
26 Mar Il calo delle nascite
Nonostante listinto materno sia molto forte, le cause principali del calo, o meglio del crollo delle nascite coinvolgono entrambi i sessi: uomini e donne, mariti e mogli, ma anche nonni, familiari e amici spesso concorrono in modo negativo, non incoraggiando o chiaramente sconsigliando la procreazione.
I motivi sono tanti e tutti concorrono ad allontanare nel tempo o a limitare al massimo, se non ad escludere, nelle famiglie, larrivo di nuove vite umane.
La consapevolezza di non poter garantire un ambiente sereno.
Sia istintivamente che razionalmente noi avvertiamo che un bambino dovrebbe essere concepito e nascere in un ambiente stabile, sereno, ricco di tenerezza, pace e amore. Come pensare di mettere al mondo dei figli quando le incomprensioni, le accuse, i dissidi, o i conflitti sono frequenti e gravi e sconvolgono e straziano quasi ogni giorno le coppie e le famiglie? Come pensare di mettere al mondo dei figli quando i litigi tra i coniugi non sono un fatto eccezionale ma il velenoso pane quotidiano; quando i padri fanno di tutto per mettere in cattiva luce le madri e viceversa; quando i nonni sputano veleno contro nuore e generi; quando gli amici si dividono per difendere a spada tratta o incolpare ora luno ora laltro? Difficile pensare di mettere al mondo dei figli quando lambiente extra-familiare non brilla per armonia e serenit?. Non solo per le tante guerre sparse per il mondo, ma anche e soprattutto per le atrocit? in parte vere, in parte frutto di finzione, riversate nelle case in ogni ora del giorno e della notte da una televisione che cerca di attirare spettatori sollecitando emozioni e bassa istintivit?.
La consapevolezza di non poter garantire la soddisfazione dei bisogni essenziali di un bambino.
Quali probabilit? vi sono che questo bambino possa continuare ad avere due genitori quando le separazioni ed i divorzi sono cos? frequenti? E poi come garantire a questo bambino leducazione necessaria quando i bisogni che la societ? dei consumi propone sono sempre pi? numerosi, costosi e sofisticati?
Come garantire una corretta educazione quando, con lavallo dello Stato , entrano fin dentro le case e quindi fin dentro lanimo dei bambini, mediante la TV, la radio, Internet e ora anche con i telefonini, scene, pensieri, situazioni altamente diseducativi, nei quali la fanno da padroni il sesso, la violenza, la volgarit?, la menzogna, laggressivit?? Elementi diseducativi e distruttivi dai quali ? oltremodo difficile, se non impossibile, poter difendere la propria famiglia ma soprattutto i propri figli.
La mancanza o la scarsa quantit? di gratificazioni.
Un figlio per essere desiderato dovrebbe essere fonte anche di gioia e gratificazioni. In una situazione di normalit? il tempo, le energie, la fatica, la pazienza e i sacrifici necessari per la crescita di un nuovo essere umano dovrebbero essere, almeno in parte, ricompensati dal piacere e dalle gratificazioni. Dovrebbe essere fonte di gioia il neonato, per la dolcezza del suo visino, per le buffe espressioni con le quali accoglie le nuove esperienze, per i teneri sorrisi che dispensa. Dovrebbe essere fonte di gioia il bambino, quando comincia a conquistare il mondo con la sua infantile ma ricca personalit?. Dovrebbero essere fonte di gratificazione per i genitori ladolescente, che si affaccia alla maturit? con la caratteristica esuberanza, forza e determinazione e poi il giovane che infonde con il suo lavoro e la sua nuova famiglia, nuova linfa nella storia dellumanit?.
Il giovane figlio dovrebbe essere in grado di prendere presto il testimone dalle mani dei genitori per portarlo sempre pi? lontano, ma nello stesso tempo, dovrebbe essere a loro vicino per aiutarli e assisterli negli anni difficili della vecchiaia, cercando di lenire problemi e limiti causati dallet?. Purtroppo molte di queste gratificazioni, piaceri e gioie non sono pi? appannaggio dei genitori.
Pap? e mamma, quando il bambino ? piccolo, inseguiti dalla fretta, dagli impegni e dalle necessit? lavorative, sociali ed economiche, molto spesso non riescono ad apprezzare e gustare il dialogo, lamore e la presenza dei loro figli. Quando poi questi figli si affacciano nel burrascoso periodo adolescenziale, spesso i genitori li sentono allontanarsi ogni giorno di pi?, mentre lincontro e lintesa rischiano di trasformarsi in scontri o in rapporti freddi, distaccati e superficiali.
Infine, pensare di essere accompagnati, sostenuti, assistiti, sollevati dai pesi e dalle limitazioni degli anni e della vecchiaia diventa sempre pi? frequentemente pura illusione in quanto, accanto ai vecchi genitori, per ascoltarli, assisterli e curarli, ? molto pi? facile che vi siano braccia, volti, orecchie e occhi sconosciuti e stranieri provenienti da lontani paesi, che non occhi, braccia e volti da sempre conosciuti e amati come quelli dei loro figli.
In definitiva, si avverte nettamente che questo rapporto di dare e avere tra le generazioni si concluder? con una netta perdita per i genitori. Questa consapevolezza non fa che accentuare la frustrazione ed il rifiuto verso la maternit? e la paternit?.
La scarsa presenza di un sicuro e valido spazio affettivo.
Lo spazio affettivo sicuro e valido ? quello spazio fatto di dialogo, attenzioni, ascolto, disponibilit?, nel quale il bambino da una parte pu? muoversi in piena sicurezza, mentre dallaltra, in questo spazio, pu? ricevere e far propri preziosi apporti educativi e formativi. Lo spazio affettivo pu? essere ampio, come nelle famiglie allargate, nelle quali molte persone, sia adulti che minori, unite da legami di sangue o di parentela vivono insieme in armonia e collaborazione reciproca, oppure pu? essere limitato e ristretto soltanto ai due genitori o addirittura ad un solo genitore e a qualche sporadico amico di famiglia. Sappiamo che quanto pi? ampio ? lo spazio affettivo e relazionale con caratteristiche positive nel quale il bambino pu? liberamente ed in sicurezza scambiare, tanto pi? facile ? la sua gestione, in quanto i molteplici punti di riferimento positivi, diminuiscono limpegno diretto e personale dei genitori. Al contrario, quanto pi? ristretta ? la rete affettiva e familiare, tanto pi? difficile, penosa e snervante ? la gestione della crescita dei minori. Quanto pi? rischioso e pericoloso ? lo spazio delle relazioni, tanto pi? attenzioni sono necessarie per farlo vivere ai figli senza troppi rischi. Quando il mondo economico e le politiche familiari, non solo non favoriscono ma anzi rendono difficile o ostacolano una ricca, positiva ed efficace rete familiare, si vengono a strutturare le attuali mini famiglie, le quali da una parte non sono in grado di gestire correttamente leducazione del minore, dallaltra rendono oltremodo difficoltoso limpegno per il suo sviluppo.
La insufficiente presenza di uno spazio fisico.
Oltre allo spazio affettivo ? importante anche lo spazio fisico. Se il bambino ha attorno a s? un ampio spazio strutturato in modo tale da potersi muovere liberamente senza rischio per la sua incolumit? fisica e morale, come potrebbero essere cortili, giardinetti e altri spazi verdi attorno o vicino alle case, limpegno diretto della famiglia diminuisce notevolmente, mentre nel contempo migliora lumore ed il benessere psicologico del minore. Quando invece il bambino ? costretto in spazi limitati e ristretti, come quelli presenti nei normali appartamenti in condominio, le limitazioni, i divieti, ma anche i rischi sono notevolmente maggiori, con conseguente aggravio dellimpegno e del controllo da parte dei genitori e maggiore frustrazione e tensione emotiva da parte del bambino.
I notevoli costi economici.
Un figlio, una nuova bocca da sfamare, come si diceva nelle societ? contadine di una volta, ha avuto sempre un costo economico, ma mai nella storia umana il costo economico della cura, allevamento, formazione ed educazione di un essere umano ? stato cos? alto, com? attualmente nelle societ? occidentali. E ci? essenzialmente per due motivi.
Il primo riguarda gli stili di vita imposti dalla pubblicit? e dalla societ? dei consumi, che condizionano pesantemente le scelte dei genitori i quali, non si sentono buoni genitori, se non si allineano a certi standard. Per sentirsi un buon genitore non basta comprare delle scarpe al proprio figlio ma, ? necessario che queste siano di moda e, se possibile, griffate. Lo stesso vale per la cartella, il diario, i quaderni, i vestiti, i mobili della sua stanzetta ecc.. Non basta un telefono in casa ma ogni componente della famiglia ne deve avere almeno uno, se non due o tre. Come non basta in casa un televisore o una radio, ma ? necessario che vi sia un televisore in ogni stanza. Per sviluppare normalmente il corpo di un bambino, non ? sufficiente camminare, correre e giocare liberamente, ma un buon sviluppo fisico deve passare attraverso palestre o attivit? sportive da frequentare, naturalmente, a pagamento. Vi ? poi la formazione culturale e scolastica che si associa al divieto di lavorare. Non viene considerata assolutamente sufficiente listruzione familiare, come non viene considerato sufficiente neanche qualche anno di istruzione nelle scuole pubbliche o private. Sono obbligatoriamente necessari molti, molti anni da trascorre sui libri e nei banchi di scuola. Perch? lo Stato lo impone e perch?, per trovare un lavoro prestigioso, sono necessari certi standard formativi. Il fatto che lo Stato imponga, con lobbligo scolastico, una certa istruzione di base, attualmente in Italia fino a sedici anni, potrebbe essere un fatto positivo soltanto se la societ? civile potesse assumerne tutti gli oneri. Ci si aspetterebbe allora che fosse completamente gratuita la frequenza delle lezioni, ma anche completamente gratuiti dovrebbero essere i libri. Ma non solo.
Se lo Stato impone alle famiglie per i minori lo studio, piuttosto che il lavoro con il quale questi potrebbero essere rapidamente indipendenti, questa operazione dovrebbe essere a costo zero per le famiglie, in quanto ? la societ? civile che dovrebbe farsi carico del necessario mantenimento dei minori fino allet? nella quale persiste lobbligo scolastico ed il divieto di lavorare. Per un minimo di correttezza e di giustizia, delle due una: o lo Stato lascia libere le famiglie di regolarsi come meglio credono nelle loro scelte educative e formative o, se la societ? ? consapevole che ? un bene per la comunit? civile che i propri concittadini abbiano un alto livello distruzione, se ne assuma tutti gli oneri che ne conseguono. In caso contrario? In caso contrario non pu? che accettare, senza incolpare i genitori di egoismo, quello che milioni di famiglie gi? fanno e cio? limitare al massimo il numero dei figli o escluderli del tutto, per evitare di affrontare spese ingenti per numerosi anni.
Le limitazioni nella carriera professionale, politica o sociale.
Se la carriera professionale o politica ? considerata importante, e messa al primo posto, non vi ? dubbio che questa sar? limitata dalla nascita di uno o pi? figli. Come pensare alla carriera e seguire efficacemente e contemporaneamente un figlio? Com? possibile, se richiesto dal datore di lavoro, spostarsi da una citt? allaltra e seguire un figlio? Stabilit? nel lavoro, licenziamento, avanzamento di carriera e maggior stipendio spesso dipendono da quanto si riesce a dare nel lavoro, non da quanto si riesce a dare come genitori.
Le limitazioni nel tempo libero e nelle gratificazioni personali.
Un figlio o peggio, pi? figli limitano e condizionano molte scelte e necessit? personali. Limitano la possibilit? di utilizzare il tempo libero. Limitano la possibilit? di accedere alle cure del corpo. Limitano la possibilit? di impegnarsi nellagone politico e sociale. Limitano la vita di coppia. Se leducazione delle nuove generazioni ? stata impostata sulla valorizzazione dellindividuo e sulla conquista del massimo piacere e gratificazione personale e non sulla gioia della conquista e del dono queste, ed altre limitazioni della libert? individuale, saranno vissute con un senso di penoso sacrificio, che si cercher? di evitare sfuggendo o limitando al massimo le gravidanze.
Linadeguatezza.
Vi ? poi il problema dellinadeguatezza. Nelle societ? avanzate del ricco e tecnologico occidente tutti i genitori dovrebbero avere caratteristiche da Superman. Essi dovrebbero contemporaneamente essere impegnati in una o pi? attivit? lavorative, perch? i soldi non bastano mai; dovrebbero poi riuscire ad affrontare tutti gli impegni burocratici dettati ed imposti da una societ? avanzata e, contemporaneamente, dovrebbero riuscire ad impegnarsi ad educare e curare i figli.
La cosa detta cos? non sembra troppo difficile ma lo diventa a causa di una macchina burocratica e tecnologica sempre pi? complessa ed esigente. Non basta, infatti, essere disponibili a pagare le tasse ma bisogna avere una laurea in economia e commercio per poter assolvere, senza errori, a tutti gli impegni fiscali. Errori che tra laltro sono poi puniti severamente come fossero dei crimini.
Per spedire un pacco non basta confezionarlo e portarlo allufficio postale, ma bisogna saper compilare i moduli giusti nel modo giusto. Per telefonare non ? sufficiente alzare una cornetta e comporre il numero, ma bisogna fare un corso sulla comunicazione per poter capire come funzionano le mille diavolerie presenti nei normali cellulari.
Alte capacit? e cultura tecnologica e fiscale sono solo due dei tanti requisiti che dovrebbero avere dei buoni genitori. Questi, come SantAntonio, dovrebbero poi possedere ampi poteri di bi o tri locazione per essere contemporaneamente presenti al primo e secondo lavoro; per essere pronti ad accompagnare i figli nelle varie attivit? sportive, musicali e scolastiche indispensabili per farli crescere bene; dovrebbero moltiplicarsi per essere sempre disponibili ad accompagnarli alle visite dei vari medici e specialisti per non trascurare problemi, una volta considerati assolutamente accettabili ma che vengono oggi presentati come importanti e fondamentali per la futura salute dei giovani rampolli.
Nel contempo i genitori dovrebbero essere attenti nel controllare che i figli non si mettano in situazioni di rischio con radio, Tv, Internet e telefonini tutto fare. Strumenti i quali, nonostante venga ripetuto costantemente che di per s? non sono buoni o cattivi ma tutto dipende dalluso che se ne fa, costringono i genitori ad essere sempre disponibili e presenti mentre il figlio si collega in Internet e i pedofili ed i siti pornografici sono l? pronti a ghermirlo appena si distrae un attimo.
E ancora i genitori devono essere presenti e disponibili, come viene giustamente consigliato dai buoni psicologi, a sedersi accanto ai giovani virgulti che assistono ai programmi TV per selezionare, con loro, i programmi pi? adatti e contemporaneamente dialogare su quanto visto o ascoltato.
Naturalmente gli stessi genitori non possono mancare al loro ruolo di tassisti pronti ad accompagnare i figli nelle varie festicciole, ma anche alla danza, al teatro, al cinema perch? i figli hanno la necessit? di migliorare la loro cultura e contemporaneamente relazionarsi con i loro coetanei. Quando i figli sono pi? grandetti il loro servizio di accompagnatori si prolunga anche durante la notte. ? normale che durante ladolescenza, ma anche nei lunghi anni della giovinezza dei figli trascorsa in famiglia, la notte per i genitori non sia pi? fatta per riposare. Durante tutti questi anni il lavoro notturno dei genitori, infatti, consiste nellaccompagnare i giovani rampolli o le giovinette nelle varie discoteche o nelle case poste spesso in localit? fuori mano, come le ville in campagna e al mare, dove ? giusto che si divertano con i coetanei, per poi aspettarli per ore in macchina, oppure rientrare in casa e dormicchiare sul sof? in attesa di andarli a riprendere. Se poi hanno raggiunto il traguardo dei diciotto anni e quindi della patente e hanno diritto alle chiavi e allauto propria o di pap?, le cose non migliorano affatto perch? non ? fino a mezzanotte che bisogna aspettare i figli, ma fino alle cinque – sei del mattino. E solo mentre albeggia che si avrebbe il diritto di riposare e ritrovare un po di pace e tranquillit?, dopo aver sentito il rumore della macchina posteggiata nel condominio e il tonfo della porta di casa che, finalmente, indica il ritorno tra le mura domestiche dei giovani nottambuli. Questi due segnali sono essenziali per capire che, almeno per quella notte, i propri figli e la preziosa auto non sono andati a sbattere contro un albero o un muro, n? si sono fracassati scontrandosi contro unaltra macchina. A quel punto, per?, bisogna essere pronti e pimpanti per iniziare unaltra giornata di lavoro.
Linadeguatezza si presenta anche nel momento della relazione. Uomini e donne educati ed istruiti entrambi allo stesso modo nella prospettiva e nellattesa di un comune futuro impegno professionale e di carriera, con scarsa o senza alcuna preparazione alla vita genitoriale e familiare, dovrebbero essere capaci di atteggiamenti e comportamenti difficilmente compatibili. Ad esempio, se hanno scelto la carriera militare, dovrebbero andare per qualche mese in missione di pace per sganciare bombe e mitragliare senza piet? i ribelli che non vogliono accettare la nostra democrazia, dimostrando virilit?, grinta, dinamismo, aggressivit? e sicurezza in questo loro quotidiano lavoro, per poi tornare a casa ad accudire amorevolmente il nuovo nato, preparandogli ottime pappine prima di cantare al suo capezzale dolci e tenere ninnenanne!
Nonostante linadeguatezza tra ci? che si richiede ai genitori e le loro reali possibilit? sia notevole ed evidente, pochi si pongono il problema sia di preparare questi genitori, sia di facilitare e rendere possibile il loro compito. Si fa invece a gara nel complicarlo sempre pi? riversando ed inserendo, allinterno delle famiglie, bisogni, esigenze e strumenti sempre pi? difficili da governare e controllare.
Si vuole ad esempio che la famiglia educhi i figli allamore, alla legalit?, al rispetto e alle buone maniere ma poi si lascia, si dice per amore della libert?, che i mass media invadano le case, i cuori e le menti di ogni membro della famiglia con immagini e contenuti grondanti violenza, volgarit?, superficialit?, aggressivit?, opportunismo.
Tratto dal libro: “MONDO AFFETTIVO E MONDO ECONOMICO” DI Emidio Tribulato
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