
26 Mar I disegni dei bambini raccontano
I vegetali, gli animali, ma soprattutto gli esseri umani comunicano. La comunicazione ? una capacit? ed un bisogno insito nella vita, necessario per tutte le vite.
Le modalit? mediante le quali ci mettiamo in contatto con noi stessi e con gli altri sono moltissime, non solo nel mondo degli esseri umani, ma anche nel mondo animale e vegetale. Se noi comunichiamo con la voce, con i gesti, con la radio, il telefono, la TV, la carta stampata, gli animali comunicano e lanciano segnali agli altri esseri viventi mediante la luce, i suoni, gli odori, il movimento, la postura e la gestualit?. E allora se le lucciole ma anche molti pesci abissali usano la luce, se i predatori marchiano il loro territorio con gli odori, se le api comunicano con la danza ed il movimento, il neonato usa lodorato e il suono della voce per riconoscere la madre.
Il bambino, per sua natura, ? interessato a tutti i mezzi di comunicazione. Mediante la vista e l’udito riconosce la madre, il padre, le persone familiari, i suoi giocattoli, la sua stanzetta, il suo lettino.
Con le parole, le espressioni del viso, e la gestualit? recepisce, elabora ed apprende una miriade di informazioni riguardanti il mondo, dapprima quello a lui pi? vicino e poi, gradualmente, anche le realt? pi? lontane e fuori dalla sua portata.
A sua volta al bambino piace lanciare dei segnali al mondo che lo circonda mediante i sorrisi, i baci, le carezze, le parole, e poi, successivamente, mediante il disegno e la scrittura.
E una comunicazione rivolta agli altri, al mondo al di fuori di lui, ma ? anche e soprattutto una comunicazione rivolta a se stesso, al suo mondo interiore, come quando il bambino gioca e con il gioco inventa, rende reali il prodotto della sua fantasia, della sua immaginazione, d? corpo ai suoi desideri e alle sue emozioni.
Sulla carta, sulla lavagna, sui muri, sulla sabbia, sul pavimento ritroviamo allora segnali immediati del suo mondo interiore: ritroviamo realt? e sogni; desideri e paure; amore e odio, tenerezza e aggressivit?.
Il disegno pu? essere, quindi, una finestra attraverso la quale possiamo capire:
le sue capacit? intellettive;
la sua et? mentale;
le sue capacit? fini motorie;
i problemi, le gioie, le ansie, le speranze, le attese, le paure di ogni giorno;
i suoi desideri e bisogni;
se ? presente una patologia possiamo seguirne l’evoluzione nel tempo;
mediante il disegno possiamo comprendere meglio le relazioni che egli stabilisce con se stesso, i compagni, con i genitori, con la scuola, con la famiglia, con la realt? sociale.
Linterpretazione del disegno infantile non pu? e non deve prescindere, quindi, dalla storia e dalla realt? del bambino, ma a questa storia e a questa realt? essa pu? offrire nuovi e ulteriori chiarimenti e luci, importanti per chiarire, capire e quindi per intervenire pi? efficacemente.
Il disegno infantile ci pu? permettere di completare o meglio definire una diagnosi, ci pu? suggerire gli interventi pi? efficaci, ma pu?, come una cartina di tornasole, farci meglio capire levoluzione della realt? interiore dei bambini, cos? come pu? raccontarci levoluzione del loro rapporto con la famiglia, gli amici, e la scuola.
E importante per? non tradurre in modo semplicistico e automatico quanto da lui prodotto.
I tratti, i colori, i personaggi, gli oggetti rappresentati, la loro posizione nello spazio non devono automaticamente essere interpretati come tratti caratteriali o peggio come chiari sintomi di disturbi della realt? interiore, familiare o sociale.
Questi segnali devono e possono soltanto essere valutati come uno dei tanti mezzi mediante i quali possiamo meglio capire la realt? del bambino con il quale veniamo in contatto o che cerchiamo di aiutare.
Solo cos? ? possibile evitare facili errori nellinterpretazione che potrebbero sviarci e confonderci.
In ogni disegno che presentiamo il punto di partenza sar? pertanto il bambino che conosciamo in quanto ? venuto alla nostra osservazione, insieme alla sua famiglia, e che ha lasciato nel disegno importanti segnali della sua realt?.
Ed ? per questo motivo che abbiamo intitolato questa raccolta di esperienze: I DISEGNI DEI BAMBINI RACCONTANO.
I disegni che pubblichiamo si riferiscono a bambini che abbiamo avuto in osservazione e che abbiamo seguito nel tempo, siamo per? disponibili a pubblicare e a dare la nostra interpretazione ai disegni che possono venire dai lettori se questi sono accompagnati da alcune fondamentali notizie come l’et? del bambino, il sesso, le sue caratteristiche psicologiche, la sua realt? familiare, scolastica e amicale. Queste informazioni saranno per? pubblicate in maniera anonima eliminando ogni dato sensibile che potrebbe far individuare il bambino in oggetto.
I DISEGNI DI GIOVANNI RACCONTANO
Iniziamo con Giovanni, un bambino che abbiamo iniziato a seguire quando aveva sei anni. La sua famiglia era stata percorsa da un grave lutto, il fratello di Giovanni era morto in un incidente stradale. Questa grave, drammatica perdita i suoi familiari, ma soprattutto la madre, non erano riusciti ad elaborarla per diversi anni. Pertanto in quella famiglia erano stata cancellate le feste, come il sorriso e la gioia. Questa cupa atmosfera si evidenziava nei primi disegni del bambino il quale si sentiva chiuso, ma anche quasi “cancellato” dentro una realt? angosciante e cupa.