
03 Apr Sessualità e rapporti amorosi nei soggetti con disturbi autistici
I giovani con sintomi di autismo possono avere, e in realt? hanno, desideri sessuali e amorosi. Essi sinnamorano, hanno interesse nei confronti dellaltro sesso, si eccitano davanti a foto o disegni erotici, praticano la masturbazione. Tuttavia quando cercano di instaurare dei rapporti con laltro sesso, nascono numerose e importanti difficolt?. Infatti, quando lincontro sentimentale o sessuale avviene con i soggetti normali, a causa dei numerosi limiti e necessit? di questi giovani, uno stabile rapporto amoroso ? difficili e spesso impossibile, poich? la loro insicurezza, le loro stereotipie, le loro paure e ansie, i loro strani e inusuali comportamenti raramente possono essere compresi ed accettati dallaltro.[1]
Ricorda De Rosa:
Fin dalla mia prima adolescenza ho amato in modo struggente la femminilit?, una dimensione da cui ero intimamente attratto, ma verso cui non avevo alcuna strategia di avvicinamento e di relazione, strategia che come gi? detto mi mancava in realt? verso tutto il mondo.[2]
Lo stesso autore descrive in maniera sintetica con queste parole le caratteristiche dei suoi desideri amorosi: Credo si possa paragonare alla condizione di un uomo innamorato e chiuso nella cella di un carcere mentre la donna amata vive fuori libera.[3]
Ancora De Rosa:
Durante ladolescenza ho avuto come tutti le mie cotte, i miei amori non corrisposti ma con la sofferenza in pi? del non potermi relazionare con la persona amata, se non nelle mie limitatissime forme di persona autistica, forme non solo limitate ma non sempre comprensibili e a tratti inquietanti.[4]
Morello inserisce le fantasie amorose tra le poche cose che gli procuravano gioia: Lampi di gioia sono lo smontare manie di sequenze per anni seguite; permettere che la mia oasi chiusa sia invasa da regole altrui; sognare a occhi aperti le tante ragazze che vedo nei corridoi, nelle aule nelle strade.[5]Tuttavia lo stesso autore non pu? che ammettere le notevoli difficolt? presenti nei rapporti amorosi: Donne e ragazze rimangono un enigma per me. Se la moneta di scambio nellamore ? il contatto emotivo molto difficile per me sar? innamorarmi.[6]
I rifiuti che essi sono costretti a subire, quando si espongono a esprimere il loro amore oppure laccettazione di rapporti sessuali psicologicamente dolorosi, procurano a questi giovani molta sofferenza. La Williams , ad esempio, per rendere possibili i rapporti sessuali che il suo partner richiedeva, era costretta a estraniarsi dal suo corpo, cos? da sentirlo totalmente separato e insensibile, mentre gli occhi fissavano il nulla e la sua mente era a migliaia di miglia da l?.[7]
Difficolt? altrettanto importanti nascono quando le profferte amorose vanno verso un soggetto con un problema diverso dallautismo. Ad esempio, quando si vuole instaurare un rapporto amoroso con un soggetto che presenta ritardo mentale.
Pu? essere indicativa di queste situazioni lesperienza di Giulia, una donna con autismo ad alto funzionamento. Questa donna, frequentando un centro nel quale erano presenti altri soggetti disabili, pur di avere una storia amorosa e una vita familiare indipendente aveva cercato una relazione e si era fidanzata con un giovane che presentava un ritardo mentale di tipo medio. La donna, desiderosa di crearsi una famiglia, non sapeva darsi pace del fatto che luomo del quale si sentiva fidanzata si fosse bruscamente allontanato da lei, nel momento in cui gli aveva chiesto di avere dei bambini, sposarsi e formare una famiglia. Non capiva e non riusciva ad accettare i reali motivi che il suo ragazzo cercava di farle intendere e cio? che era impossibile creare una famiglia non avendo un lavoro e un minimo di entrate economiche. In quel caso, il desiderio della donna, istintivamente molto forte ma anche irrazionale, superava di molto il buon senso del fidanzato.
Purtroppo sono incompatibili e spesso votati al fallimento, anche gli approcci e le storie che questi ragazzi hanno nei confronti di altre persone con le stesse problematiche. La causa pi? frequente di questi fallimenti riguarda la comunicazione e la gestione delle emozioni. Soprattutto riguarda la gestione della paura del contatto fisico, per non parlare di quello sessuale. Poich? i rapporti amorosi sono fatti di complessi e numerosi contatti, che coinvolgono inevitabilmente la comunicazione, i sentimenti, le emozioni e i corpi, in molti soggetti con autismo tali contatti sono difficili da accettare, ma soprattutto sono ancora pi? difficili da esprimere. La Williams, nella sua autobiografia, parla con dovizia di particolari dei suoi disastrosi rapporti amorosi e sessuali, che intraprendeva a volte per la necessit? di avere accanto qualcuno che potesse darle assistenza e protezione, cosa che i suoi genitori non erano in grado di fare.
Lautrice ricorda:
Durante lanno in cui mi ero cos? avvicinata a Bryn (un altro giovane con autismo) non avevo mai superato la paura e il terribile senso di nervosismo che mi assaliva nel vederlo. Talvolta ci? aveva reso lincontrarlo una tortura impossibile da tollerare. [8]
Per i due innamorati, entrambi con sintomi di autismo, era difficile anche solo guardarsi negli occhi:
Cominciai a spazzolare i capelli di Bryn. Lui comprava il pranzo e dividevamo il cibo sullerba, sotto un albero speciale. Entrambi trovavamo estremamente difficile guardarci negli occhi e quando lo facevamo tornava la spaventosa sensazione di perdere noi stessi.[9]
La stessa difficolt? esprime Morello: Ma la sicurezza di dover passare nel materno tocco di mani estranei mi terrorizza, cos? sono costretto nel mio zitto autistico vaso di Pandora. [10]
Poich? questi giovani potranno instaurare e mantenere dei solidi legami sentimentali e sessuali o anche crearsi una famiglia, soltanto quando avranno conquistato la libert? dalle ansie e dalle paure e buone capacit? sociali e relazionali, ? preferibile che i genitori e la societ? simpegnino a diminuire e se possibile eliminare il loro grave malessere interiore, utilizzando una terapia affettivo – relazionale mediante la tecnica del Gioco Libero Autogestito, piuttosto che cercare di dar loro la possibilit? dincontri sentimentali o sessuali con il rischio di provocare soltanto altre frustrazioni e sofferenze.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato: “Bambini da liberare – Una sfida all’autismo”.
Per scaricare tutto il libro clicca qui. .
[1] Williams D. (2013), Nessuno in nessun luogo, Roma, Armando Editore, p. 77.
[2] De Rosa F. (2014), Quello che non ho mai detto, Cinisello Balsamo, San Paolo, p. 61.
[3] De Rosa F. (2014), Quello che non ho mai detto, Cinisello Balsamo, San Paolo, p. 62.
[4] De Rosa F. (2014), Quello che non ho mai detto, Cinisello Balsamo, San Paolo, p. 62
[5] Morello P. C. (2016), Macchia, autobiografia di un autistico, Milano, Salani editore, p. 145.
[6] Morello P. C. (2016), Macchia, autobiografia di un autistico, Milano, Salani editore, p. 177
[7] Williams D. (2013), Nessuno in nessun luogo, Roma, Armando Editore,
[8] Williams D. (2013), Nessuno in nessun luogo, Roma, Armando Editore, p. 118.
[9] Williams D. (2013), Nessuno in nessun luogo, Roma, Armando Editore, p. 118.
[10] Morello P. C. (2016), Macchia, autobiografia di un autistico, Milano, Salani editore, p. 160.