[1]. Per Hacker [2]: Laggressivit? che non si osa manifestare nei confronti del pi? forte viene sfogata contro il pi? debole. Si urla con i figli perch? si ? presa una sfuriata dal capufficio senza aver avuto il coraggio di rispondergli per le rime.
Rimozione dellaggressivit?
Laggressivit? pu? essere rimossa nellinconscio da parte del super Io per evitare conflitto con lambiente. Tuttavia leccesso di aggressivit? rimossa a livello inconscio pu? generare a sua volta angoscia che tende a sfogarsi e scaricarsi in maniera esplosiva e regressiva [3].
E ancora lo stesso autore [4]:
Il controllo voluto dellaggressivit? che si ottiene manipolando langoscia con punizioni e minacce pu?, attraverso langoscia e per causa sua, diventare motivo e causa dellaggressivit?. Langoscia porta alla rimozione; la rimozione eccessiva produce langoscia incontrollata che si manifesta con lapatia, con laggressivit? esplosiva, con una combinazione di letargo e ansia o con continui risentimenti e sintomi nevrotici. A seconda delle circostanze, dunque, langoscia causa o controlla laggressivit?, la inibisce o la scarica.
La dissociazione dellaggressivit?
Unaltra forma di reazione aggressiva ? la dissociazione descritta da Freud. In questi casi, una parte della personalit? nascosta nega che levento aggressivo sia veramente accaduto, mentre, contemporaneamente, unaltra parte della personalit? continuer? a crederci.
La rabbia e la collera
In entrambi i sessi, le manifestazioni pi? clamorose dellaggressivit? si evidenziano mediante la rabbia e la collera. Per quanto riguarda la distinzione tra rabbia e collera, la prima ? unemozione, mentre la collera ? il comportamento conseguente a questa emozione. Pertanto si prova rabbia e si agisce in modo collerico. Quando giudichiamo assolutamente inaccettabile il comportamento durevolmente prevaricatore, frustrante o aggressivo degli altri nei nostri confronti, listinto di sopravvivenza fa attivare delle intense emozioni rabbiose che esplodono in manifestazioni improvvise, travolgenti ed eclatanti di collera.
La rabbia mobilita tutte le energie fisiche necessarie a difendersi, minacciare e colpire chi si ritiene nemico o avversario. In questi casi il corpo ? posto in una posizione di difesa e di offesa, teso e pronto a scattare e a scatenare una lotta per eliminare o rendere innocuo lavversario. Per ottenere ci?, durante tutto il tempo della reazione emotiva, sono stimolate le ghiandole che portano alla produzione degli ormoni adrenalinici e noradrenalinici, i quali provocano un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. In tal modo tutto lorganismo ? pronto a far fronte alla straordinaria e improvvisa richiesta energetica.
Questa reaziona primordiale si manifesta visibilmente con dei cambiamenti nel volto, nella postura, nel tono e nellintensit? della voce. In questi casi il viso, a volte rosso, in altri casi chiaramente paonazzo, ? sconvolto dalla tipica espressione rabbiosa: la bocca, i denti e le mani, stretti per laumento della tensione muscolare, sono pronti ad aggredire, mordere o colpire la persona o le persone che si ritengono avversari minacciosi. Anche gli occhi iniettati di sangue comunicano a chi ci sta di fronte biasimo e desiderio di repressione e violenza, cos? da fargli capire di essere pronti ad attaccare. Picozzi [5] cos? la descrive: Il soggetto che la prova si presenta con sopracciglia abbassate e ravvicinate, rughe verticali, sguardo fisso, palpebre superiori abbassate, labbra strette e con gli angoli diritti o abbassati, muscolatura tesa, pugni serrati.
La rabbia ? pi? intensa quando si attribuisce allaltro la volont? di ferire, quando si ha la sensazione che la persona che ci fa stare male commetta un sopruso o una mancanza di riguardo nei nostri confronti.
Nella reazione collerica sia del bambino sia degli adulti, ? presente spesso una cieca irrazionalit?. Questa spinge a comportamenti che difficilmente sarebbero stati attuati in una situazione di tranquillit? e serenit? interiore. Il bambino, ad esempio, nei momenti di collera prende a pugni e quasi vorrebbe e desidererebbe leliminazione e la distruzione dellostacolo frapposto allesaurimento del suo desiderio, anche se si tratta di una persona che in quel momento ? per lui fondamentale e molto amata, come potrebbe essere un genitore. Anche ladulto ? spinto a pronunciare frasi e parole e a compiere gesti dei quali, in un momento successivo, amaramente si pente, giacch? li giudica assolutamente sproporzionati e fuor di luogo.
Purtroppo in questa condizione particolare, la mente, accecata dallodio e dal bisogno di far del male, mira soltanto a scegliere la migliore strategia di difesa o di offesa, trascurando le conseguenze degli atti aggressivi che si stanno per compiere. Per tale motivo le capacit? razionali sono molto ridotte, tanto che in un momento successivo siamo incapaci di spiegare le nostre ragioni con chiarezza. Inoltre, sconvolti dal risentimento, sopravvalutiamo le offese e i comportamenti, gli atteggiamenti e le caratteristiche negative dellaltro, mentre sottovalutiamo ampiamente quelli positivi. In definitiva, accecati dallira, si rimane preda di una spirale distruttiva ma, a volte, anche autodistruttiva. Solo in seguito, ristabilita una maggiore serenit?, ci si pente per quanto desiderato, pronunciato e manifestato in quei momenti. Tuttavia la rabbia non ? soltanto unespressione negativa da cancellare; rappresenta anche una risposta a una minaccia, alla frustrazione, e ci aiuta a combattere per la nostra sicurezza, fornendoci lenergia emotiva e fisica per risolvere un problema[6].
Sia le emozioni della rabbia sia le sue manifestazioni di collera, diminuiscono notevolmente quando riusciamo a scaricarle sulla persona che le ha provocate. Solo allora, solo quanto rispondiamo e scarichiamo laggressivit? attaccando la persona che avvertiamo come fonte di minaccia psicologica e causa del nostro grave malessere, la tensione diminuisce e ritroviamo uno stato di momentaneo e parziale benessere. Quando ci? non ? possibile o non ? conveniente, queste emozioni e manifestazioni possono essere dirette su animali, persone o cose assolutamente innocenti.
Pertanto le manifestazioni aggressive producono, almeno momentaneamente, delle sensazioni piacevoli e gratificanti. Abbiamo sottolineato almeno momentaneamente, poich?, in un momento successivo, a mente fredda, spesso ci vergogniamo per quanto abbiamo detto e fatto e, potendo tornare sui nostri passi, in molti casi cancelleremmo o modificheremmo molti dei nostri atti provocati e gestiti dalla rabbia.
Certamente sono importanti gli stimoli negativi che hanno scatenato la rabbia, ma ? altres? importante anche il cervello che elabora questi stimoli. Per tale motivo ogni persona reagisce con un suo particolare modo agli stimoli negativi e stressanti che provengano dal mondo esterno, in base alla sua personalit? e ai suoi vissuti del momento. Pertanto sia la rabbia, sia le manifestazioni di collera hanno notevoli caratteristiche di soggettivit?.
Le manifestazioni della collera
La collera disinibita si manifesta immediatamente dopo un evento sgradevole in modo esplosivo, mentre la collera inibita o collera silenziosa, come la chiama Meazzini [7], si accumula nel tempo, rischia di trasformarsi in odio gelido e implacabile e si pu? esprimere in modo violento con scoppi dira, solo in un momento successivo. Questultimo tipo di collera ? presente soprattutto nelle persone molto attente al rispetto formale o alle reazioni negative degli altri. Queste persone riescono a tenere a bada o a mascherare e inibire la rabbia per un periodo pi? o meno lungo, pur di non compromettere la loro immagine. Tuttavia questa emozione violenta non scomparendo, si accumula nellanimo, fino a quando lindividuo non ? pi? capace di contenerla. Quando la tensione raggiunge livelli troppo alti, esplode in atteggiamenti dira agitata e scomposta, a volte anche per piccole offese. Insomma in queste persone apparentemente controllate ? la goccia quella che fa traboccare il vaso.
Per quanto riguarda lintensit?, la collera si pu? manifestare con molte gradazioni. Il Meazzini [8] riporta la scala di Potter Efron R. e Potter Efron P. i quali distinguono vari livelli di collera:
- Nel primo livello la collera si esprime in modo apparentemente sereno e tranquillo.
- Nel secondo livello la persona che si sente ingiustamente colpita o offesa, ignora laltro e risponde alle sue domande con un prolungato silenzio. Come dire: Sono molto seccato con te, lasciami in pace.
- Nel terzo livello la persona offesa cerca di far sentire in colpa e vergognare laltro per quello che le ha fatto.
- Nel quarto livello sono presenti litigi con grida e ingiurie verso laltro.
- Nel quinto livello sono lanciate verso laltro delle vere e proprie minacce.
- Nel sesto sono attuati dei veri atti persecutori.
- Nel settimo livello ? presente una violenza controllata nella quale rimane un barlume di razionalit?.
- Nellottavo livello, il pi? grave, ? presente la cosiddetta rabbia cieca, che ? anche la pi? primitiva. In questa condizione scompare ogni barlume di razionalit?.
Le conseguenze della collera
Se le manifestazioni dellaggressivit? sono rare e sono sollecitate da gravi motivi, hanno una funzione positiva giacch? servono a proteggerci dalle prevaricazioni degli altri. Se invece si mostrano frequentemente o in modo eccessivo sono di grave nocumento alla persona, agli altri e alla societ? e dovrebbero costituire un campanello dallallarme per le persone che stanno loro vicine. Queste dovrebbero riuscire a capire le cause pi? vere e profonde di tali eclatanti manifestazioni e trovare i rimedi pi? utili.
Nonostante le manifestazioni aggressive producano a volte piacere e gratificazione, queste non solo creano dipendenza come la maggior parte degli stupefacenti ma non sono innocue per lorganismo, come a volte si pensa. Il corpo, sottoposto a un costante e notevole stato dallarme, rischia di subire delle ripercussioni negative, soprattutto nellapparato cardiovascolare. Inoltre lindividuo sar? inevitabilmente costretto ad affrontare le conseguenze, spesso molto gravi dei suoi comportamenti aggressivi: la perdita delle relazioni con i simili e con laltro sesso; linsorgere di sensi di colpa e dindegnit?. Inoltre sar? costretto a rispondere dei suoi atti in sede legale e sociale.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato: Ti odio!- Conflitto e aggressivit? e violenza tra i sessi.
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[1] B?que L. (2014), Dalla crudelt? alla violenza, Mente e cervello, n. 113, maggio p, 89.
[2] Hacker F., (1971), Aggressivit? e violenza nel mondo moderno, Edizioni il Formichiere, Milano, p. 147.
[3] Hacker F., (1971), Aggressivit? e violenza nel mondo moderno, Edizioni il Formichiere, Milano, p. 147.
[4] Hacker F., (1971), Aggressivit? e violenza nel mondo moderno, Edizioni il Formichiere, Milano, p. 148.
[5] Picozzi M., (2012), Mente e Cervello, n. 90, giugno p. 29.
[6] Picozzi M., (2012), Mente e Cervello, n. 90, giugno p. 29.
[7] Meazzini P. (2006), Lira di Achille, come dominare la collera, quando ? necessario, Milano, Giunti, pp. 8.
[8] Meazzini P. (2006), Lira di Achille, come dominare la collera, quando ? necessario, Milano, Giunti, pp. 10 11.