
01 Apr L’et? dei personaggi nei racconti infantili
Il minore, spontaneamente, o su richiesta, facilmente accetta di assegnare ai suoi personaggi una determinata et?. Questa pu? indicare: let? che il soggetto ha; quella che vorrebbe avere, oppure let? dei coetanei con i quali egli si identifica e con i quali vorrebbe socializzare. In alcuni casi possiamo riuscire a rilevare la maturit? emotiva ed affettiva del soggetto, dallet? del personaggio con il quale egli si identifica.
Un esempio di personaggio nel quale il bambino si identifica, che ha unet? maggiore della propria, lo troviamo in Maria (nome di fantasia) Questa bambina, di quasi sei anni, viveva in una famiglia nella quale vi erano, tra i genitori, frequenti e intensi conflitti. La bambina soffriva di disturbi psicologici di media gravit?, che si manifestavano con varie paure: della morte del pap? o della mamma; degli insetti; della scuola e del buio. Inoltre, venivano riferiti dai genitori frequenti crisi di pianto; rifiuto della scuola; ansia di separazione; difficolt? ad allontanarsi dalla propria abitazione; notevole suscettibilit? ai rimproveri e ai propri errori; persistenza di abitudini infantili e fame nervosa.
Una pizza con gli amici
Cera una volta una ragazzina di diciotto anni e un giorno and? a casa a mangiare una pizza con gli amici, ma lei non era contenta, perch? pensava che gli amici gli creavano disordine in casa. Dunque, lei mangiava, ma non era felice. Guard? lorologio e disse: Sono le sette di sera, andate tutti via da casa mia. Gli amici, alcuni restarono, altri se ne andarono e cos? si sent? un po sola e disse: Ma comunque se ne dovevano andare prima o poi, perch? era quasi mezzanotte.
Dopo torn? a casa la madre e trov? tutto il disordine e disse: Cosa ? successo a questa casa? Voleva cercare un orologio e poi le chiese chi le aveva comprato la pizza. La madre disse: Tu mi sospetti qualcosa! Ma la ragazza continu? a fare finta di niente, perch? nascondeva tutto alla mamma. La madre voleva scoprire questo mistero e si infuri? e disse: Ora io a questa ragazza gli toglier? la macchina, per punizione! Tuttavia, la madre trov? il suo segreto.
In questo racconto la protagonista nella quale la piccola Maria si identifica ha diciotto anni. La ragazza invita gli amici a casa per mangiare una pizza. Non avendo fiducia nella madre, non si confida con questa (Ma la ragazza continu? a fare finta di niente, perch? nascondeva tutto alla mamma). Tuttavia, Maria, nonostante il suo sogno di essere tanto grande da invitare gli amici per mangiare una pizza in casa, come vedeva fare alle ragazze grandi e non certo alle bambine come lei, non riesce a nascondere le sue difficolt? relazionali ( ma lei non era contenta perch? pensava che gli amici gli creavano disordine in casa. Dunque, lei mangiava ma non era felice). Queste difficolt? sono tanto intense da spingerla a mandare via da casa gli ospiti, perch? gli creavano disordine.
Da notare, nel racconto, alcune incongruenze sugli orari: Sono le sette di sera, andate tutti via da casa mia e subito dopo: Ma comunque se ne dovevano andare prima o poi, perch? era quasi mezzanotte.
Il disegno da lei prodotto, (figura 2) non si collega al racconto, tuttavia pu? darci alcune indicazioni sui suoi vissuti interiori. Le braccia che sono gli elementi principali della comunicazione, poich? permettono il contatto e il rapporto diretto con il mondo esterno,[1]sono in questo suo disegno appena accennate. Ci? ci suggerisce che la bambina aveva delle difficolt? proprio nella comunicazione, cosa che daltronde avevamo notato nel racconto. La bambina, inoltre, come per cercare di proteggere s? stessa e il suo ambiente di vita, ha bisogno di inserire sopra la scena un arcobaleno, segno di speranza protezione e gioia.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato: “I bambini raccontano – Interpretazione