
01 Apr Le terapie mediante il gioco
Il gioco ? stato spesso usato nella psicoterapia infantile, in quanto il bambino, fino ad una certa et?, non ha le capacit? linguistiche adatte a comunicare i pensieri e le emozioni pi? profonde e vere. Durante il gioco il bambino manifesta direttamente e senza alcun problema i suoi interessi e i suoi bisogni, le sue ansie e le sue paure.
I giochi guidati
I giochi possono essere guidati dai genitori, dagli insegnanti o da altri adulti. Questa tipologia di gioco ha il pregio di insegnare al bambino quello che non sa, quello che non conosce, quello che non riesce a fare. Il limite di questo tipo di attivit? consiste nel pensare al bambino come a colui che non sa, che deve apprendere o deve essere guidato da noi adulti ad effettuare qualcosa che pensiamo sia a lui utile.
I giochi liberi
I giochi liberi sono quelli che vengono effettuati di solito con i coetanei. In questa tipologia di giochi i partecipanti si mettono daccordo su quale attivit? effettuare, sulle regole da seguire, sugli strumenti o giocattoli da utilizzare e su eventuali ruoli che ognuno deve rappresentare durante il gioco. Ad esempio: Giochiamo agli indiani. Tu fai il pellerossa, io e Marco saremo i soldati che catturano lindiano, dopo una furiosa lotta. Questi bastoni sono i fucili e le spade e queste sono le frecce. Tu poi vieni liberato da Antonio e Luca, che sono i tuoi amici indiani e scappi; noi cercheremo di riprenderti.
In questo tipo di gioco il bambino ha maggiori possibilit? di sviluppare le sue capacit? sociali. In quanto, se a volte sar? lui a condurre il gioco, altre volte, pur di partecipare, sar? costretto ad accettare le regole che gli altri hanno dettato al gruppo o comunque dovr? imparare a mediare con gli altri le modalit? della sua partecipazione e del suo ruolo. Questo tipo di gioco ? lideale per i bambini con normale sviluppo psichico. Non ? adatto, invece, per i bambini con rilevanti disturbi psicoaffettivi, in quanto questi non possiedono la necessaria disponibilit?, duttilit?, accettazione e pazienza per condurlo efficacemente. ? difficile che riescano a ben relazionarsi con il gruppo dei coetanei non solo i bambini affetti da disturbo autistico, ma anche i minori facilmente irritabili, quelli con notevole instabilit? psicomotoria, i bambini aggressivi, scontrosi, ma anche quelli molto timidi, chiusi, introversi e sospettosi.
Il gioco libero autogestito
In tutti questi casi ? molto pi? utile il tipo di approccio da noi studiato, che abbiamo chiamato Gioco Libero Autogestito. In questa modalit? di gioco ? soltanto il bambino interessato alla terapia a scegliere il gioco o lattivit? da effettuare. Ladulto o il terapeuta, come un amico particolarmente disponibile e attento ai bisogni del minore, ha soltanto il compito di aiutare, incoraggiare e sostenere il bambino nelle sue attivit? e nelle sue istanze del momento. Ladulto avr? il ruolo di un affettuoso e paziente compagno di giochi che non critica e non mette in discussione quello che egli fa, tranne che la sua attivit? non comporti un reale e imminente pericolo per lincolumit? sua o di altre persone. In definitiva, nella tecnica del Gioco Libero Autogestito ? lui, il bambino molto disturbato, il vero leader, mentre ladulto o il terapeuta assume il ruolo di gregario[1].
Questo tipo di terapia parte dallassunto che per ladulto, anche molto preparato, attento e sensibile, ? difficile, se non impossibile, conoscere ci? che al bambino ? utile e che pu? farlo stare bene, in un determinato momento, in quanto le conoscenze che egli ha della vita intima di un minore in un determinato frangente, sono molto scarse, incomplete e frammentarie. Inoltre la sua visione di adulto, le sue informazioni, ma anche i bisogni personali del momento, collaborano a deformare il suo giudizio sulla vita intima di questi bambini, impedendogli di vedere al di l? delle proprie conoscenze razionali. A ci? si aggiunga che le emozioni presenti nella psiche di questi minori sono talmente lontane dalla realt? vissuta quotidianamente dagli adulti, sono talmente intense, mutevoli e, spesso, anche tanto confuse e contraddittorie, da risultare, per gli adulti di difficile, se non impossibile comprensione.
Questo tipo di gioco permette di raggiungere lobiettivo di una migliore serenit? interiore e di una maggiore fiducia negli altri, nel mondo e in se stessi, in quanto il piccolo viene messo al riparo da ogni possibile intrusione esterna. Intrusione che, in questi bambini, potrebbe comportare laccentuazione o la stabilizzazione dellansia interiore e quindi del loro malessere. Ci? in quanto, pi? gravi sono le problematiche dei bambini con disturbi psicoaffettivi, maggiore ? la loro sensibilit? nei confronti delle frustrazioni. Pertanto ogni iniziativa degli adulti o dei terapeuti, anche la pi? lodevole, che per? non ? stata da quelli desiderata e richiesta in quel momento, pu? essere giudicata come unintrusione e una violenza da parte del mondo esterno. Lasciare al bambino la piena autonomia e libert?, nella scelta dellattivit? o del gioco da effettuare, lo fa sentire finalmente libero, attivo e autonomo. In definitiva, nel Gioco Libero Autogestito ? il bambino che aiuta se stesso con il supporto delladulto e non il contrario. Per evitare, quindi, di peggiorare questo loro mondo interiore e il difficile rapporto che essi hanno nei confronti degli altri esseri umani, il terapeuta si limiter? soltanto a collaborare alle attivit? del bambino e ai suoi giochi, anche se questi possono sembrare ripetitivi, inutili e sciocchi.
[1] Tribulato E., (2013), Autismo e gioco libero autogestito, Franco Angeli editore, Milano, p. 102-103.