
26 Mar I single
La condizione di single non ? affatto nuova. E sempre esistita presso tutti i popoli ed in tutti i periodi storici. Attualmente per?, nel mondo occidentale, ? una condizione sempre pi? frequente. Basti pensare che negli Stati Uniti i single sono 1/9 della popolazione, circa venticinque milioni, con un incremento del 120% negli ultimi ventanni. La famiglia patriarcale ? stata sostituita da nuclei composti al 20% soltanto da coniugi e quasi altrettanto da un solo individuo.
Vi sono varie tipologie di single.
I single per scelta.
Questi sono persone mature, sane ed equilibrate che scelgono volontariamente di dedicare la loro vita a scopi molto elevati di tipo religioso, sociale, artistico o culturale. Un esempio per tutti ? quello delle vocazioni religiose: Io voglio dedicare la mia vita a Dio, alla Chiesa e al suo popolo. Io voglio dedicare la mia vita alla preghiera, alla solidariet? fraterna, alle missioni evangelizzatrici. La condizione di single mi pu? aiutare o pu? essere indispensabile per raggiungere gli scopi che mi sono prefissato.
Alcune religioni, come quella cristiana, hanno storicamente legato alcune funzioni sacerdotali o vocazionali a questa condizione: Se vuoi diventare prete, monaco, suora e quindi dedicare a Dio e agli altri tutte, o quasi tutte le tue energie fisiche e psichiche, devi rinunciare a legami profondi ed intimi con laltro sesso, devi rinunciare ad una tua famiglia.
In questi casi la castit? ? vista come una necessit? per aprire meglio il proprio cuore alla divinit?, alla preghiera, alla meditazione o per prestare meglio e totalmente il proprio servizio a Dio e al prossimo.
I single per scelta per? mantengono diversi legami affettivi: con la divinit?, con i confratelli, con i familiari, con le persone che si sono impegnate ad aiutare e seguire. In realt?, quindi, non sono soli.
A volte ? la vedovanza che comporta, soprattutto nella donne, la scelta di non legarsi pi? ad altri uomini in quanto ci si sente ancora unite ed in comunione con il coniuge defunto. Questa scelta ? per? in parte condizionata anche dal bisogno di assecondare il desiderio dei figli di non crescere con accanto un altro padre o unaltra madre.
I single per necessit?.
I single per necessit? sono costituiti da uomini e donne che non hanno scelto liberamente questa condizione ma che, per motivi vari, vi sono o si sentono costretti.
Le situazioni che possono costringere ad una vita da single sono diverse:
1. tutte le malattie che hanno una notevole influenza sulla sessualit?, come limpotenza, la frigidit?, leiaculazione precoce ecc.;
2. tutte le problematiche psicologiche di un certo rilievo come le gravi caratteropatie, le nevrosi notevolmente invalidanti e le psicosi. Queste malattie psichiche hanno, chi pi? chi meno, un impatto negativo sulle capacit? relazionali e sulla comunicazione, cos? da rendere difficile lascolto, la comprensione e la disponibilit? verso laltro. Per alcuni giovani psicologicamente disturbati, il rifiuto di concedersi a rapporti amorosi coinvolgenti nasce dalla persistenza, anche nellet? adulta, del legame edipico instaurato con il genitore dellaltro sesso. Soggetti affetti da problematiche psicologiche sono sempre esistiti ma, a causa delle gravi carenze ed errori educativi presenti nelle moderne societ? occidentali, il loro numero ? in notevole aumento. Purtroppo il tipo di societ? che abbiamo costruito negli ultimi decenni stringe i giovani fra due fuochi: da una parte richiede loro notevoli doti di maturit?, capacit? gestionale e disponibilit?, mentre dallaltra produce persone sempre pi? povere e affettivamente incapaci, immature, nervose ed instabili. La somma di questi due fattori fa notevolmente aumentare il numero dei giovani impossibilitati ad assolvere al ruolo di marito o moglie, di padre o madre.
3. le malattie organiche o traumatiche dun certo rilievo come la cecit?, la sordit?, il ritardo mentale, le condizioni di grave paresi o spasticit?;
4. la presenza dun corpo o un viso molto sgraziato;
5. la presenza di particolari e gravi handicap di tipo sociale, dovuti a rilevanti procedimenti penali, tossicodipendenza, alcoolismo o condotte morali particolarmente deplorevoli. Questa categoria era molto pi? ampia in passato quando il filtro familiare e sociale, nella scelta del partner, era ben presente. Attualmente, giacch? prevale nettamente la scelta individuale basata sulle emozioni e sui sentimenti, il numero di persone che non riescono a sposarsi per motivi sociali si ? molto ridotto;
6. le difficili o precarie situazioni economiche. Come lestrema povert? o la mancanza di lavoro stabile.
In passato con zitella o scapolone si voleva indicare qualcuno che non era stato in grado, a causa di problemi fisici, psicologici, economici o sociali, di raggiungere una condizione minima che permettesse di prendere marito o moglie.
Il figlio, o peggio la figlia, non sistemati, cio? non convolati a giuste nozze, erano un pesante cruccio per i genitori ed i parenti anche se, nel ruolo di zii e zie erano preziose per i nipoti e sintegravano molto bene nella rete affettiva e familiare.
I giovani che soffrono di queste problematiche, a volte non tentano neppure di stabilire rapporti sentimentali significativi in quanto temono il rifiuto delle loro profferte amorose o hanno paura che i loro sentimenti possano non essere ricambiati sufficientemente. Pertanto, simpongono di non lasciarsi mai andare ad una relazione coinvolgente. Questi giovani hanno, in definitiva, paura di perdersi nellamore e cercano di difendersi mantenendo delle relazioni molto povere e superficiali.
Per tali motivi i single per necessit? tendono ad incanalare la loro affettivit? in altre direzioni, cercando le gratificazioni necessarie in ruoli diversi. Altre volte, pi? semplicemente, rivolgono a qualche animale da compagnia le indispensabili gratificazioni e il loro bisogno di dare e ricevere affetto.
Alcuni di loro, approfittando della notevole libert? presente oggi, instaurano con gli altri delle relazioni brevissime, anche di tipo sessuale. Relazioni per? che abbandonano precipitosamente gi? dopo qualche giorno, in quanto non saprebbero gestirle in maniera adeguata.
I single per comodit?.
I single per comodit? nascono, soprattutto, da una condizione giovanile apparentemente invidiabile.
Vivere nella casa dei genitori fino a tarda et? significa avere ogni giorno, gratuitamente, pasti sempre pronti e caldi, cucinati dalle tenere mani della mammina, alle ore stabilite. Mammina che, nel fare la spesa, terr? sicuramente conto dei desideri e capricci del figlio o della figlia. Vivere nella casa dei genitori significa non pagare affitti, mutui e bollette: di luce, gas, telefono, raccolta dei rifiuti ecc.. Significa anche avere ogni giorno, nei cassetti, biancheria e camicie pulite e ben stirate, gi? pronte per essere indossate. Significa ricevere ogni sabato, da parte dei genitori o dei generosi e compiacenti nonni, un piccolo ma sufficiente gruzzoletto da sommare a quello guadagnato effettuando qualche piccolo lavoro. Soldini da spendere in compagnia dellamore di turno o con gli amici nei ristoranti, pub e discoteche pi? alla moda, senza problemi dorario, utilizzando lauto di pap? ben rifornita di benzina e olio.
Laccettazione sociale e familiare di questa condizione, un tempo deplorata, negli ultimi anni, ? notevolmente maggiore e cos? le gratificazioni. Al posto della zitella vista con occhio critico e malevolo come una che non ? riuscita a trovare uno straccio di uomo che la sposi, c? la nubile che preferisce non sposarsi in quanto lavora, si autogestisce, non ha fretta di accasarsi, ? autosufficiente.
Gli incitamenti dei genitori, parenti e amici sono quasi sempre di segno opposto a quelli presenti fino a qualche decennio fa. Se prima questi stimolavano al matrimonio: Cosa aspetti alla tua et? io ero gi? sposato. Cosa aspetti? Gli anni passano e non sei ancora sposato/a. Non ho intenzione di mantenerti a lungo. Fatti la tua casa e vai via. Adesso sono di tuttaltro tenore: Non ti sposare; non ti inguaiare. Chi te lo fa fare; cosa ti manca nella tua casa, che ti costringe ad intraprendere una strada cos? rischiosa, difficile e penosa?
Agli incitamenti dei genitori e degli amici si aggiungono spesso anche i ricatti del datore di lavoro. Ho un posto di dirigente, ma certamente non lo dar? a chi ha avuto la malsana idea di mettere su famiglia. I single per comodit? godono anche della protezione della legge, che costringe i genitori a tenere e a mantenere i figli in casa fino a quando non hanno trovato un lavoro sufficiente ai loro bisogni e soprattutto di loro gradimento!
I single infantili.
Vi ? poi la popolazione dei single infantili. Chiamati anche single da sindrome di Peter Pan. Anche questa ? una categoria sempre pi? numerosa. Si tratta soprattutto di maschi, ma anche di donne, che non sono stati aiutati a sviluppare nella vita la necessaria grinta e il desiderio di autonomia a causa di uneducazione troppo dolce, tenera e permissiva. Uneducazione detta alla Nutella.
A differenza dei giovani che sono stati educati in modo permissivo ma non guidati, questi sono stati costantemente guidati e curati dai genitori ma con modi troppo dolci e accondiscendenti, con il risultato di avere s? dei giovani studiosi, ben educati ed affettuosi, ma anche essenzialmente pigri, egoisti ed in fondo al loro animo eterni bambini. Vorrebbero sposarsi ma a patto di trovare una moglie o un marito che permetta loro di vivere con le stesse premure, cure e attenzioni prestate loro da mamma e pap?.
I single spaventati.
Questo gruppo ? costituito da giovani notevolmente spaventati e scoraggiati dallattuale realt? nella quale sono inseriti o che osservano attorno a loro. Per questi giovani i messaggi che arrivano dallambiente sociale che li circonda sono notevolmente allarmanti per quanto riguarda il matrimonio e la costruzione duna nuova realt? familiare.
Nellambito della nostra ?quipe, abbiamo labitudine di fare, a met? mattina, una lunga ma interessante pausa. E cos?, mentre tutti insieme prendiamo il t? o il caff? con i biscottini e, quando la provvidenza lo permette, anche con qualche fetta di torta o di crostata preparata in casa, si parla di tutto. Si discute dei bambini appena visitati, degli esami universitari ma anche dei problemi giovanili.
In una di queste pause, mentre si discuteva di fidanzamento, matrimonio e delle difficolt? che hanno i giovani a sposarsi a causa del lavoro o di altri impedimenti, un giovane psicologo tirocinante, lunico maschio del gruppo oltre me, che aveva sentito le ragazze dissertare su questi argomenti se ne usci con una semplice, elementare domanda: Ma perch? sposarsi? Per la verit? mi aspettavo che le giovani colleghe, da cui era attorniato, avrebbero portato non uno, ma cento buoni motivi validi a stimolare i giovani a convolare a giuste nozze. Invece, con mia grande sorpresa, la domanda cadde nel silenzio pi? totale. Tutti ci guardavamo imbarazzati alla ricerca duna risposta adeguata senza, per?, riuscire a trovarla.
Ho cercato allora, con laiuto degli stessi giovani, di focalizzare lattenzione su tutto ci? che li spaventa e li allontana o li fa recedere da impegni di tipo matrimoniale e ne ? venuto fuori un elenco sul quale i politici, i sociologi, gli uomini di chiesa e tutte le persone che hanno a cuore il futuro della societ? umana dovrebbero riflettere.
LE PAURE MASCHILI
1. La frequenza dei conflitti e delle separazioni.
Gli uomini sono allarmati dai numerosi conflitti presenti nelle famiglie e nelle coppie che li circondano.
Perch? sposarsi quando i conflitti nelle coppie sono cos? frequenti e numerosi? Perch? sposarsi e investire tanto, dal punto di vista affettivo ma anche economico, se le unioni durano cos? poco e vi ? unalta probabilit? che, dopo qualche mese o nella migliore delle ipotesi dopo qualche anno, resterai solo, senza una moglie e senza il continuo stabile contatto con i tuoi figli che vedrai, se avranno la bont? di uscire con te per andare al ristorante, soltanto il sabato e la domenica?
Perch? fare mille sacrifici per comprare o costruire e arredare una casa quando con molte probabilit? dopo qualche anno, o peggio dopo qualche mese dalle nozze, vi sar? il concreto rischio di rimanere senza casa, senza mobili, senza suppellettili e chiuso, se ti va bene, dentro un monolocale con dei figli ed una moglie a carico da mantenere per decine danni?
2. La gestione della famiglia.
Perch? sposarsi quando nella gestione della famiglia e dei figli il marito ed il padre, ormai, non contano quasi nulla in quanto le leggi tendono a valorizzare, proteggere e tutelare sempre di pi? le donne ed i bambini, a scapito degli uomini e dei padri?
Perch? sposarsi quando nella famiglia che andrai a formare non si sa bene chi ha la responsabilit? e di che cosa ? responsabile e quindi, con molte probabilit?, leducazione dei figli ma anche la gestione della stessa famiglia sar?, nel complesso, gravemente carente, deficitaria se non fallimentare?
3. La scarsit? di cure reciproche.
Perch? sposarsi quando, lavorando entrambi, da parte della tua futura moglie la cura verso di te, la cura della casa e dei figli sar? affidata a qualche servizio privato, statale o a qualche extracomunitario e tu, nei confronti dei tuoi figli, avrai solo il compito di fare il tassista, mentre loro, quando sarai vecchio o con gravi problemi, si prenderanno solo la briga di telefonare al gerontocomio o alla clinica pi? a buon mercato?
4. La notevole frequenza dei tradimenti.
Perch? sposarsi quando le probabilit? duno o pi? tradimenti da parte di tua moglie che frequenter?, giorno dopo giorno, nel mondo di lavoro altri uomini che sicuramente le faranno la corte, sono cos? alte?
Perch? sposarsi quando i figli che dovrai mantenere per decenni, con molte probabilit? saranno figli di altri uomini, con i quali tua moglie ha avuto fugaci o stabili rapporti?
LE PAURE FEMMINILI
1. Gli impegni eccessivi.
Sei sicura che sposarsi sia una buona scelta quando ? noto che dovrai accollarti il triplice ruolo di donna moglie, donna casalinga e donna operaia o impiegata, con conseguenti stress, conflittualit?, sensi di colpa e depressioni?
2. La paura dellinfedelt?.
Sei sicura di fare la cosa giusta sposandoti quando lamore e linteresse del tuo uomo potr? finire entro breve tempo a causa delle tante giovani e belle fanciulle che lo circonderanno di affettuose disponibilit?, per cui vi sar? il rischio che tu resti con due o pi? figli da seguire per molti anni da sola, mentre il tuo ex avr? la possibilit? di frequentare liberamente, cos? come meglio gli aggrada, le sue giovani e intraprendenti colleghe?
3. Le difficolt? nel mondo del lavoro.
Sei certa che valga la pena sposarsi se, dopo aver studiato per tanti anni e aver conseguito una laurea e una specializzazione, avrai notevoli difficolt? a fare carriera in un mondo, quello economico o politico, nel quale ? pi? facile raggiungere le vette pi? alte se si ? liberi?
Perch? sposarsi se questa condizione ti costringer? a fare i salti mortali per contemperare le mille esigenze familiari con quelle dellazienda o dellufficio dove lavori?
4. La scarsa idoneit? al ruolo materno.
Perch? sposarsi se, complici i tanti, troppi impegni e la mancanza di formazione idonea al ruolo materno, non potrai dare ai tuoi figli quella madre dolce, affettuosa, presente, dialogante, vicina, che loro richiederebbero?
Perch? sposarsi quando, dopo qualche anno, ti ritroverai con il rimorso ed i sensi di colpa per aver cresciuto dei figli disturbati, aggressivi, instabili, maleducati, arroganti, che odiano e disprezzano il mondo ma soprattutto odiano e disprezzano chi li ha messi al mondo?
Il silenzio femminile nella pausa caff?, pi? dogni parola comunicava che anche per le donne il matrimonio non ? pi? quel meraviglioso, roseo sogno di qualche decennio fa.
I single per problemi economici.
Vi ? poi limpatto economico sulla formazione e conduzione della famiglia. La societ? dei consumi, favorita anche dallapparato statale, blandisce il povero portafoglio, inviando continuamente messaggi che invogliano a spendere per comprare o usufruire sia del necessario che del superfluo. Pertanto la netta sensazione che i giovani hanno ? che, per mantenere una famiglia e dei figli, sia necessaria unenorme quantit? di denaro.
Non solo non bastano i proventi del lavoro duno solo dei due coniugi ma al lavoro di entrambi, con molte probabilit?, bisogner? aggiungere anche molte ore di straordinario e di occupazioni in nero. Si presenta allora agli occhi dei giovani una vita fatta dun massiccio impegno lavorativo e di spese ingenti, senza la possibilit? di godersi il rapporto di coppia, i figli, la casa, la famiglia, gli amici.
A queste condizioni gli inviti ad affrontare la vita a due con coraggio, fiducia, determinazione e generosit?, non possono che cadere nel vuoto.
Confrontando le due condizioni: sposati o single, i giovani avvertono che, anche quando non vi fosse una famiglia dietro le spalle che curi, protegga, e soprattutto rifornisca di viveri e denaro, e anche quando si fosse costretti a vivere in un monolocale o in una casa condivisa con altri, la condizione di single ? forse pi? conveniente di quella di sposati in quanto, non dovendo pensare ad altri, se non a s? stessi, badando a non esagerare troppo con le spese, si pu? vivere liberi da impegni familiari e di coppia.
I Single di ritorno.
Unaltra consistente porzione di single, chiamati di ritorno ? costituita da tutti quegli uomini e donne che avevano contratto un matrimonio o una stabile convivenza ma che, per motivi vari, si sono separati e, quindi, sono andati ad ingrossare il numero delle persone sole.
Una parte di loro, soprattutto donne, spesso preferisce continuare a vivere nella casa familiare; altri, soprattutto gli uomini, frequentano monolocali o residence vicino al posto di lavoro; mentre solo alcuni preferiscono rientrare nella famiglia dorigine.
Essendo la condizione economica dei single di ritorno nettamente peggiorata dopo il divorzio, essi controllano continuamente il borsellino della spesa. Molti di questi, soprattutto donne, dopo una prima bruciante esperienza, non sono disponibili ad unioni stabili di tipo matrimoniale; altri, soprattutto uomini, cercano dinstaurare con altre donne molto pi? giovani di loro un rapporto stabile, facendo tesoro delle esperienze del passato.
Tutti questi single, ironicamente chiamati i riciclati dellamore, cercano una nuova compagna sfruttando le amicizie, le discoteche, ma anche gli annunci matrimoniali effettuati da giovani e belle straniere desiderose di poter vivere in Italia e di ottenere, con il matrimonio, una buona sistemazione economica oltre che la cittadinanza italiana.
I single traumatizzati.
Per ultimo, non possiamo non accennare ai single traumatizzati. Questo gruppo ? composto da soggetti che hanno avuto una vita affettivo relazionale spesso molto coinvolgente, che li ha portati a rapporti amorosi ricchi dintimit?, sessualit? e disponibilit? allaltro ma che, per vari eventi come linfedelt?, il progressivo estraniamento dellaltro, unaccesa conflittualit?, sono stati costretti a rompere un legame importante. Poich? una relazione insoddisfacente toglie la possibilit? di fare programmi per il futuro, ma anche la voglia di vivere, il dolore ed il trauma sub?to rendono queste persone affettivamente frigide e, quindi, momentaneamente incapaci di qualunque ulteriore coinvolgimento emotivo. Per questi uomini e donne amare qualcuno equivale ad esporsi, rischiare, magari venire ancora di pi? traumatizzati o psicologicamente messi in crisi. La paura del dolore fa loro cercare delle difese di vario tipo per evitare dessere colpiti dalle frecce di Cupido.
Cosa comporta la condizione di single?
La condizione di single non ?, come spesso oggi viene descritta, una condizione invidiabile e felice di giovani liberi, dediti ad un lavoro piacevole, alle conquiste, alle avventure e ai viaggi, sempre aperti a nuove conoscenze, mentre si vivono delle esperienze sessuali sconvolgenti.
Le statistiche, infatti ci confermano che il rapporto di coppia ? loptimum psicofisico per lessere umano e che una buona e sana famiglia, con legami interpersonali stabili e gratificanti, migliora notevolmente il benessere individuale.
Al contrario, i legami saltuari e precari, inseriti in un contesto povero di progettualit?, apportano spesso tristezza, insicurezza, amarezza, delusione, ansia, in quanto sia le donne sia gli uomini vivono queste condizioni con una sensazione sgradevole dincapacit?, provvisoriet?, incompletezza in quanto avvertono di non costruire nulla, di non avere stabili punti di riferimento, di essere spaesati e fuori posto nella societ?.
Chi si sposa gode, infatti, duna vita pi? longeva e vive con una migliore salute di chi non si sposa. Chi ? solo raddoppia o addirittura triplica le probabilit? duna morte precoce. Sono soprattutto i maschi non sposati che hanno pi? rischi: vivono in media dieci anni di meno, conducono una vita pi? disordinata, fumano e bevono di pi?, vanno a dormire tardi, hanno pi? incidenti automobilistici.
Le donne single, giacch? soprattutto per loro, la dimensione di coppia ? sempre un traguardo da raggiungere, a volte provano in tutti i modi a stabilire dei legami stabili, almeno dal punto affettivo, ma si accorgono che da parte degli uomini, ben presto, il corteggiamento serrato, le mille attenzioni loro prestate da questi ultimi, insomma la loro passione iniziale, scema a volte gradualmente, altre volte precipitosamente, lasciando il vuoto nellanima e lamarezza in bocca.
Si accorgono che per molti uomini ? normale passare da una fase di corteggiamento ad una di seduzione con annesse infocate dichiarazioni damore, ma il tutto si esaurisce di solito dopo aver conquistato loggetto del loro interesse, cio? il loro corpo.
Raggiunto lobiettivo agognato, eccoli diventare indifferenti: non si preoccupano di chiamare, si fanno vivi in modo irregolare, pretendono quantit? irragionevoli di attenzioni.
Molte di queste donne preferiscono allora cercare, nelle amicizie con lo stesso sesso, confronto, conforto e sostegno. Con laiuto delle palestre, delle gite organizzate, dei centri benessere ed estetici, tentano di curare il corpo e lo spirito. Con questi accorgimenti, come spesso consigliato dagli psicologici delle riviste femminili, cercano di volersi bene. Ma, mentre lorologio biologico inesorabilmente scandisce la fine del periodo fertile, le stesse donne, anche se al vertice di posizioni economiche e lavorative, avvertono con sempre pi? angoscia e amarezza la perdita dellesperienza materna e duna propria famiglia.
Il senso dincompletezza fa giudicare il lavoro, inizialmente cos? bramato, come qualcosa di odioso che ha loro impedito la realizzazione pi? profonda della loro anima.
Per gli uomini ? ancora peggio. Essi cercano di alleviare la solitudine e la mancanza duna vita sessuale costante, impegnandosi in attivit? sportive, oppure frequentano palestre e cinema ma la vita da single li rende pi? depressi e aggressivi; li fa vivere ancora meno delle donne, sia per la penosa condizione di solitudine, sia per gli stravizi ai quali spesso si abbandonano per cercare di compensare la malinconia e la tristezza che li opprime. Pertanto, se prevalgono lo scoraggiamento e la depressione, tendono a bere e a fumare, trascurando le pi? elementari attenzioni nei confronti del proprio benessere fisico e psichico.
In sintesi la solitudine pu? essere gratificante quando ? temporanea, se dura nel tempo pu? portare alla disperazione.
Ma anche per la societ? non sono tutte rose e fiori. Infatti, se dal punto di vista economico, apparentemente e momentaneamente, sono pi? produttive le persone che possono liberamente dedicarsi agli impegni lavorativi senza preoccupazioni ed impegni familiari, successivamente, mancando una stabilizzazione, una gratificazione affettiva e una motivazione familiare, entrambi i sessi, ma soprattutto le donne, sono pi? facilmente preda dellansia, della depressione, nonch? di molte malattie sia reali che immaginarie. Pertanto, la condizione di single alla lunga riduce notevolmente il loro rendimento sia nel lavoro sia negli affari.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Uomini e donne al bivio- Quali strade per l’amore?”
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