
01 Apr La gravidanza: condizioni facilitanti il futuro benessere o malessere del bambino
Prima della nascita
L’essere umano, quando sboccia nel ventre materno, ? gi? in relazione con lambiente esterno, in quanto lutero non ? solo culla ma ? anche il primo mondo con il quale egli entra in contatto. Ed ? questo mondo esterno che contribuisce a costruire il suo mondo interiore. Gi?, verso i cinque mesi di gravidanza, la madre si accorge, dai suoi movimenti del piccolo, se egli dorme tranquillo, oppure ? sveglio o ? inquieto. Gi? verso la met? della gravidanza, il bambino che si sta formando, sente i suoni, prende dal sangue della madre gli alimenti che gli servono, avverte il dolore. Gi? egli condiziona, senza volerlo e senza averne coscienza, il corpo ma anche la psiche della madre, per adattare l’uno e l’altra ai suoi bisogni essenziali.
A sua volta per?, questo piccolo essere umano che sta crescendo ? capace di dare al mondo che lo circonda, ed in primis alla madre, al padre e agli altri familiari ma anche alla societ? in cui vive, qualcosa che, se a volte ? causa di ansia e inquietudine, il pi? spesso viene vissuto come un regalo prezioso, desiderato e bramato. Ai suoi genitori pu? dare ancora, senza saperlo e senza volerlo, la realizzazione dei loro sogni; il piacere e lorgoglio della maternit? e della paternit? realizzate; la gioia immensa di partecipare, inizialmente con il loro corpo e poi con le loro cure, con le loro parole, con laffetto, con le attenzioni e sacrifici, alla formazione del pi? importante e complesso essere vivente da noi conosciuto.
Quando mamma e pap?, che accarezzano insieme il pancione, si ritrovano pi? uniti, pi? solidali, pi? vicini, ma anche pi? forti e decisi ad affrontare il mondo per modificarlo in senso positivo per loro, ma soprattutto per il loro bambino, essi, di fronte al mistero della vita che hanno contribuito a creare, si sentono pi? desiderosi e disponibili alle tenerezze, pi? pronti allaccoglienza, pi? sicuri nelle sfide. Ai nonni e agli altri familiari, il piccolo che deve nascere pu? dare il piacere di sapere che fra qualche mese potranno avere tra le loro braccia una nuova gioiosa vita; un piccolo caldo, allegro, cucciolo duomo con cui dialogare, comunicare e scambiare. Alla comunit? e societ? degli umani, sicuramente il piccolo si offre come un nuovo mattone indispensabile per ledificazione e la stessa esistenza della societ?, ma anche per il suo progresso e la sua espansione.
Non vi ? pertanto un solo momento nel quale il bambino prenda dallesterno e non dia; come non vi ? un solo attimo in cui il nuovo essere umano dia e non prenda dal mondo esterno. Pertanto, sia nel bene sia nel male, egli modifica in senso positivo o negativo il mondo che lo circonda e, a sua volta, ? da questo modificato. Il bambino, come tutti gli esseri viventi cerca di adattarsi ed adattare ai suoi bisogni lambiente circostante. La riuscita o il fallimento di questi tentativi dipendono dal particolare intreccio tra le caratteristiche ambientali e le possibilit? che lindividuo ha di mettere in atto le strategie pi? opportune.
Abbiamo detto che il primo contatto dellessere umano con il mondo esterno ? rappresentato dal corpo, dal sangue, ma anche dagli umori della madre. Non sappiamo esattamente cosa avverte della vita psichica della madre lembrione e poi il feto. Certamente non i suoi pensieri e le sue riflessioni. Sicuramente non pu? aver contezza se questa donna ha, accanto a s?, un uomo e una famiglia che sa accoglierla e proteggerla, rassicurarla e confortarla, ascoltarla e consigliarla, o se, al contrario, ella ? sola ad affrontare questo meraviglioso ma impervio cammino.
Il nascituro sicuramente non ha ancora la possibilit? di avvertire pienamente se la madre ? preda degli impegni del lavoro e delle angosce del vivere quotidiano, che la inseguono e sommergono, oppure se, serenamente e coerentemente con il suo impegno di madre, sta costruendo per il suo bambino, rilassandosi, un ambiente sicuro, caldo e confortevole come un nido.
Sappiamo per? che prima della nascita il bambino gi? avverte le conseguenze che i vissuti della madre hanno sul corpo di lui, in quanto il benessere della madre diventa ben presto il suo benessere, come il malessere della madre rischia di diventare il suo malessere. Sappiamo che allinizio della sua avventura umana la comunicazione ? solo biochimica, ormonale, immunologica, ma questa poi, gradualmente, con lo sviluppo delle capacit? logico-percettive, diventa piena e completa.
Pertanto, ogni variazione della fisiologia, come dellassetto biochimico e ormonale della donna influenza, oltre il corpo e la mente di questa, anche il corpo e poi, nel momento in cui si ? formata, anche la mente del bambino, che la donna stessa porta in seno.
Gi? dal battito del cuore della madre, dalla tensione del suo addome e da altri segnali biologici, il nascituro avverte se la madre si sta spendendo con ansia per tante, troppe incombenze oppure si sta concentrando sul suo mondo interiore, cercando, per il suo bambino, tutte quelle caratteristiche materne che a questi servono.
A sua volta il bambino che si sta formando nel ventre materno, modifica lambiente circostante. Ancor prima che la madre sappia di aspettare un figlio, quest’ultimo ha iniziato a modificare il corpo di lei, ma anche alcuni aspetti del modo di vivere e sentire se stessa ed il mondo. Uno dei segnali principali che la madre riconosce facilmente ? la scomparsa delle mestruazioni e quindi la mancanza di una nuova ovulazione. Il sospetto, che con gli appositi esami diventa certezza, che un essere umano si stia formando nel suo ventre, non passa sicuramente inosservato; anzi, per tante donne, ? levento clou della loro vita e della loro esistenza.
Daltra parte i sentimenti della madre, prima e durante la gravidanza, possono influenzare profondamente il suo atteggiamento nei riguardi del bambino che nascer?, cos? come possono condizionare il modo con il quale lo accoglier? e si comporter? nei suoi confronti.[1]
Allo stesso modo i sentimenti materni, prima e durante la gravidanza, condizioneranno la sua vita futura. Necessariamente subiranno una qualche modifica i rapporti con il padre del bambino, il lavoro e gli altri impegni, la famiglia e gli amici. Nulla sar? come prima! Aspettare un bambino pu? significare che un sogno si ? realizzato. Un sogno nato in un momento lontano della sua vita. Un sogno sbocciato quando da bambina ha iniziato a giocare con la sua prima bambola che voleva sempre la pappa e lei doveva continuamente preparagliela se no quella piangeva, cosicch? doveva cullarla a lungo prima che, finalmente, si addormentasse tranquilla. Oppure quel sogno era sgorgato quando, per la prima volta, la mamma le aveva dato il permesso di toccare, ma solo per un momento e molto delicatamente, le manine o il corpicino del fratellino appena nato; o quando, avendo pi? fiducia in lei, le aveva permesso di poggiarlo un attimo sul suo piccolo grembo; o ancora quando, fidandosi delle sue capacit?, aveva affidato a lei le cure del fratellino per qualche minuto e la bambina, in quei momenti, si era orgogliosamente sentita una mammina amorevole.
Aspettare un bambino pu? significare il completamento di un rapporto di coppia nato molti anni prima tra i banchi di scuola e condotto con impegno, coerenza, fedelt? e fiducia per molto tempo, prima di essere coronato dalla cerimonia del matrimonio e poi, finalmente, dallattesa di un figlio.
Per una coppia ritenuta sterile, il sapere di aspettare un bambino ? gi? qualcosa di diverso. Dopo mille sacrifici, dopo tante attese, dopo infinite delusioni, la gioia inaspettata pu? avere caratteristiche sconvolgenti che, a volte, proprio per questi motivi e per la paura che questa nuova vita svanisca fugacemente, non si riesce a gustare fino in fondo.
Aspettare un bambino pu? significare, purtroppo, ben altro, quando questo evento ? solo il frutto di un incontro occasionale, della passione di una notte, o ? solo la conseguenza di un errore commesso in due. In tutti questi casi una nuova vita umana pu? accendere nell’animo dei genitori tinte fosche e drammatiche.
In una famiglia estremamente povera e disagiata, una nuova gravidanza pu? significare la necessit? di dover affrontare nuovi sacrifici, nuove rinunce, nuovi e pi? pesanti impegni.
Queste ed altre mille situazioni diverse hanno la capacit? di avvolgere il nuovo germoglio dellumanit? in un caleidoscopio di sentimenti ed emozioni, che possono comportare notevoli conseguenze materiali, psicologiche e sociali le quali, a loro volta, influiranno, sia in senso positivo che negativo, sulla qualit? della relazione, non solo tra genitori e figlio, ma anche tra familiari e nuovo nato, tra societ? e novello cittadino.
Condizioni facilitanti il benessere del feto e del bambino
Giacch? le variabili sono tante, numerose e complesse, non ? possibile definire, con buona approssimazione, le conseguenze che le molteplici situazioni avranno sul futuro benessere del nuovo essere umano. Possiamo soltanto ipotizzare, utilizzando alcuni elementi di studio e le esperienze personali, solo alcuni fra i tanti scenari possibili.
Le condizioni che possono facilitare un buon percorso educativo e relazionale sono numerose:
a) Unet? adeguata.
b) La maturit? personale dei genitori.
c) La serenit? dellambiente.
d) La disponibilit? ad adattarsi ai bisogni del nascituro e quindi la positiva e costante comunione con questi.
e) La capacit? di avvertire il bambino come un dono.
f) Una realt? di coppia stabile.
a) Unet? adeguata
Per quanto riguarda let? ? difficile indicarne una ideale, in quanto si pu? essere maturi e capaci di educare bene un bambino quando ancora, per le leggi degli Stati, non ci si pu? sposare; come, daltra parte, si pu? essere affettivamente e psicologicamente immaturi ad unet? nettamente avanzata. Ci? in quanto la maturit? di una persona ? solo in parte legata allet? cronologica. ? noto per? che fisiologicamente let? troppo giovane, al di sotto dei diciotto anni comporta, oltre che possibili problemi di natura organica, difficolt? educative dovute ad una scarsa autorevolezza e alla presenza di comportamenti eccessivamente amichevoli e poco consoni al ruolo genitoriale.[2] Di contro, nellet? troppo avanzata, al di sopra dei trentacinque quarantanni, nella relazione e nelleducazione di un bambino vi ? il rischio che possano concorrere negativamente, oltre lampio divario generazionale, la pi? intensa emotivit?, la maggiore fragilit? psicologica, la minore elasticit? mentale. Pertanto, tra i genitori attempati ed i loro figli potrebbero essere pi? frequenti i legami ansiosi e patologici. Come lasciare, ad esempio, che il figlio scelga liberamente la strada da percorrere nella vita quando, vivendo una situazione di fragilit? e malinconia, lo si vorrebbe pi? intensamente e per un tempo pi? lungo legato a s??
Non ? da sottovalutare, inoltre, una pi? intensa inquietudine presente nei figli di genitori attempati, dovuta alle pi? gravi e frequenti malattie presenti in questi ultimi e ai maggiori timori per la loro possibile scomparsa.
Oggi che le cause delle maternit? precoci sono dovute essenzialmente alla estrema libert? sessuale di cui godono gli adolescenti, gli interventi di prevenzione non possono che essere di tipo educativo. Non dovrebbe mancare, nei confronti degli adolescenti e dei giovani, una costante guida autorevole e morale da parte dei genitori e dei familiari. Daltra parte le istituzioni pubbliche dovrebbero farsi garanti delle immagini e dei contenuti che sono proposti quotidianamente ai minori e ai giovani, in modo tale da valorizzare e stimolare in questi un uso attento e responsabile della sessualit?, evitando di farla apparire, come spesso avviene in numerosi film e spettacoli, come un piacevole gioco, un divertente passatempo o soltanto uno dei tanti modi con i quali si possono esprimere i sentimenti amorosi.
b) La maturit? personale dei genitori
I genitori affettivamente e psicologicamente maturi sono molto favoriti nellaccettazione e nella relazione con un figlio, a causa della migliore resistenza agli stress, per la maggiore vivacit? e serenit? interiore e per un migliore controllo delle pulsioni. Inoltre, i genitori maturi hanno la possibilit? di applicare pi? facilmente uno stile educativo pi? lineare ed equilibrato. Pertanto, questi genitori saranno capaci di affrontare e vivere meglio tutte le esperienze di vita: non solo quelle facili e gioiose, ma anche quelle difficili e tristi. Essi, pi? facilmente, sapranno selezionare e oculatamente scegliere quanto pu? essere utile al nascituro e allintera famiglia, senza farsi influenzare eccessivamente dalle mode del momento. I genitori maturi hanno, inoltre, le capacit? necessarie per riuscire a limitare i loro bisogni individuali. Pertanto saranno lieti di donare il proprio tempo, le proprie energie, le loro attenzioni, la loro presenza, la loro disponibilit?, al figlio che nascer? limitando, quando ? necessario e per il tempo necessario, tutte le altre attivit? ludiche o lavorative, senza nulla rimpiangere: n? la tenera e comoda dipendenza dai genitori dorigine, n? gli effimeri divertimenti e passatempi dellet? adolescenziale, n? il gratificante lavoro. Essi, inoltre, saranno capaci di creare attorno al figlio che nascer? lambiente a lui pi? favorevole, allontanando sia gli inquinanti fisici, come i farmaci, i cibi adulterati e le radiazioni pericolose, sia gli inquinanti psicologici: come lansia, la fatica, la tensione interiore, la conflittualit? e lo stress, in quanto sanno che questi rappresentano dei potenziali rischi per il nascituro.
? facile, inoltre, che questi genitori che abbiano maggiori capacit? nello scegliere con attenzione ed oculatezza il momento pi? idoneo in cui aspettare un figlio. Essi vorranno essere e sentirsi pronti ad accoglierlo bene. Pronti dal punto di vista fisico, in quanto persone adulte ma non troppo avanti con gli anni. Pronti dal punto di vista economico, in quanto capaci di mantenere ed educare il figlio dandogli il necessario anche se non il superfluo. Pronti dal punto di vista sociale, in quanto coppia unita in modo stabile e duraturo, mediante un vincolo responsabilizzante come quello del matrimonio.
c) La serenit? dellambiente
Il fragile essere umano che si sta formando nel ventre materno, ha la necessit? di crescere e svilupparsi in un ambiente sereno. E poich? prima della nascita lambiente del bambino ? dato soprattutto dalla madre, il piccolo ha bisogno che questa donna viva lesperienza della maternit? con distensione, gioia e ottimismo, in quanto queste condizioni facilitano molto gli aspetti biologici della gravidanza e linstaurarsi di un positivo e intenso rapporto madre figlio.
Una madre psicologicamente equilibrata e serena, riesce ad affrontare molto meglio gli eventuali malesseri e problemi che si dovessero presentare durante i nove mesi di attesa, senza paure eccessive e senza andare facilmente e inutilmente in ansia. Ansia e paure che, se durevoli o troppo intense, rischiano di compromettere e danneggiare il fisiologico decorso della gravidanza.
Se ? vero che lequilibrio e la serenit? della madre sono dati soprattutto dalle sue caratteristiche psicologiche, ? altrettanto vero che laiuto ed il sostegno che pu? ricevere dalle persone che le sono vicine e con le quali ? in contatto, sono fondamentali. In molte culture viene prestata unenorme attenzione alle donne in attesa, verso le quali viene attuata una notevole protezione da parte non solo delle loro famiglie ma anche di tutta la comunit? nella quale vivono, al fine di evitare loro ogni trauma: sia fisico sia psicologico.
Intanto ? molto importante lapporto del marito, o comunque del padre del bambino. Questi, durante tutto il periodo della gestazione e dellallevamento del piccolo, ha il compito di creare attorno alla madre e nella famiglia, un ambiente il pi? tranquillo, caldo e confortevole possibile, in modo tale da permettere alla sua donna di lasciarsi andare, nei confronti del figlio, a quellatmosfera particolare e a quellintimit? speciale, che ? indispensabile al fine di intraprendere il fondamentale rapporto empatico con la loro creatura. Compito del padre ? anche quello di mettere la donna al riparo, con il suo lavoro e le sue attenzioni e il suo comportamento, da attivit? faticose e da ambienti inquinanti o stressanti che potrebbero danneggiare il prodotto del concepimento.
Per Wenner[3] una buona madre ha un rapporto stretto con il marito ed ? desiderosa e felice di far conto del suo aiuto. A sua volta ? capace di dare spontaneamente agli altri, compreso il proprio bambino. Al contrario una donna che ha grosse difficolt? emotive, durante la gravidanza e il puerperio ha grosse difficolt? nel fare affidamento sugli altri. Essa ? incapace di manifestare il suo desiderio di sostegno, oppure lo fa richiedendolo in modo aggressivo, riflettendo in ambedue i casi la sua mancanza di fiducia che ci? possa verificarsi.
Altrettanto importante ? lapporto degli altri familiari, i quali hanno anche il compito di offrire con la loro presenza, con le loro parole ed i loro comportamenti, segnali inequivocabili di sostegno, disponibilit? e supporto alla coppia, cos? che questa possa meglio capire, vivere e affrontare, gli eventi sia positivi sia negativi di questa fase particolare della vita della madre e del bambino.
Fondamentale ? il compito delle donne della famiglia: madre, suocera, zie, cugine pi? anziane. Queste dovrebbero essere in grado di sostenere, aiutare, consigliare la neo-mamma soprattutto nelle prime settimane del suo rientro a casa dopo il parto. Compito che dovrebbero svolgere con dolcezza, serenit? e affetto, rispettando i bisogni della puerpera, senza per altro essere eccessivamente invadenti ed opprimenti. In molti paesi ed in molte culture questo supporto ? costante e stabile. Ci? purtroppo non sempre avviene nei moderni paesi occidentali nei quali, per motivi vari: impegni lavorativi eccessivi, chiusura della coppia nei confronti della rete parentale, notevoli distanze fisiche tra labitazione della madre in attesa ed i suoi familiari, la neo-mamma rimane sola, in balia dei suoi dubbi, insicurezze e scarse conoscenze sulla migliore gestione sia della gravidanza sia, in un momento successivo, del neonato. Le conoscenze ottenute dalla lettura di articoli nella rete Internet, sui libri e riviste sullargomento, non riescono a fornire loro un sufficiente supporto, per un compito molto complesso e variegato, che necessita di notevoli esperienze pratiche.
I medici, daltra parte, non si dovrebbero sottrarre allobbligo di costruire, coltivare e mantenere con le loro parole e con i loro comportamenti nellanimo della madre e della famiglia della gestante un buon equilibrio e benessere psichico, evitando di consigliare tutte quelle visite, terapie ed esami inutili o superflui che potrebbero provocare stress sia alla madre sia al suo piccolo.
d) La positiva e costante comunione con il nascituro
In condizioni di normalit? il legame con il figlio spesso precede, almeno nella fantasia e nel cuore dei genitori pi? maturi, levento stesso della gravidanza. Questo legame dovrebbe diventare pi? solido e tangibile quando la nuova vita bussa alla porta dellesistenza e chiede di svilupparsi e crescere, non solo come elemento organico e materiale, ma anche e soprattutto come essere umano ricco di capacit? intellettive, affettive, relazionali e morali.
Quando questo legame ? solido, continuo ed emotivamente gioioso, il cuore dei genitori e dei familiari diventa ampio, caldo e accogliente, per cui hanno scarsa importanza tutti quegli esami che tendono ad evidenziare una possibile disabilit?, al solo scopo di mettere poi la coppia nella tremenda alternativa di effettuare o no un aborto terapeutico o eugenetico. Se i genitori hanno fiducia nelle capacit? e possibilit? della natura, non accetteranno neanche di praticare quelleccesso di esami clinici e visite ginecologiche, che fanno soffrire sia la donna sia il nascituro, ma si atterranno soltanto a quelle ritenute utili ed indispensabili. E non importa, come invece oggi viene suggerito, che la madre senta il dovere di fare ascoltare una tenue e distensiva musica sinfonica al bambino che vive nel suo ventre: il battito calmo del suo cuore che vive e gusta ogni momento dellattesa con serenit? e gioia e il suo canto spontaneo, mentre attende alle normali occupazioni quotidiane, saranno, per il figlio che deve nascere, le migliori melodie. E non importa che la madre sia obbligata o spinta a raccontargli delle favolette. C? tempo per le favole. Le voci serene, provenienti da una casa in cui regna larmonia, saranno, nei mesi dellattesa, le sue favole preferite.
e) La capacit? di avvertire il bambino come dono
Quando lessere umano che si sta formando ha la fortuna di essere accolto da genitori e da una famiglia aperta alla vita, generosa nei confronti di se stessi e degli altri, lattesa di un bambino pu? dare molto in quanto, quel nuovo cucciolo duomo, assolutamente unico e irripetibile, ? avvertito come un dono. Un dono al piccolo che nascer?. Un dono a se stessi, alla propria famiglia e alla societ?. Un dono per il mondo. E se i genitori e gli altri familiari sapranno costantemente comunicargli in ogni momento della sua vita questa disponibilit? interiore, il bambino sentir?, dentro di s? e attorno a s?, questa splendida realt?: essere per tutti un dono e mai un peso. Ci? sar? per lui fonte di sicurezza, calore e gratitudine. Servir? a rafforzare la sua autostima. Sar? utile nel creare un legame solido, stabile e ricco di fiducia, con i suoi genitori e con la realt? che lo circonda.
Ma i doni vanno accettati cos? come sono. Se, invece, i genitori hanno delle attese e unimmagine irrealistica del figlio che dovr? nascere, se si aspettano solo delle qualit? positive: Sar?, intelligentissimo, bellissimo, sempre e assolutamente sano, incapace di fare capricci; sar? sicuramente in grado di rispondere ad ogni nostra esigenza e aspirazione conscia e inconscia. In tutti questi casi la delusione e la frustrazione non potranno che essere pesanti ed invalidanti nei riguardi della relazione genitori – figlio. Cos? come saranno dolorosi i risvolti nei confronti del piccolo, il quale avvertir? se stesso come incapace di dare piacere e gioia ai suoi genitori, cos? come ogni bambino vorrebbe[4]. Daltra parte, se il figlio si conforma a questa eccessiva ed irrealistica idealizzazione, da parte dei genitori vi sar? il rischio di contribuire ad unipertrofia del proprio Io, con segni di onnipotenza che potrebbero portarlo a vivere in maniera eccessiva ogni frustrazione, nel momento in cui, nel corso della vita, sar? costretto a confrontarsi con i suoi limiti e con i suoi errori[5].
f) Una realt? di coppia stabile
La presenza di una coppia stabile, costituita da due persone di sesso diverso, unite da un saldo legame sociale, ? elemento essenziale sia per vivere bene la gravidanza, sia per la futura educazione ed allevamento del bambino. La presenza di un saldo legame sociale, come pu? essere quello del matrimonio, in tutti i popoli ed in tutte le epoche ? consequenziale a questa necessit?. I motivi che rendono importante una condizione di coppia stabile e quindi di famiglia solida e duratura, sia durante la gravidanza che dopo, sono numerosi:
- lessere umano ? estremamente complesso per essere educato da un solo genitore;
- in due si affrontano meglio i momenti difficili;
- la vita interiore del bambino necessita di due figure genitoriali;
- i possibili motivi di crisi o malessere possono essere pi? facilmente superati se, accanto al bambino, sono presenti due genitori;
- due genitori di sesso opposto permettono di introitare pi? facilmente una corretta identit? e ruolo sessuale;
- la funzione educativa risulta pi? semplice quando sono presenti due genitori;
- un genitore solo ha maggiori problemi economici;
- la coppia ? essenziale per una buona socializzazione del minore.
1) Lessere umano ? estremamente complesso per essere educato da un solo genitore
Luomo ? lorganismo pi? complesso da noi conosciuto. Le sue notevoli possibilit? nel linguaggio, nellintelligenza, la sua ricca e variegata vita sociale e relazionale, la sua cultura, non possono essere sviluppate e realizzate senza lintervento di pi? esseri umani, ognuno con un suo compito specifico. La madre, proprio perch? portatrice di qualit? particolari di tipo femminili, ha la possibilit? di far crescere nel bambino, maschio o femmina che sia, quelle qualit? comunicative, affettive, emotive e relazionali, proprie del genio femminile, che sono indispensabili al nuovo essere umano. Mentre un padre, se ? educato e si adopera in senso maschile, cos? come dovrebbe, pu? aggiungere al patrimonio materno le sue caratteristiche virili: la forza, il coraggio, la razionalit?, la coerenza, la linearit? e la fermezza. Qualit? che sono altrettanto utili sia ai maschietti sia alle femminucce.
2) In due si affrontano meglio i momenti difficili
Il periodo della gravidanza, e poi del parto, ? spesso contrassegnato da momenti difficili, per cause organiche e psicologiche, in quanto il corpo e la mente della donna sono messi a dura prova dai numerosi e complessi adattamenti, indispensabili per ben accogliere la nuova vita che si sta formando. Soprattutto lequilibrio interiore della madre pu? essere turbato a causa della maggiore fragilit? emotiva, dallansia e dalle paure che possono sorgere nel suo animo, nel momento in cui ? costretta ad affrontare questa nuova, sconvolgente esperienza e le varie difficolt? e problemi che possono sopravvenire nel corso dei nove mesi. Le sue ansie, su come proceder? la gravidanza e le sue paure: di un bambino malformato, di un parto prematuro, della morte del feto, della sua morte, risulteranno notevolmente attenuate se, accanto a questa donna, vi ? un uomo, padre del bambino, legato a lei da stabili vincoli sociali e di amore, capace di esserle vicino e di rassicurarla. La certezza di non essere sola in quei momenti e nei possibili frangenti che potrebbero coinvolgerla, rende la donna pi? serena e sicura. E questa serenit? e sicurezza inevitabilmente sar? trasmessa al bambino che porta in seno. Ma anche dopo il parto, una eventuale sindrome depressiva pu? meglio essere prevenuta, affrontata e superata, se vi ? la presenza di un uomo che sappia sostenere e confortare. Anche successivamente, quando bisogner? affrontare i tanti problemi materiali, sociali ed educativi la presenza di due genitori stabilmente uniti da un vincolo sociale e affettivo ? fondamentale. Ci accorgiamo di ci? soprattutto quando questo legame non esiste. In questi casi ? frequente osservare sia luomo sia la donna annaspare insicuri e scoraggiati, ogni volta che sono costretti ad affrontare un nuovo difficile evento o problema.
3) La vita interiore del bambino necessita di due figure genitoriali
Il bambino ha, nei confronti dei genitori ma anche del mondo che lo circonda, sentimenti contrastanti fin dalla nascita. Se ottiene dalla persona che lo cura e che gli sta accanto quanto desiderato in quel momento: costante attenzione, tenerezza, piacere e soddisfacimento dei suoi bisogni, egli prova amore verso questa persona. Egli ? lieto di questamore e gode di questo sentimento positivo che appaga il suo animo e riempie il suo cuore di serenit? e sicurezza. Ma se quella stessa persona, in un dato momento, per un motivo qualunque: malattie fisiche, disturbi psichici, problemi lavorativi o sociali, non ? pi? in sintonia con lui, per cui lo rimprovera, lo contrasta nei suoi desideri o non laccontenta, cos? come dovrebbe, questa persona assume laspetto di un essere cattivo, per cui nei suoi confronti ? facile che egli provi risentimento e, a volte, desiderio di morte e distruzione. Ci? lo spinge a cercare comprensione e attenzione altrove. Se accanto alla sua mamma vi ? un padre, in quel momento verso di lui disponibile e capace di accoglienza e cura, la sua tristezza si placa, la sua fame di gioia si sazia, il suo cuore si rasserena ed ? pi? facile, per questo bambino, recuperare lequilibrio interiore che ? andato momentaneamente in crisi. Cosicch? permane in lui una buona fiducia, apertura e vitalit? interiore che lo incoraggia ad aprirsi agli altri e al mondo. Ma se ci? non gli ? possibile, in quanto accanto alla madre non vi ? un padre, non vi ? un uomo legato a lui da vincoli di sangue e di amore, che possa accogliere e soddisfare i suoi bisogni, rimane intrappolato nei suoi desideri e pensieri negativi e conflittuali. Distruggere o odiare consciamente o inconsciamente la persona che in quel momento gli appare cattiva, ? come distruggere e odiare lunica fonte di amore, piacere e cure a sua disposizione, per cui ? come distruggere e odiare se stesso ed il mondo. In tali condizioni il bambino prover? a trovare, allesterno della famiglia o nel proprio Io, lelemento buono.
I limiti di questa possibile strategia e difesa sono evidenti in quanto non sempre, allesterno della sua famiglia, vi sono persone affidabili, costantemente disponibili, presenti e a lui strettamente legate da vincoli damore. Pertanto vi ? il reale rischio di avere altre delusioni che accentueranno la sua rabbia ed il suo pessimismo. Tra laltro pu? essere contemporaneamente invischiato dai sensi di colpa verso il proprio genitore in quanto, la ricerca di un amore al di fuori della sua famiglia pu? essere vissuta come un tradimento verso la persona che, fino a quel momento, ha avuto cura di lui. Laltra possibilit?: il chiudersi in se stesso, cercando nellintimit? del proprio Io lelemento consolatore buono, lo costringe a rinunciare al sentimento di fiducia e apertura verso gli esseri umani e verso il mondo; ci?, inevitabilmente, porter? una notevole riduzione della spinta vitale e sociale e quindi lo costringer? alla chiusura e alla solitudine che non potr? che accentuare il suo malessere.
Per Bettelheim[6] : Questo dimostra, ancora una volta, come sia importante per il bambino avere vicino i due genitori, in modo che, quando i rapporti con luno sono turbati, egli possa trovare conforto nelle reazioni, fondamentalmente diverse, dellaltro, cos? da controbilanciare la negativit? del primo genitore.
4) I possibili momenti di crisi o malessere possono essere pi? facilmente superati se accanto al bambino sono presenti due genitori.
Sappiamo che la vita di una persona, anche la pi? sana ed equilibrata, subisce dei momenti di crisi per cause organiche o psicologiche. Non sono rare le malattie che possono impedire o mettere in difficolt? le capacit? di cura e di attenzione di uno dei genitori, come non sono rare le problematiche psicologiche, anche momentanee o reattive a qualche evento difficile o luttuoso, che possono impedire il sereno e costruttivo rapporto con i figli. Tali malesseri fanno parte della condizione umana. La possibilit? che in tali frangenti vi sia unaltra persona che sostituisca, in tutto o in parte, il genitore in difficolt?, permette al bambino quella continuit? educativa e di cure di cui egli non pu? fare a meno.
5) Due genitori di sesso opposto permettono di introitare pi? facilmente una corretta identit? e ruolo sessuale.
Se accanto al bambino vi sono costantemente due figure genitoriali di sesso opposto, ? possibile garantire al bambino una corretta identit? e un adeguato ruolo sessuale. Qualit? queste importanti per un buon equilibrio psichico, che gli potranno permettere di vivere serenamente i rapporti affettivi ed amorosi con laltro sesso e, nello stesso tempo, gli daranno in futuro la possibilit? di offrire alla propria donna e ai propri figli le specifiche caratteristiche maschili: forza, determinazione, coerenza, linearit?; e quelle femminili: dolcezza, capacit? di ascolto e di cure, comprensione, tenerezza, accoglienza.
6) La funzione educativa risulta pi? semplice quando sono presenti due genitori.
Quando sono presenti due genitori ? pi? facile che nelle funzioni educative si stabilisca un gioco di squadra nel quale ognuno dei due assume su di s? un compito specifico, sostenuto e aiutato dal compagno. Sapere di poter contare su un altro d? sicurezza e serenit?, allontana i dubbi, le perplessit? e le paure, per cui il risultato sar? sicuramente migliore, che non pensando o pretendendo di assumere su di s? tutti i ruoli e tutti i compiti.
Oggi purtroppo questa esigenza viene sempre di pi? sottovalutata a causa della falsa, maggiore sicurezza sulle proprie capacit? economiche, fisiche e psichiche, ma anche a motivo delleccessiva e mal riposta fiducia nei confronti dei servizi sociali, i quali dovrebbero accompagnare la persona sola lungo il corso della sua esistenza. Perch? preoccuparsi di avere accanto a s? un uomo, il padre del bambino, quando io guadagno benissimo per cui posso tranquillamente fare a meno dellapporto materiale di questuomo? Perch? preoccuparsi di avere accanto un uomo quando io possiedo un carattere forte e deciso per cui non avr? problemi nellaffrontare con grinta e determinazione tutte le possibili difficolt? che la vita potr? presentarmi? Perch? chiedere laiuto di un uomo quando sono certa che lo stato mi assister? con i suoi servizi sociali, con i suoi medici e con le sue istituzioni, sia durante sia dopo la gravidanza?
Abbiamo detto che i servizi danno una falsa sicurezza, in quanto non hanno, per loro natura, nessuna delle caratteristiche necessarie ad un compito educativo primario. Compito educativo che necessita di essere sostenuto da un legame affettivo stabile, responsabile e continuo nel tempo.
Pertanto, un genitore solo rischia di oscillare, nella quotidiana attivit? educativa, da un comportamento troppo rigido ad uno troppo permissivo, senza riuscire a trovare il giusto equilibrio in quanto ? attanagliato dal dubbio e dall’incertezza di non fare ci? che pi? e meglio serve nei confronti del figlio. Un genitore solo spesso non sa e non capisce quale sia il comportamento educativo pi? corretto, in quanto non ha la possibilit? di confrontarsi e di dialogare con laltro. La mancanza daiuto e di sostegno lo rende facilmente ansioso, timoroso ed insicuro. Il genitore solo ? privo, inoltre, della possibilit? di mediazione nei confronti dei figli.
Spesso, un genitore che svolge il suo difficile compito in solitudine, rischia di essere coinvolto in un rapporto con i figli eccessivamente inglobante, con conseguente attaccamento ansioso o morboso. A sua volta questo patologico attaccamento, nonch? la gelosia del proprio primato e del riconoscimento affettivo, potr? nel tempo limitare o impedire alla prole i normali investimenti affettivi ed amorosi al di fuori della sua famiglia.
Quando a guidare una famiglia ? solo una madre, sono frequenti nella donna il senso di solitudine, linsicurezza e la paura di non farcela, di non riuscire, di non saper bene educare il figlio, con conseguente ansia e sensi di colpa. La madre single si chiede se davvero ? in grado di dare al figlio tutto ci? che gli serve. Pesa eccessivamente ogni decisione, avendo continuamente paura di sbagliare; tende ad oscillare tra atteggiamenti permissivi e autoritari, senza mai trovare un equilibrio stabile, una linea di condotta coerente[7]. Accanto a queste paure vi sono il timore ed il sospetto di trasmettere ai figli le proprie insicurezze ed ansie, tanto da impedire loro di raggiungere un sano equilibrio. Vi ? inoltre il rischio di instaurare un rapporto simbiotico con i figli, che possono assumere di volta in volta il ruolo di amici e amiche, cos? da sostituire lamore per un uomo. In tal modo viene ad essere limitata la loro crescita affettiva e sociale.
Ma anche il padre single ha i suoi problemi. Luomo, non essendo geneticamente predisposto per le cure intime e personali, nel vivere quotidianamente con i figli, fa fatica ad assumere un rapporto flessibile, caldo, delicato ed accogliente, in quanto con difficolt? egli vede e sente le sfumature emotive nei dialoghi e nelle situazioni, pertanto ? pi? propenso a dare risposte immediate ai problemi della famiglia, piuttosto che a far rivivere e far sedimentare le emozioni dei figli.
7) Un genitore solo ha maggiori problemi economici
Quando ? solo un genitore a guidare una famiglia, spesso le condizioni economiche sono pi? ristrette e precarie in quanto, pur restando quasi invariate le spese generali, le entrate economiche risultano dimezzate.
8) La coppia ? essenziale come strumento di socializzazione
? la coppia che d? concreto e vivente esempio di come si gestisce un rapporto interpersonale, fatto di accettazione dellaltro per quello che ?, e non per quello che si pretende che sia, mentre, nello stesso tempo permette di evidenziare la bellezza del servizio reciproco tra i coniugi. ? il vivere in coppia che pu? permettere di dimostrare al bambino come si possa condurre una vita comunitaria, organizzata non su supporti gerarchici ma su una parit? integrativa. ? la coppia che abitua il bambino ad uscire dallio per costruire il noi.[8] ?, infine, la coppia che aiuta e supporta il superamento della fase edipica.
Condizioni che possono compromettere il benessere del feto e del bambino
Il benessere del bambino che deve nascere pu? essere, al contrario, compromesso quando sono presenti:
a) una scarsa maturit? personale;
b) una modesta capacit? di mettersi in comunione con il nascituro;
c) un ambiente ansioso;
d) una visione distorta o alterata della gravidanza;
a) La scarsa maturit? personale
La scarsa maturit? pu? essere dovuta ad unet? troppo precoce dei genitori, ma, il pi? spesso oggi, pi? che la giovane et?, la causa della scarsa maturit? va ricercata in uneducazione poco efficace ed attenta nello stimolare e sviluppare tutte quelle qualit? che concorrono alla formazione di un uomo e di una donna maturi, attenti e responsabili.
b) La scarsa capacit? di entrare in comunione con il nascituro
Per alcuni genitori ? difficile entrare in comunione con il nascituro.
Alcuni, soprattutto i padri, avvertono la presenza del figlio solo dopo la nascita. Mentre questultimo si trova nel ventre materno, lo sentono come qualcosa di cui occuparsi, piuttosto che come un essere umano con il quale cominciare ad entrare in comunione e in confidenza. Per entrambi i genitori ? difficile mettersi in sintonia con il figlio che deve nascere quando i loro disturbi psicologici sovrastano e alterano la comunicazione e lempatia necessarie. La loro mancanza rende difficile se non impossibile comprendere gli stati mentali del piccolo, in quanto non si riesce a percepire i suoi pi? intimi aspetti emozionali.
c) La presenza di un ambiente ansioso
Una madre ansiosa ? gi? in allarme prima ancora di decidere di avere un figlio, per cui si chiede continuamente se sia o non sia un bene per lei e per la sua famiglia affrontare una gravidanza e una maternit?. La preoccupano i mille ipotetici rischi. Let?, ad esempio: Ho let? giusta per avere un bambino? Sono forse troppo immatura? O al contrario: Sono forse troppo anziana per cui vi possono essere dei rischi per me e per il nascituro? Langosciano i rischi di tipo medico, ginecologico ma anche quelli ereditari: Come sar? il futuro di questo figlio, se sua nonna soffre di diabete? Se io, da anni, soffro di allergie e insonnia; se sua zia ? morta di tumore, cosa sar? di questo bambino? La preoccupano le proprie capacit? gestionali ed educative: Sapr? essere per lui una buona madre? Sapr? educarlo nel modo giusto? Riuscir? a difenderlo da tutti i pericoli presenti nella nostra sciagurata societ??
Questo stato di tensione ed indecisione pu? durare per anni, sconvolgendo anche la vita del partner e degli altri familiari pi? sereni, ai quali la madre ansiosa chiede mille consigli e mille suggerimenti per fugare i suoi dubbi. D’altra parte, quando questi consigli e questi suggerimenti le sono offerti non riesce a farli propri e attuarli se non per brevi periodi.
Nel momento in cui la tanto sospirata decisione ? stata presa e quindi lei si ritrova in attesa di un figlio, per placare tutte le preoccupazioni che aveva e continua ad avere, le sono necessarie numerose e frequenti visite ed esami medici che, se placano per qualche ora la sua ansia, le fanno sorgere, gi? il giorno dopo, ulteriori perplessit? e paure che la spingono ad effettuare ulteriori accertamenti alla ricerca di unassoluta sicurezza, impossibile da raggiungere.
Questa continua ed incessante tensione materna non pu? non riflettersi sul figlio in grembo il quale, non solo sente il battito eccessivamente frequente della madre e la tensione del suo addome, ma ? invaso, a sua volta, dagli ormoni adrenalinici che lei rilascia abbondantemente in circolo. Ormoni che mettono in allarme anche il corpo e la mente del nascituro, stressandolo inutilmente. Se poi la madre ansiosa percepisce qualche segnale di rischio per il figlio, la situazione di allarme si accresce notevolmente. In questi casi il nascituro pu? diventare agli occhi della donna, ma anche dellintera famiglia, un peso difficile da sostenere, sia economicamente sia psicologicamente. E da ci?, a considerarlo un bambino che provoca guai gi? prima ancora di venire al mondo, il passo ? breve! In definitiva ? come se unorchestra iniziasse la sua ouverture con qualche nota stonata. Gli ascoltatori ne trarranno una sensazione negativa per tutto il tempo dellesecuzione dellopera.
Durante la gravidanza anche le madri normali hanno dei momenti di ansia, a causa di una situazione di maggiore fragilit? e vulnerabilit? psichica. Questi momenti di ansia diventano pi? frequenti e lemozione provata diventa pi? intensa, quando la persona, per sua natura presenta una fragile emotivit?. In questi casi, se la madre del piccolo ha accanto a s? per sostenerla, aiutarla e confortarla, un marito sereno, tranquillo ed equilibrato, che vede la vita e gli avvenimenti in modo obiettivo e positivo, il problema, almeno in parte, si ridimensioner?. Le parole rassicuranti, i baci, i suggerimenti, le attenzioni particolari del coniuge, saranno capaci di diminuire di molto lo stato di tensione della consorte. Se invece anche il padre lamenta gli stessi problemi, sar? difficile che possa essere quella sponda serena, stabile e sicura, su cui la madre potr? far conto e appoggiarsi per placare i suoi dubbi, le sue perplessit? o anche le sue crisi dansia. In questi casi, nei confronti del nascituro, le problematiche causate dalla condizione di allarme saranno nettamente pi? gravi. Lo stesso dicasi per le altre persone che stanno accanto alla madre: genitori, nonni, zii, cugini. Anche loro hanno, nei confronti dellambiente del bambino, un ruolo attivo e importante in quanto possono incidere positivamente o negativamente sul benessere della donna in gravidanza. Notevoli stimoli ansiosi possono provenire inoltre, da parte dei pediatri o dei familiari, i quali, a volte, sommergono di eccessivi consigli, suggerimenti e attenzioni la neo-mamma.
d) Una visione distorta e alterata della gravidanza
Anche una visione distorta della gravidanza pu? compromettere il futuro benessere del feto e poi del bambino. Questa pu? essere vista come:
- ricatto e costrizione;
- intrusione;
- rischio;
- motivo di ansia e angoscia;
- elemento disturbante il rapporto di coppia.
La gravidanza come ricatto e costrizione
Non sono rari i casi nei quali la gravidanza diventa uno strumento di ricatto e costrizione nei confronti degli altri. Per motivi biologici facilmente comprensibili, in genere ? la donna che attua questo tipo di ricatto nei confronti delluomo e della famiglia di questultimo: Tu non mi chiedi di sposarti. Tu vuoi liberarti di me. Ebbene io ti costringo, rimanendo incinta, a sposarmi o, se proprio insisti a non legarti a me, dovrai mantenere per decine danni questo bambino. I tuoi non mi vogliono. Ai tuoi non piaccio, ebbene io, sposandoti, li costringer? ad accettarmi.
Laggressivit? e la violenza che sottostanno al ricatto hanno frequentemente, come contropartita, una ricaduta negativa sia nei confronti della donna che lo attua, sia nei confronti del figlio. Nelluomo che subisce il ricatto possono nascere pensieri di questo genere: Ebbene s?, tu mi hai costretto a sposarti ma io…io non ti rispetter?, io ti tradir? con la prima venuta, io non contribuir? alleducazione e alla formazione di questo bambino, in quanto strumento del tuo ricatto, anzi, quando meno te laspetti mi vendicher? su di te e sul tuo bambino. In questi casi il rifiuto colpisce il figlio ma anche la madre. Non ? difficile immaginare quanto possa essere teso e distruttivo un ambiente pregno di costrizioni, ripicche, vendette e rifiuti.
La gravidanza come intrusione
Quando, ad esempio, la relazione tra i due partner ? fatta solo di scambi affettivi e sessuali o peggio, solo di questi ultimi, senza un grande, impegnativo progetto comune, quel bambino che si sta formando nel ventre materno ? facile che sia avvertito come un elemento estraneo ai sentimenti e ai desideri della coppia in quel momento e, di conseguenza, pu? nascere il rifiuto. In queste circostanze, quando lamore ? considerato solo un gioco piacevole da fare in due, non vi ? posto per la responsabilit?, limpegno, la cura, leducazione e la crescita di un nuovo essere umano, pertanto emerge ed ? prevalente il rifiutodella maternit? (reiezione materna).
Pu? essere avvertito come un intruso anche il bambino di quei coniugi nei quali ? presente una disarmonia affettiva. Questi vivono il loro rapporto senza quellunione di anime e quel dialogo profondo che dovrebbero sempre permeare un rapporto di coppia.
Il rifiuto della maternit? pu? essere causato dalla difficolt? ad accettare un ruolo di adulto da parte di genitori immaturi o nei quali ? ancora evidente il legame edipico. Infine, altri motivi di difficolt? possono scaturire da ristrettezze economiche o da eccessivi coinvolgenti ed impegni professionali o di carriera.
A volte, solo uno dei due partner, soprattutto la donna, ricerca istintivamente o anche razionalmente la gravidanza, senza il consenso dellaltro. In questi casi solo uno dei due genitori avverte come estraneo il bambino inseritosi nellambito della famiglia e della coppia, mentre per laltro, il figlio che deve nascere ? fonte di gratificazioni e risponde allespressione di un desiderio. Se questa situazione permane anche dopo la nascita ? facile che il figlio avverta un solido legame affettivo solo nei confronti di chi lha desiderato e accettato, mentre verso chi non lha voluto e apertamente lo rifiuta, non vi sar? un vero legame, oppure la relazione sar? vissuta con molta diffidenza, se non con aperta ostilit?.
Il rifiuto dei genitori pu? essere consapevole o inconsapevole, transitorio o durevole[9]. ? evidente che il bambino subir? un maggior danno psicologico quando pi? il rifiuto persister? nel tempo. Inoltre, il sentimento di rifiuto potr? essere intenso, modico o lieve. Pertanto anche le conseguenze potranno essere pi? o meno gravi. I sentimenti di rifiuto possono provocare una maggiore aggressivit? e conflittualit? tra i genitori ed il figlio. A volte compare, invece, un atteggiamento educativo eccessivamente perfezionista, ma anche un iperprotezionismo e una ipersollecitudine compensatoria a causa proprio dellintimo rifiuto avvertito con senso di colpa[10].
La gravidanza come rischio
La gravidanza pu? essere vissuta come rischio in quelle societ? che condannano, come atto di grave immoralit?, ogni rapporto sessuale al di fuori del matrimonio. In queste societ? i rapporti sessuali, evidenziati dallavvenuta gravidanza, sono puniti severamente sia dai genitori sia dallambiente sociale e giudiziario. Altrettanto rischiosa appare la gravidanza quando le condizioni ambientali ed economiche non sono adeguate al sereno accoglimento e sostentamento del bambino, o quando le condizioni psicologiche, anatomiche o mediche della madre non sono in grado di ben accogliere un nuovo essere umano.
? difficile, in questi casi, definire a priori il vissuto dei genitori e quindi le conseguenze sul figlio, in quanto gli elementi in gioco sono molteplici. Vi ? la possibilit? che verso questo bambino si avvertano sentimenti di rifiuto e per cui sia percepito come fonte di problemi, guai e pericoli, ma ? anche possibile che queste madri o questi genitori si leghino ancora di pi? allinfante che hanno concepito con coraggio e in una situazione di difficolt? e rischio.
La gravidanza come motivo di ansia e angoscia
Quando le condizioni psicologiche della madre o del padre sono tali da vivere ogni cambiamento della realt? preesistente con apprensione ed eccessiva preoccupazione, lelemento gratificante e piacevole dellattesa ? sostituito da pensieri angoscianti su cosa fare, come farlo, a chi chiedere aiuto, e cos? via.
La gravidanza come elemento disturbante il rapporto di coppia
La gravidanza, per il suo notevole impatto sulla coppia, costringe a modificare i precedenti schemi relazionali, in quanto il rapporto a due diventa, necessariamente, un rapporto a tre. Linserimento di un altro elemento: il nascituro, pu? essere gestito correttamente solo se i genitori possiedono quella maturit?, sensibilit?, duttilit? e disponibilit?, necessarie per condividere questa esperienza. La condivisione per? non significa scambio o confusione di ruoli, ma dovrebbe impegnare ogni elemento della coppia ad attivarsi per affrontare, nel modo pi? opportuno, questo evento, mettendo in campo le qualit? specifiche del proprio sesso. Negli ultimi decenni, invece, la condivisione si ? focalizzata su aspetti marginali, trascurando gli elementi basilari. Si costringe il futuro padre a partecipare agli esercizi di preparazione al parto, ma non lo si stimola ad attuare quegli atteggiamenti di presenza, sostegno, protezione e rassicurazione, necessari nei confronti della donna in attesa, la quale spesso, essendo in questo periodo pi? fragile psicologicamente, pu? essere facile preda di paure, insicurezze e ansie. Altrettanto dicasi della partecipazione al parto. Mentre si lasciano in sala dattesa le donne, come le madri e le suocere, che per cultura, per qualit? specifiche di tipo femminile e per esperienza personale, potrebbero dare alla donna unassistenza pi? qualificata e serena, si costringe il marito a restare accanto alla moglie nel momento del parto. In questi casi non si tiene in alcun conto che questo evento, naturale e fisiologico quanto si vuole, ? quasi sempre associato a notevole ansia e ad immagini, gesti e odori sgradevoli, se non nettamente cruenti e angoscianti per chi vi assiste per le prime volte, soprattutto se chi assiste ? il marito della donna e padre del bambino. Questa coatta partecipazione, pi? che unire la coppia, pu? lasciare sfavorevoli o addirittura sconvolgenti residuati nellanimo dell’uomo, con sensi di risentimento sia nei confronti della moglie, che lo ha costretto a questo tipo di partecipazione, sia nei confronti del bambino che, per venire al mondo, ha avuto bisogno di coinvolgere la sua donna in situazione cos? drammatiche e dolorose.
In conclusione, se come abbiamo detto i sentimenti della madre, ma non solo di questa, prima e durante la gravidanza, possono influenzare profondamente il suo atteggiamento nei riguardi del bambino che nascer?, non vi ? dubbio che una corretta prevenzione, sia a livello sociale che familiare, dovrebbe impegnare gli operatori ad affrontare non soltanto gli aspetti medici ma soprattutto gli aspetti psicologici e relazionali legati a questo evento.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Il bambino e l’ambiente”
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[1] Osterrieth, P.A., Introduzione alla psicologia del bambino, Giunti e Barbera, Firenze, 1965, p. 45.
[2] In Italia oltre 4700 mamme hanno meno di 19 anni. La maggiore concentrazione ? al sud: Sicilia 780, Campania (644) Puglia (441). Dati Adnkronos Salute 2008
[3] Wenner, in Bowlby J., (1982), Costruzione e rottura dei legami affettivi, Milano, Raffaello Cortina Editore, p. 111.
[4] Gillini G., Zattoni M., (1994), Ben-essere in famiglia, Brescia, Editrice Gueriniana, p. 19.
[5] Gillini G., Zattoni M., (1994), Ben-essere in famiglia, Brescia, Editrice Gueriniana, p. 20.
[6] Bettelheim, B., (1987), Un genitore quasi perfetto, Milano, Feltrinelli, p.204.
[7] Stefani J., (2006), Donne al timone, Psicologia contemporanea, 195, p. 15.
[8] Moro A. C., (1994), Diritti del minore e diritti degli adulti: uno scontro insolubile?, La famiglia, n° 166, anno XXVIII, luglio agosto, p. 22.
[9] De Negri M. et al., (1970), Neuropsichiatria infantile, Genova, Fratelli Bozzi Editori, p- 130.
[10] De Negri M. et al., (1970), Neuropsichiatria infantile, Genova, Fratelli Bozzi Editori, p. 130.