Le paure nel bambino con Disturbo Autistico

Le paure nel bambino con Disturbo Autistico

LE PAURE NEL BAMBINO CON DISTURBO AUTISTICO

La paura, nella sua forma pi? lieve o in quella pi? estrema che chiamiamo terrore, ? la percezione, non importa se reale o immaginaria, di una minaccia all’esistenza o all’integrit? biologica dell’organismo proprio o altrui. La paura provoca delle risposte che vanno dal desiderio di eliminare o distruggere le circostanze o le persone che la provocano (condotte aggressive), alla fuga dalla situazione (condotte di evitamento), dai luoghi o dalle persone ritenute minacciose (oggetto o evento fobogeno).

Le paure nei bambini

Le paure infantili sono molto pi? frequenti e numerose di quelle presenti nell’adulto. Il bambino, quando nasce, passa da una situazione intrauterina sicura e protetta ad una condizione che avverte di particolare rischio, in quanto per lui tutto ? nuovo e sconosciuto. Egli non ha ancora esperienza di ci? di cui si pu? fidare e di ci? che, invece, pu? essere per lui fonte di pericolo. E poich? si trova in una disposizione mentale di tipo proiettivo e animistico il pericolo ed il rischio possono nascere da ogni cosa, e non solo da ogni persona. Inoltre, il bambino presenta una maggiore emotivit? e minori difese dell’adulto; ha una fisiologica carenza del giudizio di realt? e notevoli difficolt? a distinguere le paure del mondo esterno a lui, da quelle presenti nel suo mondo interiore. In altri termini ha difficolt? a distinguere le paure vere, oggettive, da quelle false o soggettive. Per il bambino questa distinzione non esiste e ci? che ? interno pu? essere proiettato all’esterno e viceversa.

Paure fisiologiche e paure patologiche

Per tali motivi, sentimenti di paura possono essere presenti, fisiologicamente, in tutti i bambini e acquistano un carattere patologico solo quando sono numerose, intense o quando si associano ad altri sintomi di sofferenza e/o disagio.

Le paure possono certamente essere legate ad un trauma specifico dovuto all’elemento fobico: ad esempio la paura dei cani o dei gatti pu? essere causata da un cane o da un gatto che ha aggredito e fatto del male al bambino. Cos? come la paura del buio pu? essere dovuta allo spavento provato dal bambino il quale in passato era inciampato in una stanza buia. Spesso, per?, non vi ? alcun collegamento con un trauma ben definito. In questi casi le paure, se intense e numerose, sono soltanto il frutto della sua sofferenza interiore che pu? essere causata da un ambiente di vita poco idoneo al suo sereno sviluppo.

Pertanto quando le paure sono intense, numerose e durano nel tempo, abbiamo il dovere di sospettare la presenza di qualche problematica psicoaffettiva pi? o meno grave. Paure ritroviamo nei bambini iperattivi come nei bambini inibiti. Paure ritroviamo in molti bambini aggressivi ma anche nei minori che soffrono di depressione.

Non sempre, per?, le paure si manifestano in maniera evidente. Spesso sono sottaciute, in quanto il piccolo non ? in grado di verbalizzarle apertamente e chiaramente, per vari motivi:

•       perch? si vergogna di queste e teme di essere deriso;

•       perch? la loro intensit? ? tale da paralizzare le capacit? del bambino di tradurle in parole;

•       perch? il minore cerca in ogni modo di scacciarle dalla sua mente, per cui non solo si rifiuta di comunicarle ma fa di tutto per rimuoverle, negandole.

Tutte le paure sono avvertite maggiormente quando il bambino ? solo, mentre sono meglio vissute e contrastate quando egli ? in compagnia dei genitori o di qualche familiare. ? la presenza fisica dei genitori e, soprattutto la presenza della madre, che meglio riesce a scacciare le paure del bambino. Ed ? per tale motivo che molti piccoli che soffrono di intensi e frequenti timori, si rifugiano nel letto dei genitori e rimangono a volte tutta la notte abbracciati alla loro mamma.

Le paure possono essere aspecifiche, e quindi si possono esprimere in un sentimento di timore verso tutto e tutti, oppure specifiche per determinati luoghi, oggetti, persone, situazioni. Abbiamo, allora, la paura dell’abbandono, delle punizioni, del buio, dell’estraneo, dell’ambiente sociale, dei rumori forti, dei visi deformati, dell’acqua, degli animali, dei mostri, della scuola e cos? via.

Le paure nel Disturbo Autistico

Non ci dovremmo meravigliare, allora, se ritroviamo numerose e intense paure nel Disturbo Autistico e nelle altre psicosi infantili. In questi bambini i timori ma anche le fobie sono tanti, poich? ai loro occhi e alla loro sensibilit?, messa alla prova da un continuo stato di angoscia, entrambi gli ambienti: sia quello interno, sia quello esterno, possono essere avvertiti come fonte di continue aggressioni, minacce, conflitti, sensi di colpa. Ci? pu? spiegare le urla, apparentemente immotivate, per dei minimi cambiamenti che avvengono nel loro ambiente, ma anche la constatazione che alcuni rumori provocano in loro terrore, mentre gli stessi minori possono mostrare una stoica sopportazione di fronte a dolorosi insulti aggressivi, come quando il bambino cade, si d? botte, si graffia ma non piange. MILITERNI R. cos? descrive questa caratteristica: ‹‹Molti bambini autistici apparentemente “sordi” ai comuni suoni dell’ambiente, mostrano una particolare sensibilit? nei confronti di particolari stimoli uditivi (sirene, cigolii, campanelli). Tali suoni scatenano nel bambino violente reazioni di panico, con tentativi di proteggersi (coprendosi, ad esempio, le orecchie con le mani). Risposte simili possono essere osservate anche per particolari stimoli visivi (flash, luci intense, determinati oggetti) o per determinati stimoli tattili››.[1]  Vi possono essere, inoltre, delle reazioni “catastrofiche”, in risposta a stimoli che dovrebbero essere neutri o addirittura piacevoli, come carezze, abbracci o, semplicemente, il passaggio di una mano al di sopra del capo o il porsi alle spalle del piccolo.

Poich? spesso i bambini con Disturbo autistico hanno un cattivo rapporto con i genitori e con gli esseri umani in genere, essi si ritrovano soli nell’affrontare ogni timore che sgorga dal loro animo, in quanto non hanno la possibilit? di trovare qualcuno nel quale riporre la loro fiducia che li aiuti ad allontanare queste emozioni negative mediante la propria presenza rassicurante. Alcuni comportamenti che ci appaino strani o causati da scarse capacit? affettive, sono proprio dovuti alla sfiducia che questi bambini hanno negli altri esseri umani, qualunque sia la loro et? e qualunque sia il loro ruolo.

Spesso tali bambini non sopportano che altri si avvicinino troppo al proprio “angolo di sicurezza”: pertanto non accettano che qualcuno li accarezzi, li abbracci e baci  in quanto possono interpretare questi gesti come una minaccia e non come manifestazioni d’affetto. La stessa scarsa fiducia fa preferire loro gli oggetti inanimati a quelli raffiguranti esseri umani, come le bambole e i bambolotti. Ed ? sempre dall’intensa angoscia e dalle numerose paure che pervadono le loro menti, che nascono le discordanze segnalate dai vari autori; per cui, ad esempio,  vi pu? essere mancanza di paura davanti a un pericolo reale, ed un eccessivo timore di fronte ad oggetti innocui. Allo stesso modo pu? insorgere terrore nell’ascoltare alcuni rumori, mentre vi pu? essere una buona accettazione del dolore provocato sul loro corpo da una caduta, da un oggetto contundente o dai loro stessi comportamenti autolesionistici.

La GRANDIN T. cos? descrive le sue paure: ‹‹I problemi di una persona come questa sono ulteriormente complicati da un sistema nervoso che ? spesso in uno stato di maggiore paura e panico››.[2] ‹‹Poich? la paura era la mia emozione principale, essa si riversava in tutti gli eventi che avessero un qualche significato emozionale››.  ‹‹Fin dalla pubert? avevo vissuto paure e ansie costanti, accompagnate da forte attacco di panico, che si presentavano a intervalli variabili, da poche settimane a diversi mesi. La mia vita si basava sul fatto di evitare le situazioni che potevano scatenare un attacco di panico››.[3] ‹‹Con la pubert? la paura divenne la mia principale emozione››.[4] ‹‹I tipi specifici di suono che creano disturbo variano da persona a persona. Un suono che a me provoca dolore potrebbe essere piacevole per un altro bambino con autismo››.[5]  ‹‹Quando ero piccola, per me erano anche un problema i rumori forti; spesso erano dolorosi come il trapano di un dentista che tocca un nervo. Mi facevano veramente male. Mi spaventavo a morte quando sentivo scoppiare i palloncini, perch? quel suono, per le mie orecchie, era come un’esplosione››.[6] La stesa autrice elenca poi altre sue paure: l’eco nei bagni, le stoffe sulle gambe o sul seno, le dita della madre quando le lavava i capelli ecc..

Per capire meglio ci? che si agita nell’animo di questi minori, basta ascoltare i loro racconti e leggere i loro commenti.

Ad Antonio, un bambino affetto da autismo, che sapeva scrivere, abbiamo chiesto un commento sulla mamma e sul pap?:

‹‹La mamma: da pianto, da nonna, un mostro, una bestia, un’agendina, un serpente che fa schifo››.

‹‹Pap?: si fa tutta la cacca addosso, ? brutto e piscione e nel culetto esce cacca e pip?››.

Il commento a un disegno da lui effettuato era di questo tipo: ‹‹Vi ? l’orco delle sette leghe, l’orco sta volando, c’? la nuvola e la pioggia››.

Il commento a un disegno che per? ha cancellato quasi completamente, era di questo tenore: ‹‹Vi ? una persona strana che ? morta››.

In un altro disegno questo bambino ha raffigurato un burrone e cos? ha commentato: ‹‹Il mostro sta sopra il burrone, perde l’equilibrio e cade. Lui ? cattivo e si aprono le montagne. Voleva prendere Antonio, che gli ha dato un calcio e lui ? caduto. Ci sono i fulmini e tanta pioggia››.

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[1] R MILITERNI, Neuropsichiatria infantile, Napoli, Editore Idelson Gnocchi, 2004, p. 256.

 

[2] T. GRANDIN, Pensare in immagini, Trento, Erickson, 2006, p. 66.

[3] T. GRANDIN, Pensare in immagini, Trento, Erickson, 2006, p. 70.

[4] T. GRANDIN, Pensare in immagini, Trento, Erickson, 2006, p. 97.

[5] T. GRANDIN, Pensare in immagini, Trento, Erickson, 2006, p. 97

[6] T. GRANDIN, Pensare in immagini, Trento, Erickson, 2006, p. 74.