
01 Apr Voglia di crescere nei disturbi psicoaffettivi
Anche se Voglia di crescere ? nato per aiutare lo sviluppo logico – cognitivo dei bambini con ritardo intellettivo, il suo utilizzo negli anni si ? ampliato anche a patologie diverse. Sempre di pi? viene utilizzato, ad esempio, nei soggetti affetti da disturbi psicoaffettivi, forse perch? sempre pi? spesso ci vengono segnalati da parte degli insegnanti e dei genitori, bambini portatori di problematiche psicologiche pi? o meno gravi, che vanno dal disagio affettivo, al Disturbo da Deficit di Attenzione, ai disturbi della condotta, ai disturbi dansia o ipocondriaci e, nei casi pi? gravi, alle psicosi infantili e ai disturbi generalizzati dello sviluppo, tra i quali il disturbo autistico.
Tutti questi bambini presentano sintomi vari ma facilmente riconducibili ad una situazione di disagio e/o chiara sofferenza psicologica. I sintomi pi? frequenti sono noti: discontinuit? nellimpegno educativo, difficolt? nellascolto, nella comunicazione o nella rielaborazione personale, labilit? nell’attenzione, difficolt? nella memorizzazione, scarsa autostima; difficolt? a controllare il loro comportamento nelle diverse situazioni scolastiche, labilit? affettiva, difficili rapporti relazionali con i compagni e con gli insegnanti, insofferenza alle regole e norme scolastiche, disturbi psicosomatici, depressioni, e, nei casi pi? gravi fobie, stereotipie, ecolalie, distacco dalla realt?, notevole difficolt? nella comunicazione.
Le difficolt? nellapprendimento da parte dei soggetti con disturbi psicologici si possono facilmente comprendere se si pensa che lattenzione ? necessariamente selettiva, pertanto, come dice John M. Daley, non siamo in grado di far fronte contemporaneamente a tutti gli aspetti potenzialmente percepibili dellambiente; tendiamo perci? a selezionare linformazione in arrivo. Le ansie, le paure, i problemi interiori insoluti o conflittuali agiscono come stimoli che si sovrappongono agli apprendimenti. Stimoli che il soggetto a volte riesce a trascurare, mentre altre volte, a causa della loro intensit? e pregnanza, impediscono che lattenzione sia rivolta allo studio o alla richiesta dellinsegnante.
Laltra causa che rende difficile e a volte impossibile lapprendimento, riguarda la difficolt? di fermare lattenzione per quei momenti indispensabili alla comprensione e alla memorizzazione. Il bambino o ladulto con gravi problematiche interiori si ritrova come un viaggiatore su un treno super veloce. Sballottato e trascinato dalla sua corsa non ? in grado di cogliere, mediante la riflessione, tutti quegli elementi e quei particolari indispensabili per ottenere una buona comprensione.
Per tali motivi lobiettivo primario in questi soggetti deve necessariamente riguardare la loro serenit? interiore, perch? ? questa la premessa indispensabile per ogni apprendimento. Insistere, come spesso viene fatto, con minacce, rimproveri e ricatti affinch? lattenzione sia rivolta allo studio e allapprendimento non comporta nulla di positivo. Infatti, anche se momentaneamente lo stimolo forte e violento che noi mettiamo in atto, cattura per un momento la sua attenzione, la violenza che stiamo esercitando peggiora di molto il suo mondo interiore.
I motivi della recrudescenza delle problematiche psicoaffettive li abbiamo ampiamente descritti in due nostri libri: Leducazione negata Edizioni E.D.A.S. e “Il bambino e il suo ambiente” al quale si pu? fare riferimento. Se dovessimo elencare le cause che portano sempre pi? spesso i bambini a manifestare pi? o meno gravi segni di sofferenza psicologica, potremmo cos? riassumerle.
Cause legate agli educatori: immaturit?; inadeguatezza al compito educativo e formativo; scarsa presenza o mancanza di uno o di entrambi i genitori; separazione; divorzio; convivenza; conflittualit? coniugale.
Cause legate allambiente educativo: perdita di importanti valori sia personali che familiari, religiosi e sociali; aumento dei disvalori; influenza nociva dei mass- media; utilizzazione impropria dei servizi sociali.
Oggi, pi? che in passato, per quanto riguarda i disturbi che hanno una prevalente causa psichica, vengono frequentemente riproposte o sottolineate cause organiche o genetiche. I motivi di questo attuale orientamento organicistico sono diversi:
privilegiare le cause organiche o genetiche significa diminuire o cancellare ogni responsabilit? educativa, sia da parte dei genitori e familiari sia da parte dellambiente sociale in genere;
privilegiare le cause organiche significa inoltre sostenere le costose ricerche di tipo medico alle quali vengono dedicate immense risorse;
mettere in primo piano gli elementi organici in questi disturbi stimola il pubblico e la classe medica ad un uso sconsiderato e diffuso di psicofarmaci, non solo nellet? adulta ma anche nellet? infantile. E questo, ? evidente, fa la felicit? delle case farmaceutiche.
Senza nulla togliere a questi studi, sarebbe bene concentrare la nostra attenzione sulle cause psicologiche di tipo educativo, affettivo e relazionale in quanto, a nostro avviso, sono le pi? importanti e frequenti ma, soprattutto, sono quelle sulle quali possiamo e dobbiamo intervenire con un atteggiamento educativo adeguato e con una presa a carico della famiglia del bambino.
Che siano le pi? importanti e frequenti ce lo dimostra la stessa clinica. Quando, anche se parzialmente, vengono rimossi alcuni atteggiamenti educativi errati o alcune cause che perpetuano continui traumi psichici, quando al bambino viene data la possibilit? di vivere pi? serenamente i rapporti con se stesso, con i genitori e con il mondo che lo circonda, i miglioramenti riscontrati sono notevoli in tutti i soggetti anche i pi? gravi.
Questo ci dimostra essenzialmente tre cose:
- la prima ? che la sintomatologia manifestata non ha o ha in modo molto modesto cause organiche o genetiche;
- la seconda ? che gran parte delle cause dei traumi infantili non deve essere ricercata nelle rare violenze perpetrate da orchi pedofili, ma in violenze pi? sottili e frequenti delle quali con difficolt? ci rendiamo conto che sono presenti in molti aspetti della nostra societ? e in tante, troppe famiglie normali;
- la terza ? che il bambino ha notevoli capacit? di miglioramento solo che vengano rimosse o diminuite le cause che gli creano sofferenza.
Pertanto la prima e pi? importante cura verso i minori dovrebbe consistere nel rimuovere le cause che gli creano continuo disagio.
I genitori.
Per quanto riguarda i comportamenti ed il ruolo dei genitori, ricordiamo che larmonia familiare ? fondamentale per lo sviluppo psicoaffettivo di ogni bambino e va ricercata ad ogni costo, anche con l’aiuto degli specialisti che si occupano del disagio delle coppie e delle famiglie spesso presenti nei buoni Consultori Familiari. Gli attriti tra i coniugi, le incomprensioni reciproche, le accuse, i litigi o i continui atteggiamenti di freddezza, portano a uno sconvolgimento dell’animo del minore con conseguente insicurezza, ansia e paura. Il sentire invece che i genitori si vogliono bene, si rispettano e si sostengono vicendevolmente, stimola nel bambino sentimenti di gioia, serenit? e fiducia nel mondo e negli altri.
? inoltre indispensabile che entrambi i genitori (soprattutto la madre durante i primi anni di vita) siano presenti in modo pieno ed attivo nelleducazione del minore. ? bene pertanto programmare le attivit? lavorative, in modo tale che siano perfettamente rispondenti alle necessit? dei figli. Non ? affatto vero che la qualit? della presenza dei genitori possa controbilanciare la diminuita quantit?; questa ? solo la foglia di fico con la quale cerchiamo di coprire la vergogna di trascurare i nostri figli o ? lo scudo con il quale ci difendiamo dai sensi di colpa. I bambini hanno bisogno di dedizione continua, costante, attenta, da parte dei propri genitori per molti anni e niente e nessuno pu? efficacemente sostituire gli apporti dati dagli educatori primari.
I bambini durante la loro crescita hanno bisogno della presenza serena e costante dei genitori in molti momenti della giornata, in modo tale da poter dialogare con loro e assimilare con gradualit? e nel modo giusto gli elementi fondamentali dellesperienza umana, dei valori e del vivere civile. Pertanto i minori hanno bisogno di apporti elevati sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
Affinch? i figli abbiano serenit? ed equilibrio interiore ? necessario che i genitori abbiano nei confronti di essi un atteggiamento affettuoso, sereno, gioioso, evitando rimproveri e punizioni inutili ed eccessivi.
Se si dovessero presentare dei problemi, si affrontino con spirito di amicizia e in un clima sereno, dal momento che accentuarne la gravit? o colpevolizzare il minore non aiuta a risolverli, ma al contrario, li aggrava enormemente.
La coerenza e la linearit? nel comportamento nelle varie occasioni aiuta moltissimo il bambino, in quanto gli permette di avere dei punti di riferimento precisi .
? pertanto necessario che tutto ci? che i genitori ritengono giusto e utile venga concesso senza discussioni inutili, ma ci? che si giudica dannoso o non concedibile non sia mai concesso da entrambi i genitori. Evitare pertanto di cedere ai ricatti psicologici, dopo aver spiegato le ragioni del no. Un eventuale compromesso non deve essere deciso in presenza di crisi nervose, ma dopo un sereno ragionare insieme.
Si ricorda inoltre che un bambino sereno, che si sente accettato, amato, valorizzato, sar? stimolato a “fare” e ad “imparare”. Un bambino a cui manchino queste esperienze di affetto, di calore, di sicurezza, tender? a chiudersi nel suo mondo, a non aver fiducia in se stesso e negli altri, a “non fare”, per paura di fare male o di non riuscire.
Inoltre ? da tenere presente che ogni bambino ha bisogno per il suo regolare sviluppo di due figure genitoriali: un pap? ed una mamma. I motivi vanno ricercati nella particolare complessit? dellessere umano.
Nel cucciolo duomo, le sue capacit? affettive, le enormi potenzialit? intellettive e relazionali, le grandi capacit? comunicative, oltre che la sua sete di cultura, non possono essere soddisfatte solo da un genitore, ad esempio solo da una madre.
Una donna, una madre, ha un patrimonio dumanit? immenso dentro di s? ed ? capace di dare apporti preziosi per lo sviluppo del figlio. Le sue capacit? comunicative, laffettivit?, lintensa sensibilit?, le tenerezze che riesce a dare, sono fondamentali nelleducazione del minore. Ma anche un pap? apporta e d? elementi insostituibili di carattere, dintelligenza, daffettivit?. La forza, la linearit?, il coraggio, la sicurezza, la coerenza, la fermezza, caratteristiche di un buon padre, sono altrettanto importanti degli apporti materni in tutte le et?.
Per tale motivo anche quando sia presente una situazione di separazione o divorzio ? fondamentale lavorare con serenit?, impegno e sacrificio per superare le divergenze, i dissapori, le differenze di carattere, le difficolt? di dialogo che potrebbero aver causato la separazione. Bisogna tener presente che la vita della coppia pu? subire dei disturbi pi? o meno gravi come un normale organismo: pu? avere un lieve malanno, come pu? ammalarsi seriamente, pertanto, ? giusto affidarsi ad un esperto che ci aiuti a guarire il nostro rapporto, prima di considerarlo finito.
In ogni caso, in situazioni di conflittualit? o separazione tra i coniugi, sono indispensabili alcuni accorgimenti per limitare il danno psicologico al bambino.
Evitare assolutamente, davanti ai bambini, screzi e aggressivit? anche solo verbali. Teniamo presente che il mondo del bambino ? tutto nella sua casa e nei suoi genitori. Quando nella sua casa o tra i suoi genitori vi ? palese conflittualit?, disistima e violenza, la vita interiore del bambino viene segnata negativamente.
Evitare di parlare male dell’altro coniuge in presenza del bambino ma anzi sottolineare tutti i lati positivi, in modo tale che egli non avverta n? odio, n? rancore, n? desiderio di ripicca e vendetta nelle nostre parole e nelle nostre azioni.
Favorire e non ostacolare in alcun modo il rapporto del figlio con l’altro coniuge, in quanto per una buona crescita affettiva ogni bambino ha bisogno di entrambi i genitori. Per ottenere ci? sarebbe importante che il coniuge affidatario preparasse queste visite con atteggiamenti di gioia, sottolineando, cos? come abbiamo detto prima, gli aspetti positivi dellaltro coniuge. Questi, a sua volta, dovrebbe riuscire ad inserirsi con delicatezza e serenit? in un dialogo con il bambino, fatto di giochi, di sorrisi, di affettuose dimostrazioni.
Sarebbe, inoltre, molto importante permettere al bambino di vivere con entrambi i genitori quanto pi? ore e occasioni possibile, nel caso essi non siano manifestamente ostili luno nei confronti dellaltro.
Il modo di gestire il rapporto con i figli non dovrebbe tanto basarsi sugli accordi legali, quanto sulle necessit? affettive del minore; in quanto un bambino non ? un oggetto da possedere perch? se ne ha diritto o da non cedere per gli stessi motivi, ma una persona che si ha il dovere di aiutare a crescere con equilibrio, affetto costante, delicatezza e giusto criterio.
Molti altri consigli per un migliore approccio educativo si potranno trovare nel nostro libro Leducazione negata.
Gli insegnanti.
Altra figura fondamentale nell’educazione dei minori ? l’insegnante. Questa molto spesso ? la prima figura dadulto con cui il bambino stabilisce un rapporto affettivo e di dialogo, al di fuori della famiglia. L’insegnante ?, inoltre, l’adulto che pi? dogni altro, pu? aiutare il bambino a rapportarsi ed integrarsi in maniera positiva ed efficace con i coetanei e con lambiente extrafamiliare.
Egli ? anche uno dei fondamentali attori nella trasmissione della cultura alle nuove generazioni. Dopo la famiglia, ? anche il primo e principale adulto, con cui i minori possono approfondire e confrontare le idee e i concetti che man mano acquisiscono. L’insegnante, inoltre, aiuta e media il passaggio del minore dalla famiglia alla societ?, al mondo del lavoro.
Dopo quella dei genitori, la figura del maestro infatti si affaccia nell’animo del bambino come immagine ideale di uomo e donna adulti e spesso vi permane, in senso positivo o negativo, per tutta la vita. Il poter instaurare un buon rapporto con una o pi? figure di insegnanti ? per lui importante in quanto ha bisogno di introiettare delle valide e serene figure di adulti. Per il bambino, infatti, trovare qualcuno che comprenda i suoi bisogni essenziali, che non lo giudichi severamente, che sappia dargli gioia, sicurezza e fiducia in se stesso, ? fondamentale.
Perch? avvenga tutto ci? ? necessario comprendere e accettare una realt? fondamentale: a questi bambini, ai bambini con problematiche psicologiche, anche se involontariamente, ? stato fatto del male.
Sono bambini che manifestano una sofferenza interiore pi? o meno grave. Sono bambini che hanno nel loro animo paure e ansie. Sono bambini spesso spaventati, sfiduciati, disillusi. Vanno allora non educati ma liberati. Liberati dalle loro paure, dalle ansie, dalla sfiducia che hanno verso gli altri, il mondo, lumanit?. Lapprendimento o laspetto educativo verranno in seguito. Dopo, quando saranno pi? sereni. Dopo, quando saranno pi? ottimisti. Dopo, quando avremo conquistato la loro fiducia. Pertanto:
1. ? necessario che tra la scuola e la famiglia si instauri un rapporto di effettiva ed efficace collaborazione. ? bene che gli insegnanti valorizzino nel loro animo e nei confronti dei genitori limmagine del bambino sottolineandone le qualit? positive e le capacit?. Per far ci? ? indispensabile avere un atteggiamento di fiducia nella propria possibilit? di ottenere i risultati voluti e nella possibilit? che il bambino si relazioni in maniera positiva e produttiva. I genitori dovranno, a loro volta, comprendere, sostenere e collaborare con la scuola e i docenti mettendo in risalto, nei confronti del figlio, le capacit?, limpegno ed il sacrificio degli insegnanti;
2. nel programmare gli apprendimenti i docenti dovranno considerare attentamente lo sviluppo del bambino. Proporre delle attivit? troppo complesse non solo non aiuta lo sviluppo psicologico del minore ma anzi, lo inibisce e lo rende pi? difficile;
3. il rapporto da stabilire con questi bambini che presentano problematiche psicologiche, dovrebbe avere quindi come base il rispetto e lascolto. Lascolto della loro sofferenza ed il rispetto per i bisogni fondamentali. Mentre nel rapporto educativo prevale la richiesta: io ti chiedo di fare qualcosa, con questi bambini dovrebbe prevalere lascolto: io cerco di capire qual ? in questo momento il tuo bisogno e, se vuoi, partecipo con te a qualcosa che tu mi proponi. Il protagonista deve essere pertanto lui, il bambino non leducatore;
4. nei bambini poi, con rilevanti problematiche psicoaffettive, come lautismo, le psicosi infantili o le gravi forme di nevrosi, gli obiettivi didattici hanno ancora pi? scarsa valenza, in quanto l’obiettivo principale dovr? puntare ad ottenere una maggiore serenit? interiore, che ? premessa insostituibile di ogni apprendimento. Limpegno principale non pu? essere di tipo didattico, ma relazionale. Per tale motivo ? necessario che l’insegnante ed i genitori cerchino di avere nei confronti del minore un atteggiamento sereno e gioioso che nasce da una reale accettazione e comprensione delle sue difficolt?. In questi casi si suggerisce una partecipazione attiva ai suoi giochi ed alle sue attivit?, anche se queste dovessero sembrare poco costruttive o inadeguate rispetto ai classici obiettivi scolastici. L’alleanza con il bambino, infatti, pu? permettere di fargli sentire il nostro affetto, la nostra disponibilit? e apertura nei suoi confronti. Il costringerlo ad effettuare attivit? non desiderate, invece, potrebbe essere avvertita da lui come unulteriore violenza e quindi potrebbe aggravare la chiusura e i comportamenti abnormi;
5. quando lalleanza si ? attuata e stabilizzata sar? possibile proporre delle attivit? gradevoli e graduate come quelle presenti in Voglia di Crescere partendo da un livello sicuramente facile per il minore. Bisogna per? essere sempre attenti alla situazione di estrema fragilit? emotiva di questi bambini; pertanto, si eviter? di insistere quando si rendono manifesti i primi segni della stanchezza o della tensione.
Lutilizzo di Voglia di crescere nei disturbi psicoaffettivi non ha certamente lo scopo di migliorare le capacit? logiche e percettive che, in molti casi, se non ? presente una situazione di regressione, sono perfettamente normali. Questo programma si inserisce invece in alcuni bisogni fondamentali del bambino con disturbi psicologici: il bisogno di unattivit? giocosa, la necessit? di evitare le frustrazioni dovute agli errori, la difficolt? di prestare unattenzione lunga e costante.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Voglia di crescere” Guida per i genitori e gli operatori.
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