
01 Apr L’autostima nei bambini
Lautostima e lautoefficacia
L’autostima ? uno degli aspetti pi? importanti del mondo intrapsichico dellindividuo.
Per Militerni[1]: Lautostima pu? essere definita come la valutazione delle qualit? che lindividuo percepisce come proprie. Ogni individuo d? dei giudizi qualitativi su di s? e sulle proprie qualit?: estetiche, morali, sociali, intellettive, motorie ecc. A differenza dellautostima che riguarda piuttosto un giudizio generale di valore su se stessi, lautoefficacia consiste nella convinzione di potere raggiungere uno specifico obiettivo, realizzando tutti i passaggi per arrivare allo scopo.[2]
Lautostima riflette non solo la visione obiettiva della nostra realt? personale, familiare e sociale, ma soprattutto rispecchia il modo con il quale gli altri ci giudicano e valutano. Possedere una scarsa autostima significa avere sentimenti negativi nei riguardi delle proprie qualit?, capacit? o competenze.
Quando un bambino ? eccessivamente ripreso per i suoi limiti negli apprendimenti, per il suo aspetto esteriore, o per il suo modo di comportarsi, avr? necessariamente difficolt? a vedere se stesso nella giusta prospettiva, per cui ? facile che la disistima porti ad ansia, insicurezza, chiusura, timidezza e tristezza la quale pu? andare fino a una grave depressione.
Quando ? presente scarsa autostima questa, anche se nasce da un particolare difetto del minore, tende a diffondersi su tutti gli aspetti della sua vita. Se ad esempio, un bambino viene canzonato per un suo difetto fisico, vi ? il rischio che la sofferenza che egli avverte a causa dei comportamenti dei suoi compagni, sconvolga il suo mondo interiore, cosicch? egli potr? pensare di non essere abbastanza abile anche nellapprendimento. Ci? lo porter? ad affrontare lo studio e le interrogazioni senza la necessaria serenit? interiore e con scarsa fiducia in se stesso e nelle sue qualit?, con conseguenze negative anche sul rendimento scolastico. In altri casi, al contrario, le frustrazioni subite potranno stimolare nel minore il bisogno di difendere il proprio Io dalla svalutazione operata dallambiente esterno, con conseguenti comportamenti instabili, aggressivi, irritanti, collerici ed esplosivi.
Le cause della disistima
Sia lautostima che lautoefficacia si sviluppano soprattutto grazie ad esperienze personali positive. I motivi che possono portare alla disistima possono nascere non solo da un giudizio esterno, ma anche derivare da un modo eccessivamente severo con il quale il bambino giudica se stesso, in riferimento agli altri. Pu? succedere, ad esempio, che un bambino si giudichi incapace in quanto, nonostante tutto il suo impegno, va male a scuola, e ci? nonostante la responsabilit? del suo scarso profitto sia da addebitarsi a qualche insegnante poco capace o ai suoi genitori poco attenti e disponibili nel fornirgli nellambiente domestico laiuto e il supporto necessario o un clima adatto allo studio e allapprendimento. Daltra parte, a sua volta, lautostima condiziona lapprendimento, per cui si pu? innescare un circolo vizioso: la scarsa autostima comporta delle difficolt? nellapprendimento, e queste, a sua volta, diminuiscono ancor di pi? la fiducia in se stessi e nelle proprie qualit?. Ritroviamo spesso una scarsa autostima nei bambini che presentano handicap fisici o psichici, se la gestione della disabilit? non ? affrontata correttamente.
Scarsa autostima si pu? avere quando le lodi e gli encomi sono scarsi, mentre i richiami ed i rimproveri sono frequenti. Scarsa autostima si pu? avere anche quando il bambino si ritrova in una famiglia disgregata o conflittuale, nella quale i genitori hanno dei comportamenti infantili, poco maturi e responsabili. In questo caso, il giudizio negativo sui genitori si riflette sul figlio stesso, in quanto facente parte della stessa comunit? familiare. Ci? avviene non solo perch? il bambino pu? pensare di essere, almeno in parte, responsabile dei conflitti o della separazione, ma anche per limmagine negativa che i genitori danno luno dellaltro.
Come essere un figlio orgoglioso di s? quando la madre viene giudicata dal padre, ma anche dai familiari di questi, una pazza, isterica; una poco di buono che ha sfasciato una famiglia per andarsene con il primo bellimbusto che ha trovato mentre il padre ? visto dalla parte avversa come un uomo prepotente, irresponsabile ed incapace di provvedere alla sua famiglia?
In Marco, un ragazzo di tredici anni, abbiamo potuto evidenziare la scarsa autostima solo dai suoi racconti, mentre i genitori notavano in lui e riportavano come problemi soltanto le sue paure, le difficolt? nella scrittura, le ansie ed il suo nervosismo.
Un brutto bambino che voleva imparare a guidare
Cera una volta Luigi. Oggi era il giorno per prendersi la patente. Nella scuola guida tutti ridevano di lui perch? aveva i baffi e i denti gialli. Quando ? salito sulla macchina, linsegnante si ? spaventato per la sua bruttezza. Luigi si ? sorpreso della reazione dellinsegnante e premeva lacceleratore. Linsegnante gli disse che lui sbagliava. Ogni cosa che faceva lo rimproverava. Lui era molto confuso e poi, alla fine, non ha preso la patente e gli amici lo prendevano in giro. Lui prov? nuovamente a guidare bene la macchina e ci riusc?, ma non si accorse che una macchina gli stava venendo addosso, lo invest? e mor?.
In questo primo racconto, effettuato nel suo percorso terapeutico, il bambino descrive, come meglio non si potrebbe, cosa innesca la disistima, cosa la mantiene viva e le conseguenze che essa provoca. Intanto egli evidenzia immediatamente come la semplice diversit? possa diventare agli occhi degli altri bruttezza fisica e, come ci? provochi molto spesso ilarit? e dileggio (Nella scuola guida tutti ridevano di lui perch? aveva i baffi e i denti gialli). Lilarit? ed il dileggio, a sua volta,provocano nel malcapitato uno stato di frustrazione che si traduce in malessere psicologico, con conseguente incapacit? nelle attivit? intraprese (Luigi si ? sorpreso della reazione dellinsegnante e premeva lacceleratore). Lincapacit?, a sua volta, alimenta altre frustrazioni: in questo caso, lessere bocciato agli esami di guida. A queste frustrazioni consegue lulteriore derisione da parte dei compagni per la bocciatura (alla fine non ha preso la patente e gli amici lo prendevano in giro). Da notare come le reazioni negative di chi ci circonda, anche se adulto e con un ruolo educativo, spesso non fanno altro che accentuare i problemi del minore, vittima di queste problematiche (Linsegnante gli disse che lui sbagliava. Ogni cosa che faceva lo rimproverava).
Marco, nel suoracconto sottolinea poi, come la conseguenza della disistima provochi in lui un grave disagio interiore: la confusione, la quale, a sua volta, non fa che peggiorare il rendimento (Lui era molto confuso). Il pessimismo e lo stato mentale che ne consegue, impediscono che la reazione positiva del bambino vada a buon fine (Lui prova nuovamente a guidare bene la macchina e ci riusc?, ma non si accorse che una macchina gli stava venendo addosso, la macchina lo invest? e mor?).
Queste ultime, tragiche parole, con le quali Marco conclude il racconto, evidenziano molto bene lo stato danimo dei bambini che soffrono di disistima. Lessere investito e il morire non sono solo la conseguenza funesta del disagio interiore e della conseguente confusione, possono rappresentare, purtroppo, anche il desiderio pi? profondo di ogni minore che si trova in questa grave situazione di malessere!
Vittima della dea della bruttezza
Cera una volta un uomo di nome Claudio. Questo piaceva a tutte le ragazze. Un giorno, nel cielo, lo vide la dea della bruttezza che lo fece diventare brutto, con occhi di colori diversi. Quando le ragazze lo videro svennero per tanta bruttezza. Lui, scoprendo il sortilegio, sal? nel cielo e chiese alla dea il motivo del sortilegio e lei gli rispose che nessuno poteva essere pi? bello di lei, ma che ci? che contava era la bellezza interiore e non quella esteriore.
In questo secondo racconto Marco manifesta la sua scarsa autostima focalizzandola, ancora una volta, sulla bellezza fisica. In questo caso ? linvidia degli altri a provocare i suoi problemi. Il bambino cerca di capire il perch? possa essere coinvolto in questo tipo di situazione e ne d? la responsabilit? non pi? a se stesso ma a qualcuno fuori di lui(Un giorno, nel cielo lo vide la dea della bruttezza che lo fece diventare brutto, con occhi di colori diversi). Le conseguenze di ci? non possono che essere disastrose (Quando le ragazze lo videro svennero per tanta bruttezza)! Tuttavia poich? i suoi problemi provengono dallesterno egli pu? cercare di risolverli (Lui scoprendo il sortilegio sal? nel cielo e chiese alla dea il motivo del sortilegio e lei gli rispose che nessuno poteva essere pi? bello di lei). Alla fine del racconto il bambino prova ad accettarsi cos? come egli ?, mettendo in bocca alla stessa dea gelosa le parole che tante volte si sar? detto per cercare di diminuire la sua scarsa autostima (che ci? che contava era la bellezza interiore e non quella esteriore).
Lalbero diverso
Cera una volta un seme, lagricoltore ha cominciato a dare acqua al seme e, dopo un po, ? nato un bellabete, che era diverso dagli altri: con foglie gialle a forma di albero di bosco. Gli altri pini lo vedevano diverso e lo prendevano in giro e lui rispondeva che era diverso perch? era migliore e chiedeva di essere lasciato in pace. Il povero albero pens? a quello che dicevano gli altri pini e dubitava di essere un vero pino. Cercando, scopr? di essere stato piantato l? per sbaglio. Tuttavia lui era contento perch? cap? di essere speciale.
Il miglioramento di Marco si evidenzia molto bene in questo terzo racconto, nel quale egli riesce ad avere una buona accettazione di s? e della sue particolari caratteristiche, cos? da potersi confrontare con gli altri coetanei e reagire adeguatamente ai loro dileggi (Gli altri pini lo vedevano diverso e lo prendevano in giro e lui rispondeva che era diverso perch? era migliore e chiedeva di essere lasciato in pace). Ed ? sempre in questo racconto che il bambino riesce a staccarsi dal bisogno di omologarsi con il gruppo esaltando le sue peculiarit?. Infatti, alla fine del racconto, Marco riesce a giudicare la sua diversit? non come un limite o un handicap ma come un valore (Tuttavia lui era contento perch? cap? di essere speciale).
Interventi
Lautostima ? un bene prezioso che va coltivato e protetto. ? compito dei genitori, dei familiari, degli insegnanti e degli adulti in genere, farla nascere nellanimo dei bambini e poi curarla cos? che cresca e si sviluppi correttamente.
- Per ottenere ci?, poich? lautostima nasce innanzitutto da una buona relazione con gli adulti, ? bene porsi in ascolto del bambino con attenzione, quando questi racconta le sue prodezze, le sue scoperte o le sue piccole invenzioni. Ci? lo far? sentire orgoglioso di s? e delle sue capacit?. Inoltre ? importante rispondere prontamente ai suoi bisogni, in quanto le risposte premurose e coerenti lo faranno sentire amato e, quindi, sicuro di s?.
- ? fondamentale, inoltre, che gli adulti per lui importanti : genitori e insegnanti, avvertano il minore in modo positivo, cosicch? quando si ritroveranno a parlare di lui nellambito della famiglia, con gli estranei o con gli amici, evidenzieranno i suoi pregi e non i suoi difetti. Allo stesso modo quando questi adulti dialogheranno con il bambino, mentre si attiveranno a lodare e sottolineare tutti i comportamenti positivi che egli attua e tutte le qualit? che egli possiede, cercheranno di tralasciare eventuali deficienze o mancanze.
- Se il bambino presenta degli atteggiamenti e comportamenti sicuramente criticabili o negativi, ? necessario analizzare tutti gli atteggiamenti provenienti dallambiente che tendono a peggiorarli e quelli, invece, che tendono a migliorarli. In tal modo si potranno ridurre drasticamente tutti i giudizi negativi che tendono a peggiorare la sua autostima, mentre si dar? vigore a quelle parole e comportamenti che tendono a migliorarla
- ? importante, inoltre, valorizzare tutte le peculiari capacit? del piccolo, dandogli dei compiti nei quali questi possa far risaltare le proprie particolari doti e capacit?. Allo stesso modo, per evitare possibili frustrazioni, gli si affideranno dei compiti adeguati alle sue possibilit? intellettive e cognitive, cosicch? egli li possa effettuare sempre, rapidamente e bene. Le aspettative nei suoi confronti dovranno necessariamente essere ragionevoli, senza cercare di chiedere troppo stimolandolo al di l? dei suoi limiti e, soprattutto, senza fare inutili confronti con i suoi fratelli o con altri coetanei.
? bene aiutare il bambino che presenta scarsa autostima, nel conseguimento di qualche suo obiettivo, qualunque esso sia: scolastico, sportivo, artistico, tecnico ecc. senza mai sostituirsi a lui, cosicch? possa essere orgoglioso per ogni cosa da lui conseguita. Ci? ? possibile fare aiutandolo nello sviluppo di alcune sue passioni che possono riguardare la pittura, il disegno, la musica, la scrittura ecc.
Gli insegnanti, dal canto loro, cercheranno di instaurare con il bambino che ha scarsa autostima un canale di comunicazione particolare e individuale, anche se non privilegiato. Questa particolare attenzione lo far? sentire voluto bene e, quindi, pi? forte e sicuro. Nei lavori di gruppo lasceranno al bambino del quale vogliono migliorare lautostima, il ruolo che gli ? pi? congeniale ma che ? anche importante per la riuscita del lavoro.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Il bambino e l’ambiente” -Volume unico
Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.
[1] Militerni R., (2004), Neuropsichiatria infantile, Napoli, Editore Idelson Gnocchi, p.100.
[2] Bonino S., (2012), Lassurdit? delle punizioni fisiche: Ti picchio per insegnarti a non picchiare, Psicologia contemporanea, gennaio-febbraio, p.26.