
01 Apr Racconti di bambini adottati
Racconti di bambini adottati
Le violenze subite da Daniela prima delladozione si riflettono in questa storia.
Un cuore stanco di essere picchiato
Cera una volta un cuore che era stanco di essere picchiato dai suoi genitori. Lo picchiavano perch? combinava guai. Il cuore ? andato via e si ? sposato, ha avuto dei figli: una si chiamava Emanuela e laltro si chiamava Marco. Dopo ha avuto una famiglia tanto bella, perch? andavano daccordo e non picchiavano mai i figli, (a me non piace quando picchiano i figli!) E vissero tutti felici e contenti.
? da notare come la bambina metta in evidenza non il dolore del corpo che subisce le botte dei suoi genitori biologici, ma il dolore del cuore (cera una volta un cuore che era stanco di essere picchiato dai suoi genitori). Come a voler sottolineare che la cosa che laveva fatto soffrire di pi?, durante le sue prime esperienze infantili, era il dolore psicologico pi? che quello fisico, dellessere picchiata dalle persone che dovevano invece, amarla e proteggerla. Daniela, almeno in parte, giustifica queste violenze (lo picchiavano perch? combinava guai).
La bambina cerca di sfuggire al ricordo di questo ambiente violento, immaginando di sposarsi ed avere dei figli e, quindi, avere una famiglia propria nella quale non si picchiano i bambini. Questa famiglia da lei immaginata rispecchiava, nella realt?, quella adottiva, dove la bambina ormai viveva (Dopo ha avuto una famiglia tanto bella, perch? andavano daccordo e non picchiavano mai i figli).
Questo disegno, prodotto da unaltra bambina che era stata adottata insieme alla sorella, rappresenta il pap? e la mamma adottiva che si baciano, mentre lei e la sorella si tengono per mano. Non sappiamo se il disegno dei genitori adottivi che si baciano sia una critica nei loro confronti, ma non vi ? dubbio che lei ancora vede questa nuova famiglia come divisa in due: da una parte il padre e la madre adottiva, dallaltra lei e la sorella. Non vi ? ancora quellunit? che ci si aspetterebbe in una normale famiglia nella quale, di solito, i personaggi sono posti uno accanto allaltro, se non proprio uniti luno allaltro dalle mani che si stringono.
Questo disegno e il racconto che segue, effettuati da una bambina adottata, ci offrono un positivo rapporto tra la bambina adottata e i suoi genitori adottivi.
Patrizia Primo racconto
Un signore buono che sa perdonare
Un giorno cera una bellissima giornata, in cui cera un bel sole che splendeva, con delle nuvole tutte insieme in cielo. Poi cera un albero che dava tanti frutti; lerba che cresceva velocemente; e cera unerba che ? cresciuta tutta in una volta. Cerano tante rondini che erano molto grandi, crescevano i fiori ed erano di tanti colori.
Cera un signore che dava tanta acqua e sono cresciute tutte le erbe e gli alberi.
Nellalbero sono cresciute tante arance. Poi cera il cane che si mise a pestare tutta lerba, aveva fatto i suoi bisogni e aveva rovinato tutte le cose. Ma il signore non lo rimprover? perch? era buono ma il cane non era suo. Il cane era di una bambina che gli aveva dato botte. Il signore le chiese perch?? e lei disse che gli aveva dato botte perch? aveva rovinato il giardino. Il signore rimprover? la bambina, dicendole che il cane poteva fare ci? che voleva. Da quel giorno la bambina tenne il cane in casa con lei.
Il disegno eseguito da Patrizia, ? come diviso in due da una linea azzurra. Nella parte alta gli uccelli neri, troppo grandi, il sole di un colore eccessivamente sanguigno e le tante nuvole, ci suggeriscono la presenza di elementi di tensione e tristezza presenti nel suo passato di bambina abbandonata in istituto. La parte inferiore, invece, con lalbero che si innalza maestoso verso il cielo, il grande fiore, lerba e lo sproporzionato fungo, rimandano al suo presente, che appare sostanzialmente molto migliore del passato.
Anche dal racconto si evince che Patrizia aveva trovato, nella famiglia adottiva, forse soprattutto nel padre, qualcuno capace di darle quellaffetto che ? indispensabile per crescere bene (Cera un signore che dava tanta acqua e sono cresciute tutte le erbe e gli alberi). Questo signore viene descritto come buono ecapace di comprendere i comportamenti aggressivi e distruttive (Poi cera il cane che si mise a pestare tutta lerba, aveva fatto i suoi bisogni e aveva rovinato tutte le cose. Ma il signore non lo rimprover? perch? era buono). Un padre adottivo capace anche di comprendere laggressivit? presente nella bambina e la sua facile irritabilit? (Una bambina aveva dato botte al cane).
Ed ? proprio a motivo di questa comprensione ottenuta che la bambina, in questa nuova famiglia, essendo pi? serena e sicura di s?, ha la possibilit? di modificare le sue reazioni, tanto da riuscire a contenere la propria aggressivit? e a far emergere dei sentimenti amorevoli (Da quel giorno la bambina tenne il cane in casa con lei).
Molte volte noi adulti tendiamo a reprimere laggressivit? dei bambini rispondendo con altra aggressivit?. Niente di pi? errato. Laggressivit? nasce quasi sempre dalla sofferenza subita per svariati motivi: poco ascolto, scarsa presenza, ambiente familiare intriso di conflitti e cos? via. In questi casi la terapia migliore, per ridurre gradualmente per poi eliminare del tutto i comportamenti aggressivi, ? quella di offrire al bambino un maggiore ascolto, un rapporto pi? intimo e caldo, e delle piacevoli attivit? e giochi da fare insieme.
Patrizia Secondo racconto
Un cucciolo perduto e poi ritrovato
Cera una volta un coccodrillo che aveva un cucciolo; lo aveva perso. Pensava che gli altri coccodrilli se lerano mangiato, ma poi, cercando, cercando, lo trov? e vissero tutti felici e contenti.
In questo racconto di Patrizia il protagonista ? una mamma coccodrillo. Un rettile del quale di solito si ha paura, perch? tende ad aggredire gli altri animali e gli uomini. Ma la bambina nota come, anche in questo grosso rettile, cos? brutto e feroce, possa albergare un tenero amore nei confronti del figlio scomparso: tanto da cercarlo in preda al timore per la sua sorte, per poi, dopo averlo trovato, vivere insieme felici e contenti.
Ci siamo chiesti quale sia il significato di questo racconto: esprime forse lamore che i suoi genitori adottivi avevano nei suoi confronti? Oppure manifesta un desiderio, una speranza, che la sua mamma biologica possa riuscire a provare verso di lei lamore e lattenzione che descrive in questo coccodrillo?
Solo la storia di Patrizia ci pu? aiutare a capire quali erano in quel momento i pensieri e le emozioni della bambina.
Da questa storia scopriamo che la bambina, appena nata, era stata abbandonata dalla madre, per essere poi accolta in un istituto. Soltanto quando aveva quattro anni e mezzo, ? stata adottata.
Da ci? comprendiamo che lipotesi pi? vicina alla realt? debba essere la seconda. Patrizia, come tanti bambini nelle sue stesse condizioni, preferisce immaginare il comportamento della madre non come un colpevole abbandono della figlia, ma come una perdita e, quindi, come un evento assolutamente involontario. Per cui, mentre scriveva questo racconto, il suo pi? grande desiderio era che la madre biologica fosse ancora alla ricerca di questa sua figlia scomparsa, per poi, avendola ritrovata, vivere insieme felici.
Rimane un ultimo elemento da chiarire: perch? aveva scelto, come protagonista della sua storia proprio un coccodrillo, un animale aggressivo e certamente non bello, mentre avrebbe potuto benissimo parlare di uno dei tanti animali vicini a noi e amati dai bambini: un cane, un gatto, un cavallo o un orsetto? Animali questi ai quali, di solito, si attribuiscono caratteristiche positive.
Pensiamo che la risposta pi? vicina alla realt? interiore della bambina stia proprio nelle caratteristiche del rettile: avere un aspetto non gradevole ed essere un animale feroce e aggressivo. E come se la bambina dicesse a s? stessa: Io so che la mia madre naturale non era una donna bella e buona, tuttavia era una madre e non vi ? alcuna madre la quale, avendo perso una figlia, per paura che le possa accadere qualcosa di brutto, non vada alla sua ricerca, per poi, avendola ritrovata, abbracciarla e vivere per sempre con lei.
Nel disegno vi ? un sole caldo, che sta sopra le nuvole, disegnato con tante punte. Questo sole ci conferma che lintimo desiderio della bambina ? che la madre biologica, anche se cattiva (le punte disegnate nel sole), venga finalmente da lei per darle quella gioia e quel calore che serva ad allontanare la tristezza che pervade in quel momento il suo cuore.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato:
“I bambini raccontano – Interpretazione