
03 Apr I disturbi motori nell’autismo
Molti bambini con sintomi di autismo, oltre a presentare nei loro movimenti evidenti stereotipie, hanno spesso vari altri disturbi motori. Ad esempio, possono saltare la fase del gattonare o gattonano in forma poco coordinata. Quando camminano, landatura pu? apparire strana, incerta, pesante. A volte tendono a camminare sulla punta dei piedi, sono ansiosi quando devono correre, inciampano facilmente e hanno difficolt? a salire le scale, a unet? nella quale i loro coetanei le salgono facilmente. Molti di loro imparano con difficolt? ad andare in bicicletta, cadono dalle sedie, non riescono a ben usare le posate, le matite e gli altri strumenti che richiedono una buona motricit? fine, perdono lequilibrio quando chiudono gli occhi, rompono gli oggetti sbattendovi contro e non amano gli sport.
Nello stesso tempo per? alcuni bambini con la stessa patologia manifestano capacit? motorie sorprendenti, come salire sugli alberi senza affatto cadere; sgusciare veloci e rapidi da una parte allaltra di una stanza o di un appartamento, senza rompere nulla, senza cadere o farsi alcun male. Altri bambini con sintomi di autismo riescono a far girare mediante le dita pi? trottoline contemporaneamente e con pi? efficacia dei loro coetanei oppure fanno scivolare dei cubi da una mano allaltra con una tecnica da prestigiatore.[1]
In alcuni casi sono evidenti dei tic nervosi, in altri momenti pu? essere presente un comportamento motorio eccessivo (ipermotricit?), apparentemente senza alcuno scopo: il bambino va avanti e indietro, gira come una trottola nella stanza o corre da una parte allaltra della casa, senza che se ne comprenda il motivo. Ricorda la Williams: Non mi ? mai piaciuto star seduta sulle sedie; le mie gambe non riuscivano a star ferme e mi rendevano impossibile star seduta immobile.[2]
In altri casi invece si pu? evidenziare una scarsissima attivit? fisica (ipomotricit?): il bambino resta seduto immobile per diverso tempo. Questi due opposti comportamenti manifestano entrambi uninquietudine e una sofferenza interiore. Nel primo caso lipermotricit?: il soggetto, se da una parte si sente come costretto a muoversi, daltra parte, mediante il movimento, cerca di scaricare e diminuire la sua notevole ansia interiore. Nel secondo caso lipomotricit?: il limitare o bloccare il proprio corpo diventa una modalit? per tentare di controllare o arrestare la confusa e penosa realt? interiore. Di solito lo stato di blocco motorio o lipomotricit? manifesta delle problematiche interiori pi? gravi rispetto a quelle presenti nellipermotricit?.
Le cause di queste anomalie nel comportamento motorio non sono difficili da comprendere se solo si pone attenzione al legame inscindibile che esiste tra mente e corpo. Una mente eccitata notevolmente spinge anche il corpo a muoversi, allo scopo di scaricare, attraverso il movimento, la tensione e lansia che lopprime. Allo stesso modo uno stato mentale nel quale predomina una chiusura totale o la tristezza, non pu? che agire sul corpo, diminuendo la sua vivacit? e la sua dinamicit?, come succede tra laltro negli stadi depressivi. Daltra parte una mente che si muove nel mondo che la circonda in modo incerto, tra paure e ansie, mentre teme che da ogni cosa possano provenire degli eventi negativi, coinvolger? anche il corpo che si sposter? con timore e incertezza.
Per Bettelheim:
Dal momento che il loro sistema nervoso centrale ? perfettamente integro e ben sviluppato, alcune azioni e reazioni o lassenza di esse non derivano da una mancanza delle capacit? potenziali, ma dal fatto che, per una ragione o per laltra, ci? che era allo stato potenziale non ? arrivato a realizzarsi. [3]
Per tale motivo ? necessario attivarsi per offrire a questi bambini insieme a un ambiente sereno, una relazione genitoriale efficace, ricca di ascolto, gioia e comprensione.[4]
Per quanto riguarda le attivit? sportive, le quali spesso sono consigliate a tutti i bambini che hanno problematiche psicologiche, queste spesso non sono accettate dai soggetti con sintomi di autismo, giacch? contrastano nettamente con i loro bisogni e desideri: restare in un luogo tranquillo, privo di chiasso e tensione, un luogo nel quale non vi siano richieste o peggio imposizioni. Ricorda la Williams: Lo sport, in particolare, fu una brutta novit?. Odiavo appartenere a una squadra, partecipare per qualcuno o farmi dare degli ordini.[5]
[1] Brauner A., Brauner F. (1980, 2007), Vivere con un bambino autistico, Firenze, Giunti, p. 91.
[2] Williams D. (2013), Nessuno in nessun luogo, Roma, Armando Editore, p. 26.
[3] Bettelheim B. (2001), La fortezza vuota, Milano, Garzanti, p. 13.
[4] Williams D. (2013), Nessuno in nessun luogo, Roma, Armando Editore, p. 40.
[5] Williams D. (2013), Nessuno in nessun luogo, Roma, Armando Editore, p. 53.