
01 Apr Autostima
I racconti di Marco
In Marco, un ragazzo di tredici anni, abbiamo potuto evidenziare la scarsa autostima solo dai suoi racconti, mentre i genitori notavano in lui e riportavano come problemi soltanto le sue paure, le difficolt? nella scrittura, le ansie ed il suo nervosismo.
Primo racconto
Un brutto bambino che voleva imparare a guidare.
Cera una volta Luigi. Oggi era il giorno per prendersi la patente. Nella scuola guida tutti ridevano di lui perch? aveva i baffi e i denti gialli. Quando ? salito sulla macchina, linsegnante si ? spaventato per la sua bruttezza. Luigi si ? sorpreso della reazione dellinsegnante e premeva lacceleratore. Linsegnante gli disse che lui sbagliava. Ogni cosa che faceva lo rimproverava. Lui era molto confuso e poi alla fine non ha preso la patente e gli amici lo prendevano in giro. Lui prov? nuovamente a guidare bene la macchina e ci riusc?, ma non si accorse che una macchina gli stava venendo addosso, lo invest? e mor?.
In questo primo racconto, effettuato nel suo percorso terapeutico, il bambino descrive, come meglio non si potrebbe, cosa innesca la disistima, cosa la mantiene viva e le conseguenze che essa provoca. Intanto egli evidenzia immediatamente come la semplice diversit? possa diventare agli occhi degli altri bruttezza fisica e, come ci?, provochi molto spesso ilarit? e dileggio (Nella scuola guida tutti ridevano di lui perch? aveva i baffi e i denti gialli). Lilarit? ed il dileggio, a sua volta,provocano nel malcapitato uno stato di frustrazione che si traduce in malessere psicologico, con conseguente incapacit? nelle attivit? intraprese (Luigi si ? sorpreso della reazione dellinsegnante e premeva lacceleratore). Lincapacit?, a sua volta, alimenta altre frustrazioni: in questo caso lessere bocciato agli esami di guida alla quale consegue lulteriore derisione da parte dei compagni per questa bocciatura (alla fine non ha preso la patente e gli amici lo prendevano in giro). Da notare come le reazioni di chi ci circonda, anche se adulto e con un ruolo educativo, spesso non fanno altro che accentuare i problemi del minore, vittima di queste problematiche (Linsegnante gli disse che lui sbagliava. Ogni cosa che faceva lo rimproverava).
Marco, nel suo racconto sottolinea poi, come la conseguenza della disistima provochi in lui un grave disagio interiore: la confusione, la quale, a sua volta, non fa che peggiorare il rendimento (Lui era molto confuso). Il pessimismo e lo stato mentale che ne consegue, impediscono che la reazione positiva del bambino che si sforza in tutti i modi di uscire da questa triste situazione (Lui prova nuovamente a guidare bene la macchina e ci riusc?, ma non si accorse che una macchina gli stava venendo addosso, la macchina lo invest? e mor?).
Queste ultime, tragiche parole, con le quali Marco conclude il racconto, evidenziano molto bene lo stato danimo del bambino che soffre di disistima. Lessere investito e il morire non sono solo la conseguenza funesta del disagio interiore e della conseguente confusione, possono rappresentare, purtroppo, anche il desiderio pi? profondo di ogni minore che si trova in questa grave situazione di malessere!
Secondo racconto
Vittima della dea della bruttezza.
Cera una volta un uomo di nome Claudio. Questo piaceva a tutte le ragazze. Un giorno, nel cielo, lo vide la dea della bruttezza che lo fece diventare brutto, con occhi di colori diversi. Quando le ragazze lo videro svennero per tanta bruttezza. Lui, scoprendo il sortilegio, sal? nel cielo e chiese alla dea il motivo del sortilegio e lei gli rispose che nessuno poteva essere pi? bello di lei, ma che ci? che contava era la bellezza interiore e non quella esteriore.
In questo secondo racconto Marco manifesta la sua scarsa autostima focalizzandola, ancora una volta, sulla bellezza fisica. In questo caso ? linvidia degli altri a provocare i suoi problemi. Il bambino cerca di capire il perch? possa essere coinvolto in questo tipo di situazione e ne d? la responsabilit? non pi? a se stesso ma a qualcuno fuori di lui(Un giorno, nel cielo lo vide la dea della bruttezza che lo fece diventare brutto, con occhi di colori diversi). Le conseguenze di ci? non possono che essere disastrose (Quando le ragazze lo videro svennero per tanta bruttezza)! Tuttavia poich? i suoi problemi provengono dallesterno egli pu? cercare di risolverli (Lui scoprendo il sortilegio sal? nel cielo e chiese alla dea il motivo del sortilegio e lei gli rispose che nessuno poteva essere pi? bello di lei). Alla fine del racconto il bambino prova ad accettarsi cos? come egli ?, mettendo in bocca alla stessa dea gelosa le parole che tante volte si sar? detto per cercare di diminuire la sua scarsa autostima (che ci? che contava era la bellezza interiore e non quella esteriore).
Terzo racconto
Lalbero diverso.
Cera una volta un seme, lagricoltore ha cominciato a dare acqua al seme e, dopo un po, ? nato un bellabete, che era diverso dagli altri: con foglie gialle a forma di albero di bosco. Gli altri pini lo vedevano diverso e lo prendevano in giro e lui rispondeva che era diverso perch? era migliore e chiedeva di essere lasciato in pace. Il povero albero pens? a quello che dicevano gli altri pini e dubitava di essere un vero pino. Cercando, scopr? di essere stato piantato l? per sbaglio. Tuttavia lui era contento perch? cap? di essere speciale.
Il miglioramento di Marco si evidenzia molto bene in questo terzo racconto, nel quale egli riesce ad avere una buona accettazione di s? e della sue particolari caratteristiche, cos? da potersi confrontare con gli altri coetanei e reagire adeguatamente ai loro dileggi (Gli altri pini lo vedevano diverso e lo prendevano in giro e lui rispondeva che era diverso perch? era migliore e chiedeva di essere lasciato in pace). Ed ? sempre in questo racconto che il bambino riesce a staccarsi dal bisogno di omologarsi con il gruppo esaltando le sue peculiarit?. Alla fine del racconto, Marco riesce a giudicare la sua diversit? non come un limite o un handicap ma come un valore (Tuttavia lui era contento perch? cap? di essere speciale).
Tratto dal libro di Emidio Tribulato:
“I bambini raccontano – Interpretazione dei