
26 Mar Una diagnosi errata
UNA DIAGNOSI ERRATA
La storia di Francesco nasce con una, anzi con una serie di diagnosi incomplete, se non chiaramente errate.
Il suo sorriso sempre dolce e accattivante, il suo aspetto bonaccione, la sua notevole socievolezza, unite all’esito dei test di livello avevano ingannato me insieme ad altri neuropsichiatri e psicologi per cui, per decine d’anni, la diagnosi della sua patologia era sempre stata quella di “Ritardo mentale grave” e per tale patologia era stato trattato e curato.
Ci? fino a quando, rivedendolo dopo alcuni decenni ormai uomo, non abbiamo pensato di fargli effettuare il disegno dell’albero, della persona umana e della casa.
Solo da questi disegni ci siamo accorti che nella sua patologia vi era qualcosa di pi? e di diverso che forse si era innestato sulla condizione di ritardo mentale o forse, fin dall’inizio, aveva condizionato in maniera negativa lo sviluppo del pensiero logico e dell’apprendimento.
Intanto era innegabile che le rappresentazioni dell’albero apparivano non soltanto povere e incomplete ma avevano caratteristiche inusuali se non nettamente strane.
In questo secondo disegno dell’albero il cielo viene disegnato al posto delle radici..
Inoltre, spesso, il giovane, nel disegno dell’albero associava anche quello di uno strano muro. Strano in quanto questa costruzione sembrava viva come l’albero tanto da produrre ciliegie.
Altrettanto strano ed inusuale era poi il racconto che accompagnava il disegno: “C’era una volta un albero che si era appassito perch? non aveva le foglie in quanto era autunno. Il muro era sterile perch? gli cadavano le foglie che erano appassite. L’albero era in una montagna, accanto all’albero c’era il muro che era stato costruito dalle persone. Il muro non serviva a niente. Accanto all’albero non c’era nessuno perch? era appassito. Le persone erano sottoterra perch? erano morte e non servivano a niente”.
Anche nel disegno della casa, nonostante la forma triangolare richiamasse il tetto, vi era qualcosa di bizzarro in quella che doveva essere una porta!.
Ma quello che ci stup? pi? di tutto fu sicuramente il disegno della persona umana nel quale le varie parti del corpo erano dislogate in maniera insolita oppure acquisivano alcune delle caratteristiche degli alberi.
Fu, per?, in questo disegno sottostante che la sua disgregata e confusa realt? interiore dovuta alla presenza di una grave psicosi, si rese evidente e raggiunse il culmine.
Nella persona umana, che avrebbe dovuto rappresentare, egli inser? alcune componenti corrette come i piedi e le guance ( a forma di foglie) insieme ad altre componenti che nulla avevano a che vedere con l’essere umano come la cassetta delle elemosine ed i fiori !
Solo dopo una blanda terapia con psicofarmaci qualcosa cambi? nei suoi disegni per cui sia la casa che l’albero assunsero caratteristiche pi? vicine alla realt?.