Autismo, un decalogo per i genitori. Seconda parte.

Autismo, un decalogo per i genitori. Seconda parte.

Autore: Dottor Emidio Tribulato

Secondo

Impegnatevi a riservare a vostro figlio quanto pi? tempo possibile, per dedicarlo al dialogo, al gioco e alle coccole. Giocate, quindi, con lui per almeno un’ora al giorno, inserendovi, quando a lui fa piacere, come dei simpatici, allegri amici, nei giochi o nelle attivit? che vuole effettuare in quel determinato momento. Senza tener conto del tipo di gioco o dell’utilit? cognitiva dell’attivit? da lui intrapresa. Poich? tutti i giochi, anche quelli molto semplici, ripetitivi, banali, chiaramente stereotipati o solo apparentemente pericolosi, sono preziosi per creare quella relazione profonda ed empatica tra voi e il vostro bambino. A questi giochi potr? partecipare il pap?, la mamma o, ancora meglio, entrambi i genitori. Anche i nonni, gli zii o gli insegnanti e altri operatori, potranno dare il loro apporto. Tuttavia, i contributi dei genitori sono sicuramente i pi? validi e importanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Terzo

 

Mentre vi impegnate a far uscire dalla sua condizione di chiusura il vostro bambino, evitate di assumere, nei confronti del piccolo, un ruolo educativo e formativo poich?, nella situazione di grave immaturit? affettiva ed emotiva ma anche di tensione e ansia, nel quale egli si trova, non ha senso cercare di insegnargli quello che, a vostro giudizio, potrebbe essere molto utile e adatto alla sua et? cronologica. Questo tipo di comportamenti darebbe a lui molto fastidio e si convincerebbe ancor pi? che gli altri non comprendono i suoi bisogni e amano farlo soffrire. Mentre egli ? felice e soddisfatto soltanto quando ? pienamente libero di fare tutto ci? che desidera. Per tale motivo sono inutili e anche controproducenti le varie terapie, che di solito sono consigliate: logoterapia, psicomotricit?, terapie comportamentali, e cos? via.

 

Inoltre, data la sofferenza nella quale egli vive quasi costantemente, sono per lui insopportabili tutte le imposizioni, gli insegnamenti, i richiami o i rimproveri. Al contrario gli apportano gioia, serenit? e fiducia, i comportamenti dei genitori che sanno accogliere con piacere e amore ogni sua iniziativa e ogni suo bisogno. Questo impone anche di accettare i suoi strani comportamenti: soprattutto le stereotipie verbali e motorie che tanto fastidio danno ai genitori, agli insegnanti e agli altri adulti in genere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In definitiva:

 

 

 

 

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