
01 Apr Caratteristiche di “Voglia di crescere”
“Voglia di crescere”
- ? un programma per lo sviluppo logico e cognitivo.
Il suo scopo principale ? quello di migliorare le capacit? logico-percettive e cognitive dei bambini disabili o normali in modo graduale ed interessante. Nato per i soggetti con ritardo mentale, come vedremo pu? essere utilizzato anche per problematiche diverse da quella per cui era stato studiato e preparato.
- ? un programma che copre unampia fascia di et?.
Questo programma attualmente ? formato da undici livelli, uno per ogni anno di et?, tranne il livello zero, adatto a bambini di sette otto mesi, e il livello dieci utilizzabile da ragazzi di dieci anni e oltre, ma anche da giovani e adulti che volessero migliorare le proprie capacit? intellettive. Questa ampia fascia di utilizzazione permette alleducatore, tenendo conto della realt? del bambino, una grande possibilit? di scelta.
7- 8 mesi – 10 anni e oltre
? un programma aperto.
Voglia di crescere ? un programma nato oltre venti anni fa, ma che consideriamo sempre aperto: aperto a nuove idee; aperto a nuove acquisizioni e sperimentazioni; aperto ad ogni suggerimento che pu? venire dai bambini, dai genitori o dagli operatori del campo. Lapporto di tutti questi soggetti, a cui va il nostro ringraziamento e la nostra gratitudine, ? stato nel tempo determinante per migliorare un metodo e uno strumento a cui abbiamo gi? dedicato tante fatiche ma che necessita di ulteriori aggiustamenti, arricchimenti e perfezionamenti.
PARAMETRI DI BASE PER LAPPRENDIMENTO
I criteri a cui ci siamo ispirati e che crediamo fondamentali affinch? nei materiali e nei programmi sia facilitato al massimo lo sviluppo logico e cognitivo sono diversi:
1° La molteplicit? degli stimoli.
3° La controllata ripetitivit?.
8° La sistematica verifica e valutazione dellefficacia del programma.
Questi parametri dovrebbero essere sempre tenuti nella massima considerazione sia dagli insegnanti, che da chiunque si preoccupi di studiare, preparare e diffondere materiale didattico, specie se indirizzato a bambini piccoli o disabili.
Molteplicit? di stimoli significa che le attivit? proposte devono riguardare contemporaneamente i vari settori di quella multiforme realt? che noi chiamiamo intelligenza; quindi, la stimolazione del linguaggio deve andare di pari passo con quella logico-percettiva, con quella cognitiva, con quella della memoria, della psicomotricit? ecc.
Quando si forniscono, infatti, soltanto pochi tipi di stimoli, lo sviluppo avviene in maniera disarmonica: maggiore nel settore che noi abbiamo stimolato, minore, molto minore, negli altri campi che abbiamo trascurato. La diffusione da un settore allaltro e lintegrazione di un settore con laltro, si ottengono infatti solo parzialmente e molto limitatamente, specialmente quando il ritardo ? pi? evidente.
Si ottiene quindi o una curva di sviluppo a campana molto stretta o delle punte di sviluppo che impediscono al bambino di essere e di presentarsi di fronte ai problemi globalmente pi? maturo.
In Voglia di crescere per applicare il principio della molteplicit? degli stimoli sono presenti schede riguardanti vari aspetti: la memoria, le capacit? associative e percettive, il linguaggio nei suoi duplici aspetti della comprensione dei contenuti linguistici e dellespressione verbale e ancora la coordinazione occhio-mano, le attivit? di pregrafismo, lorientamento e le direzioni spaziali, larricchimento culturale ecc
Questo abbiamo fatto per migliorare e stimolare pi? aree e settori di sviluppo e quindi evitare, con la settorializzazione degli stimoli, dei miglioramenti parcellari o irregolari.
Mancano certamente alcuni settori come la psicomotricit?, lautosufficienza e altri, sia perch? esistono in commercio ottimi testi che affrontano i temi suddetti, sia perch? abbiamo notato come molto spesso, se non vi ? un danno neurologico specifico, le migliori capacit? intellettive ottenute con il programma stimolino in modo efficace anche queste aree.
I principi da rispettare in questo campo sono numerosi e non sempre sono tenuti nella giusta considerazione, cosicch? nascono facilmente degli errori.
Corretta sequenzialit? degli stimoli
Elemento fondamentale della gradualit? ? la corretta sequenzialit? degli stimoli, pertanto, come in una scala, allo stimolo pi? semplice deve seguire quello pi? complesso che, a sua volta, sar? seguito da uno ancora pi? difficile.
Di ci? siamo tutti convinti, in quanto qualunque tipo di accrescimento o di allenamento, presuppone una gradualit? nelle conquiste. Nessuno si sognerebbe, per esempio, d’allenare un atleta del salto in alto portando lasticella da un metro e cinquanta centimetri ad ottanta centimetri e poi a due metri; quindi a cinquanta centimetri e cos? via.

Pur essendo consapevoli di ci?, lapplicazione di questa regola ? molto difficile da ottenere, sicch? non sempre viene rispettata. Succede, infatti, che la corretta sequenzialit? non viene ottenuta mediante la sperimentazione sul campo e quindi sui bambini, ma viene ipotizzata da noi e viene attuata tenendo conto soltanto della nostra esperienza e delle nostre conoscenze.
Ma queste non bastano. Il graduare senza effettuare le dovute sperimentazioni, comporta degli inevitabili errori che sembrano piccoli e insignificanti per noi adulti e normodotati, ma che sono enormi e molto limitanti per i bambini piccoli o in difficolt?.
La sequenzialit? deve essere pertanto ottenuta da sperimentazioni effettuate con bambini piccoli e normali.
Questo perch? solo i bambini che non hanno problemi, ci possono dare delle indicazioni sulle difficolt? di ogni scheda e di ogni stimolo.
I bambini disabili dovranno essere inseriti nella sperimentazione durante la fase successiva, quando bisogner? verificare che la gradualit?, sperimentata con i bambini normali, sia la migliore possibile anche per loro.
Perch? graduare gli stimoli?
Il nostro corpo e la nostra mente, che abbiano o no capacit? di base normali, sono capaci di affrontare problemi sempre maggiori se vengono presentati attraverso una perfetta sequenzialit?.
Se ci? non succede, nasce nel bambino, come nellatleta, un senso di frustrazione perch? si accorge di non riuscire e quindi si blocca, di fronte a richieste eccessivamente complesse o comunque, in quel momento, lontane dalle sue capacit?.
Unerrata sequenzialit? comporta, infatti, sentimenti negativi di rifiuto sia verso loperatore, visto come colui che crea dif-ficolt?, sia verso il materiale e il compito da effettuare.
? lerrore opposto al primo. In questo caso gli stimoli proposti non sono a difficolt? crescente, ma sono per lo pi? tutti dello stesso livello. ? un errore in cui ? facile cadere in quanto ? consolatorio per leducatore osservare che il bambino effettua con piacere e senza alcuna difficolt? il compito richiesto. Purtroppo dopo un certo tempo si noteranno, con gli sbadigli, i classici segni della noia, ma soprattutto avremo tradito la sua fiducia e quella dei suoi genitori in quanto mancher? quella crescita nelle capacit? del soggetto che ? il nostro obiettivo primario. Ritornando allesempio precedente ? come se per allenare un atleta del salto in alto, noi lasciassimo lasticella sempre alla stessa altezza.
In questo caso lo sportivo non aumenter? le sue capacit? e dopo un po, stanco e annoiato, abbandoner? lallenamento.
Eccessive differenze nella sequenzialit? degli stimoli.
Vi pu? essere una giusta sequenzialit? ma con intervalli di difficolt? troppo ampi e quindi eccessivi tra uno stimolo o una sequenza di stimoli e laltra.
? come proporre al bambino di salire degli scalini che sono s? tutti graduati e della stessa altezza, ma sono troppo alti per le sue gambe.
Ritornando allesempio dellatleta che vogliamo allenare a saltare sempre pi? in alto ? come se mettessimo lasticella prima a un metro, poi a un metro e mezzo, poi a due metri, e quindi a due metri e mezzo, saltando gli altri gradini intermedi indispensabili per ogni buona preparazione atletica.
Anche in questo caso il compito dellallenatore fallir? proprio perch? i passaggi, tra un tipo di prova e laltra, risultano eccessivi.
Lesperienza di questi anni ci fa pensare al bambino ritardato non come a qualcuno che non pu? camminare, ma come a un soggetto che ha gambe molto piccole, per cui non riesce a salire scale i cui i gradini sono molto alti.
Per spezzettare le difficolt? e far diventare la sua strada pi? agevole, per rendere la sua crescita pi? sicura, affinch? il suo apprendimento sia pi? stabile, sono pertanto necessari molti stimoli, molti di pi? di quanto servano ai soggetti normali, molti di pi? di quanto normalmente non vengano proposti.
La scala che noi gli proponiamo di salire dovr? avere, quindi, gradini molto bassi e agevoli. Ma non fanno forse la stessa cosa i buoni architetti, come il Bernini, il quale dovendo realizzare per i palazzi vaticani una scala comoda e facile da salire anche da persone di una certa et? e stazza, come spesso sono i papi, la progett? con gradini estremamente bassi?
Ci siamo chiesti quale pu? essere il motivo per cui, questi criteri di cui abbiamo parlato, non siano tenuti nella giusta considerazione.
La prima causa a cui possiamo pensare ? che noi operatori e studiosi del settore crediamo o ci illudiamo di ottenere pi? rapidamente il nostro scopo quanto pi? direttamente proponiamo la meta da raggiungere. Trascuriamo il fatto che le strade pi? diritte sono le pi? rapide ad essere percorse solo sui tragitti piani. Quando invece si tratta di stimolare una crescita, di effettuare quindi un percorso in salita, le strade pi? diritte non sono affatto le pi? rapide!
Il secondo motivo ? di tipo pratico. Dare molti stimoli significa, nel nostro campo, ricorrere a strumenti ponderosi, fatti di moltissimo materiale cartaceo o non. Ne consegue che gli autori dovranno avere il coraggio di presentare alle case editrici un materiale difficile da pubblicare perch? costituito da numerosissime schede. Le case editrici, daltro canto dovranno avere la capacit? di affrontare seriamente il problema della stimolazione del bambino disabile con strumenti adatti, con metodologie efficaci, anche se appaiono inizialmente antieconomiche, proprio per la loro mole.
Per quanto riguarda la gradualit?, dovendo scegliere un criterio per inserire le schede in un gruppo e quindi affinch? siano adatte ad una certa et? mentale, nel momento in cui abbiamo strutturato Voglia di crescere abbiamo pensato di selezionare per ogni livello solo le schede che avessero determinate caratteristiche: fossero effettuate da almeno il 50% dei bambini normali dellet? corrispondente, ma non pi? dell80%. Sono state pertanto escluse, per essere poi provate ad et? superiori, le schede con un numero di errori nel gruppo di controllo superiore al 50%. Al contrario si ? fatto con le schede effettuate correttamente da oltre l80% dei soggetti normali dellet? corrispondente. Queste, considerate troppo facili, sono state scartate per essere riprovate ad unet? inferiore.
Tutto ci? al fine di rendere gli esercizi di ogni livello non tanto difficili da impedire la loro utilizzazione ma neanche troppo facili da renderli inutili o superflui per raggiungere lobiettivo dello stimolo allaccrescimento delle capacit? intellettive.
Allinterno di ogni gruppo e livello, a sua volta, le schede sono state graduate per difficolt?. Pertanto ? come aver creato, nellambito della stessa et? mentale, una scala con diversi gradini a difficolt? crescente. Tutto ci? affinch? tutti i bambini, anche quelli con piccole gambe, potessero salirla agevolmente.
Ci?, naturalmente, ha richiesto per ogni scheda un lungo lavoro di sperimentazione prima di inserirla definitivamente nel livello corrispondente. A questo lavoro hanno collaborato molte scuole e molti operatori: direttori didattici, presidi, pedagogisti, insegnanti, psicologi, che non finiremo mai di ringraziare per il loro prezioso aiuto e sostegno.
Collegato al discorso precedente ? quello della ripetitivit? controllata degli stimoli.
Tutti noi siamo convinti del detto latino Repetita iuvant. Che, cio?, ripetere lesecuzione di un compito aiuta lapprendimento.
Ci? ? vero, ma fino a un certo punto. Sappiamo infatti che il processo di saturazione avviene rapidamente. Per tale motivo lo stesso stimolo, se ripetuto in maniera eccessiva, non facilita, ma anzi blocca e limita lapprendimento. Ci? avviene perch? subentra la noia e lavversione verso qualcosa che ci appare irritante e oppressivo. Di questo purtroppo sono spesso vittime i bambini in cui, lapprendimento ? proprio pi? difficile : i bambini disabili.
Per tale motivo non ? affatto un bene ripetere, specie nei bambini piccoli o con ritardo, mille volte la stessa cosa. Lideale da raggiungere, volendo proporre uno slogan, sarebbe addirittura che gli strumenti e le attivit? che abbiamo a disposizione fossero cos? graduati, vari e brevi che ci permettessero di ripetere mille cose una volta sola.
In Voglia di crescere, per evitare la noia ed il disinteresse, ogni scheda risulta diversa dalle altre anche se affronta lo stesso argomento o ha le stesse finalit?.
Il numero delle ripetizioni necessarie per ottenere lapprendimento della singola scheda, dipende soprattutto dalla gravit? del ritardo e dalle capacit? delloperatore nellampliare, arricchire e rendere pi? vicino al bambino il singolo apprendimento.
In ogni caso, a causa dellalto numero di stimoli, esso risulta, nella pratica clinica e riabilitativa, molto ridotto e viene normalmente ben accettato da parte del minore.
Il bisogno che noi abbiamo di parlare di un argomento in maniera esauriente, non ci pu? esimere dalla necessaria brevit? e gradualit?, pertanto, nellaffrontare un argomento complesso, dobbiamo necessariamente tenere presente questi principi.
Daltra parte non ? possibile effettuare stimoli brevi se questi non sono numerosi. Poich?, infatti, i contenuti da proporre sono molteplici, dovendo spezzettare le difficolt?, ed evitare le ripetizioni, il numero delle schede non potr? che essere molto alto.
La brevit? non toglie nulla a un discorso complesso che pu? e deve essere effettuato sia ampliando e arricchendo il tema proposto dalla singola scheda, che collegando e mettendo insieme schede simili. In questo modo ? ugualmente possibile fornire al bambino un quadro ampio e completo.
In Voglia di crescere, il problema della brevit? ? stato affrontato in maniera radicale. Tutte le schede possono essere effettuate in pochi secondi. Ci? le rende idonee anche a bambini molto piccoli o con problematiche psicologiche. Questi bambini, infatti, avendo soltanto brevi momenti di attenzione, avrebbero notevoli difficolt? ad effettuare un compito lungo e com-plesso.
Uno stimolo pu? essere adeguato per il suo contenuto, ma pu? non essere chiaro. Invece i bambini, specie se piccoli o in difficolt?, hanno bisogno di stimoli estremamente chiari e puliti sia nellaspetto grafico che nei contenuti.
Uno stimolo ? chiaro quando:
Gli elementi presenti sono pochi.
Pi? elementi noi inseriamo, pi? la richiesta diventa poco chiara perch? il loro esame, ad opera dei centri corticali di analisi, viene disturbato dallaffollarsi di molti dati da esaminare e valutare.
La grafica e il disegno sono puliti e lineari, essenziali ma completi, senza elementi disturbanti, inutili o distraenti.
In Voglia di crescere per ottenere il massimo della chiarezza , abbiamo cercato di dare ad ogni disegno e alla scheda nel suo complesso unimpostazione grafica la pi? semplice possibile, riducendo al massimo gli elementi grafici e le richieste.
? risaputo che per un facile apprendimento e per una pi? rapida e completa memorizzazione, gli stimoli devono essere ricchi dinteresse.
Uno stimolo ? ricco dinteresse quando lapprendimento :
non ? troppo difficile ? quindi ? adatto allet? mentale del bambino
la sua gradualit? ? corretta in tutti i suoi aspetti;
? proposto sotto forma di gioco, come il cercare, lindovinare, lo scoprire o il capire;
le immagini sono accattivanti;
la persona che lo propone ? interessante.
Per quanto riguarda questultimo aspetto, sappiamo che loperatore che propone lapprendimento ? un tramite e un veicolo positivo o negativo per lapprendimento stesso.
Un educatore ? efficace quando :
utilizza una relazione ricca di elementi relazionali validi e quindi affettuosi e gratificanti;
manifesta disponibilit? a comprendere ed a porsi in ascolto dei bisogni del minore, dei suoi desideri, dei suoi momenti di stanchezza o di tensione e sa modificare rapidamente il suo intervento adattandolo e adattandosi;
quando riesce ad instaurare un dialogo e un ascolto ampio e profondo. Pertanto tra lui e il bambino si stabilisce una comunicazione continua ed efficace, fatta di parole ma soprattutto di gesti e manifestazioni di amicizia, affetto e comprensione reciproca
Per questi motivi gli operatori che attuano il programma, siano essi insegnanti, psicologi o pedagogisti vengono preparati e seguiti dal nostro Centro Studi Logos, affinch? sappiano intraprendere con il bambino una relazione che sia innanzitutto psicologicamente efficace, sia nei confronti del bambino che dei suoi genitori.
Inoltre in Voglia di crescere linteresse viene mantenuto vivo in ogni momento dalla variet? delle richieste e dal fatto che queste hanno sempre le caratteristiche di un gioco, in cui bisogna cercare, trovare, indovinare, scoprire, capire. Per tale motivo questa attivit? viene vista, dai numerosissimi bambini a cui ? stata sottoposta, come un simpatico momento da trascorrere insieme ai genitori o alleducatore e non come un compito gravoso da effettuare.
Linserimento in un programma di stimolazione dovrebbe avvenire soltanto quando ? stata verificata attraverso strumenti idonei let? mentale del bambino.
Se, attraverso dei test o mediante le scale di sviluppo, si ? riusciti ad evidenziare let? di sviluppo del bambino, ? consigliabile iniziare il programma dal livello appena inferiore.
Pertanto, ad esempio, se let? mentale del bambino ? di quattro anni ? bene iniziare dal terzo livello e non dal quarto. E questo per due buoni motivi: il primo nasce dal bisogno di mettere a proprio agio il bambino il quale, il pi? delle volte, ? stato soggetto a frustrazioni a causa di richieste troppo complesse per le sue capacit?.
Il secondo motivo nasce dal bisogno di recuperare, anche se rapidamente e velocemente, quegli apprendimenti non ancora perfettamente recepiti.
Nel caso in cui non si fosse in possesso dellet? mentale si pu? verificare immediatamente e semplicemente la sua possibilit? di utilizzazione, facendo effettuare come prova dentrata le prime dieci schede del livello pi? vicino alle supposte capacit? del bambino. Nel caso in cui egli riesca ad effettuare almeno otto schede su dieci senza alcun problema si pu? procedere con le schede successive in caso contrario ? bene provare con il livello inferiore. Con ilDemotest di Voglia di crescere ed un computer a disposizione, invece, lesame del bambino risulter? pi? affidabile. Poich? in ogni gruppo del Demotest sono state inserite le schede pi? difficili di ogni livello, basta far effettuare tutte le schede iniziando dal primo livello o da quello a lui facile da effettuare e prendere come punto di riferimento il gruppo che il bambino ? costretto a ripetere pi? volte senza riuscire a superarlo. Il livello da cui si potr? iniziare sar? pertanto o quello non superato o ancora meglio, per i motivi che abbiamo detto prima, quello appena precedente.
Verifica e valutazione dellefficacia.
Ogni programma educativo, riabilitativo o di stimolazione necessita di un momento dedicato alla verifica e alla valutazione della sua efficacia.
Mentre per i bambini normodotati, la verifica pu? avere come punto di riferimento la programmazione individuale, di classe o le indicazioni dei programmi ministeriali, nel caso dei bambini con disabilit? i parametri devono necessariamente essere diversi.
Noi preferiamo utilizzare, con le opportune modifiche, la metodologia proposta dal Doman gi? molti anni fa, che ricordiamo brevemente.
Questo illustre autore aveva gi? evidenziato la scarsa utilit? di una verifica generica di tipo medico la quale a volte si presenta con domande del tipo: Come sta il bambino attualmente?
Siffatta verifica, infatti, non ci d? contezza, in maniera analitica, delle difficolt? del bambino e non quantifica i suoi progressi o regressi.
Altrettanto da scartare ? la verifica che consideri gli apprendimenti effettuati confrontandoli con le acquisizioni di partenza senza tener conto del tempo trascorso. Il bambino prima (ma quando: un mese fa? Un anno fa? Quattro anni fa?) non conosceva nessuna lettera dellalfabeto, adesso (ma dopo quanto tempo?) ne conosce tre. Il bambino prima diceva tre parole, adesso ne pronuncia dieci.
Questo tipo di valutazione troppo generica non risponde ai nostri bisogni perch?, tranne che il soggetto non sia colpito da un deterioramento progressivo, o da un a regressione psicologica, tutti i bambini che hanno un ritardo mentale, hanno dei progressi solo che vi sia una qualche stimolazione, anche non specifica.
? essenziale invece la quantificazione di questi progressi, in rapporto al tempo trascorso. Solo questo confronto: quantit? delle acquisizioni espressa in mesi, fratto il tempo trascorso, ci pu? permettere di valutare lefficacia della stimolazione effettuata.
? necessario pertanto registrare:
let? cronologica iniziale (E.C.I.): che ? semplicemente let? del bambino espressa in mesi al momento dellosservazione iniziale
let? di sviluppo iniziale (E.S.I.): che ? la quantificazione dello sviluppo in mesi, sia globalmente, che delle aree che ci interessano: cognitiva,
affettiva relazionale, linguistica, sensoriale, motoria, dellautonomia ecc. (Il Doman la chiama et? neurologica iniziale);
Il rapporto di crescita iniziale (R.C.I.): che ? il rapporto tra let? di sviluppo nellarea o nelle aree interessate alla valutazione e let? cronologica;
Al momento della verifica ? necessario rilevare invece:
let? cronologica attuale (E.C.A.): che ? let?, sempre espressa in mesi, del bambino nelle verifiche successive alla prima;
let? di sviluppo attuale (E.S.A.): che ? la quantificazione dello sviluppo globale e/o delle aree interessate, espressa in mesi nelle verifiche successive alla prima;
il rapporto di crescita attuale (R.C.A.): che ? il rapporto, nelle successive osservazioni, tra lo sviluppo ottenuto tra una verifica e laltra e il tempo trascorso sempre fra una verifica e laltra;
la differenza nel rapporto di crescita (D.R.C.): che si ottiene sottraendo lultimo rapporto di crescita ( R.C.A) dal rapporto di crescita iniziale (R.C.I.).
Questo dato conclusivo ? quello che quantifica lefficacia o meno dellazione educativa nei casi in cui la malattia non porti , per sua natura, a un progressivo decadimento delle funzioni.
Ed ? ancora questo dato che, insieme ad altri dello stesso tenore o migliori, giustifica e ricompensa la nostra fatica nel preparare il Programma base Voglia di crescere e quello dei genitori e degli educatori che, nellapplicarlo con costanza, si sono impegnati con noi in questo affascinante percorso educativo.
Perch? se fosse stato 0 o con segno negativo, il nostro tempo e quello dei genitori e degli educatori si sarebbe sicuramente potuto utilizzare in maniera pi? proficua!
Molti elementi, come quelli esposti alla fine del manuale, ci confermano invece, che anche i bambini con ritardo intellettivo notevole, crescono e crescono in fretta se limpegno educativo dei genitori e degli educatori si accompagna ad un programma idoneo.
Valutazione dellefficacia.
Il programma Voglia di crescere ? efficace ma in maniera diversa per molti casi di ritardo mentale, capacit? intellettive ai limiti della norma, dislessia, sordit?.
A patto che:
venga effettuato il corretto inserimento nel programma attraverso una delle due prove di cui abbiamo parlato sopra o attraverso test e scale di sviluppo che valutino let? mentale del soggetto;
lattivit? di stimolazione sia attuata ogni giorno per almeno unora;
vengano tenuti nella giusta considerazione le indicazioni date.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Voglia di crescere” Guida per i genitori e gli operatori.
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