03 Apr Rabbia e collera nel bambino con Disturbo Autistico
LA RABBIA E LA COLLERA NEL BAMBINO CON DISTURBO AUTISTICO
Collera e rabbia sono reazioni primordiali, emotive, intense, primarie, universali, presenti in tutti gli animali superiori. Queste reazioni si manifestano con modalit? improvvise e travolgenti pertanto, la persona che avverte la collera prova un disagio e una tensione via via crescente, fino a quando non ha la possibilit? di scaricare questa tensione sulla persona che lha provocata o su altre persone, animali o cose, assolutamente innocenti, ma costretti, loro malgrado, a subire maltrattamenti e ingiurie. Solo allora, solo quando la persona ? riuscita a scaricare laggressivit? su altri o su altre cose, la tensione diminuisce ed essa ritrova uno stato di momentaneo e parziale benessere.
La collera e la rabbia, pertanto, sono meccanismi di protezione che segnalano, a chi le prova, che c’? qualcosa che non va nel rapporto con gli altri. Queste due reazioni ci mettono a conoscenza del fatto che qualcuno ci sta facendo o ci ha fatto del male, che i nostri diritti sono o sono stati, in passato, violati, che i nostri bisogni e i nostri desideri fondamentali non sono o non sono stati soddisfatti.
Queste due emozioni fanno scattare listinto di sopravvivenza, che mobilita tutte le energie fisiche necessarie a difendersi, minacciare e colpire chi si ritiene nemico o avversario. Pertanto il corpo viene posto in una posizione di difesa e di offesa, cos? che sia pronto e teso a scattare e a scatenare una lotta per eliminare, o rendere innocuo, chi si percepisce come fonte di irritazione, dolore o, peggio, di pericolo.
Vi ? differenza tra la rabbia e la collera. La rabbia indica lemozione provata, mentre la collera ? il comportamento che si attua quando si prova rabbia.
Rabbia e collera nel bambino
Il bambino piccolo manifesta la sua collera con grida e calci, con tentativi di colpire e mordere, con ostinato rifiuto di mangiare o con lespulsione incontrollata delle urine e delle feci; quello pi? grande pu? gi? meglio esprimere i suoi sentimenti con parole e gesti pi? moderati.
Nella collera vi ? sempre una cieca irrazionalit?, tale da far addirittura desiderare leliminazione e la distruzione dellostacolo frapposto allesaurimento del desiderio e del bisogno infantile. Ma se questa persona ? la madre, il padre o un altro familiare, per lui molto importanti, il bambino si ritrova immerso in un conflitto insanabile: dovendo dipendere per la sua stessa sopravvivenza proprio da queste persone, limmaginare di volerle distruggere o il provare a farlo, scatena in lui, da una parte intensi sensi di colpa, dallaltra reazioni avversative verso se stesso, per essere cos? cattivo, ma anche sciocco, da voler far del male o eliminare delle persone essenziali per la propria vita e per il proprio benessere.
In molti casi il piccolo, non potendo o sapendo reagire adeguatamente, finisce con lo sfogare la propria rabbia non sul reale oggetto che l’ha provocata, ad esempio la madre, il padre o uno dei familiari che non ha il coraggio di affrontare, ma su un obiettivo meno temibile o pi? facilmente raggiungibile, che fa da capro espiatorio (spostamento della collera). Il capro espiatorio pu? essere di volta in volta il proprio fratello o la propria sorella minore, il debole e fragile compagno di classe, gli oggetti o gli animali. Non ? difficile per? che la collera venga rivolta anche contro se stessi mediante lautolesionismo.
Abbiamo detto che la rabbia e la collera sono emozioni.
Mentre le emozioni sono caratterizzate da una reazione affettiva, in genere breve ma intensa, che insorge all’improvviso in risposta a degli stimoli ambientali che, per un qualunque motivo, ci colpiscono, i sentimenti, nonostante dipendano anchessi da uno stimolo esterno, sono maggiormente influenzati dai nostri interessi, dai nostri valori e dal contesto culturale. I sentimenti, inoltre, tendono a persistere nel tempo, anche in assenza dello stimolo diretto o dell’oggetto affettivo. Al contrario, le emozioni tendono ad essere evanescenti e a non durare nel tempo, specie in assenza degli stimoli che le provocano. Pertanto, quando la collera cessa qualcosa rimane nellanimo ed ? il risentimento, il rancore, lastio e anche la disaffezione verso chi ci ha fatto del male e ci ha creato tanto sconvolgimento interiore.
La collera pu? essere esplosiva (collera disinibita), oppure implosiva (collera inibita). La collera disinibita si manifesta immediatamente dopo un evento sgradevole o punitivo, oppure pu? essere accumulata nel tempo ed esprimersi in un momento successivo con scoppi dira. Invece la collera inibita viene tenuta a bada dal bambino o viene mascherata sotto l’azione dell’inibizione educativa o per paura delle reazioni altrui. Purtroppo, per?, i riflessi di questa emozione violenta che viene inibita, si ripercuotono e si dirigono verso se stessi, per cui la sua carica distruttiva diventa autopunitiva e autolesionistica. In questi casi il bambino si colpevolizza, si autorimprovera, si autoaccusa e rischia di perdere in modo stabile la stima di s?, in quanto non trova un obiettivo su cui orientare il proprio scontento. La rabbia repressa, ritorcendosi contro di lui. lo induce a strapparsi i capelli, a mordersi le unghie, a dare testate nei muri.
Un altro percorso della collera e della rabbia ? quello dellimpotenza. In questi casi il bambino appare apatico, perde il tono corporeo, diventa flaccido e stanco. La rabbia e la collera hanno notevoli caratteristiche di soggettivit? in quanto non conta tanto lo stimolo che le ha scatenate quanto il cervello che le ha elaborate. Pertanto vi sono bambini che reagiscono con estrema facilit? anche in seguito a motivi banali con scoppi di collera, mentre altri invece, pi? sereni, equilibrati e pi? capaci di razionalit? e controllo emotivo, accettano e sopportano stimoli molto pi? intensi. Naturalmente, cos? come avviene nellautismo, maggiore e pi? intensa ? stata ed ? la sofferenza interiore, maggiore e pi? intensa diventa la loro reattivit?, anche in seguito a stimoli molto modesti o addirittura, per il mondo dei normali, in assenza di alcun stimolo.
Le cause della rabbia e della collera.
Bisogna innanzitutto comprendere che la collera ? un sentimento secondario. Essa deriva sempre da un sentimento primario. Gli animali, infatti, attaccano perch? sono sofferenti, aggrediti, disturbati, tormentati. Attaccano per scacciare un intruso dal territorio o per difendere la propria prole.
Nel bambino piccolo per BOWLBY, J., la collera, anche se non sempre ce ne rendiamo conto, ? un’immediata, comune e forse costante reazione alla perdita,[1] ed ? parte integrante della reazione di dolore. Il piccolo delluomo, come altri cuccioli danimali, quando perde il contatto con il gruppo familiare si sente sperduto e angosciato, in quanto questa perdita pu? essere fatale per la sua sicurezza, il suo benessere e la sua stessa sopravvivenza. Pertanto reagisce cercando, rapidamente, di ritrovare le persone perdute e quando le trova le scoraggia ad attuare nel futuro un comportamento simile, mediante aspri rimproveri.[2] La collera e laggressivit? dei primi mesi di vita si evidenziano quando le sequenze abituali non sono rispettate, o le consuete gratificazioni non compaiono al momento giusto. Nel bambino, dietro la collera c?, quindi, spesso la paura e la sensazione di minaccia per la propria sopravvivenza.
Nel bambino pi? grandetto il sentimento primario pu? riguardare una o pi? paure, dovute a dei comportamenti incongrui da parte di chi gli sta vicino. Timore di non essere capiti, amati, di essere allontanati, abbandonati, di rimanere soli, di essere rimproverati, puniti, sminuiti o denigrati ingiustamente. Timore di vivere giorno dopo giorno in un ambiente non idoneo come pu? essere un ambiente conflittuale. La rabbia peggiora quando si attribuisce all’altro la volont? di ferire, quando si ha la sensazione che la persona che ci fa stare male commetta un sopruso, una mancanza di riguardo.
La rabbia e la collera nel bambino con Disturbo Autistico
In questi bambini gli scoppi di rabbia e collera, con urla apparentemente immotivate, con manifestazioni aggressive e distruttive, sono frequenti e devastanti. A una conferenza un uomo con autismo mi disse che lui provava solo tre emozioni: paura, tristezza e rabbia. Non provava mai gioia. Disse anche di avere problemi con lintensit? delle sue emozioni, che erano fluttuanti e a volte indistinte, in modo simile a quanto accade alle percezioni con la confusione sensoriale.[3]
I motivi di tanta rabbia e tanta collera sono facilmente comprensibili in quanto il bambino con Disturbo Autistico continuamente avverte che gli altri non hanno la giusta attenzione e rispetto per i suoi bisogni, per la sua esasperata eccitabilit? e sensibilit?, per le sue fobie e paure, per la sua ricerca continua e spasmodica di momenti di serenit? e pace.
? difficile, anzi impossibile, amare e accettare gli altri quando gridano, quando ti costringono a rimanere in un ambiente per te molto rumoroso e pieno di pericoli, che per? gli altri non vedono e giudicano tale. ? difficile, anzi impossibile, amare e accettare gli altri quando ti chiedono continuamente di fare o di non fare una determinata azione, mentre dentro di te infuria la tempesta. ? difficile, anzi impossibile, amare e accettare gli altri, quando effettuano dei cambiamenti allambiente che ti circonda, togliendoti in questo modo alcune certezze, per te indispensabili, quando ti sottraggono ai tuoi interessi che loro giudicano ristretti, stereotipati e anomali, mentre per te sono importanti in quanto ti danno un minimo di serenit?. ? difficile, anzi impossibile, amare e accettare gli altri quando ti rimproverano per i tuoi giochi, per le tue abitudini e rituali che loro giudicano inutili e assurdi, mentre invece per te, in quel momento, sono pi? che importanti, essenziali, per diminuire e controllare, almeno in parte, langoscia che ti pervade. Altrettanto difficile amare e accettare, sia a scuola che a casa, gli adulti che ti impediscono di vivere in quellangolo dove ti senti un popi? sicuro e protetto. Questi sentimenti ed emozioni non possono essere eliminati, come per incanto, solo per il fatto che gli altri in quel momento hanno nei tuoi confronti parole di lode o cercano di gratificarti con qualche regalino, per te assolutamente inutile.
In questi bambini con Disturbo Autistico sono presenti tutti i tipi di collera dei quali abbiamo parlato sopra. Collera che a volte manifestano in modo esplosivo, altre volte per evitare punizioni la trattengono e la mascherano. Non sono rari i casi, infatti, nei quali il bambino tira i capelli della madre o del padre mentre sorride loro come a far capire che ? un gioco mentre gioco non ?. In altri casi la collera trattenuta lo fa appare apatico, flaccido, stanco e assente.
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[1] BOWLBY, J., (1982), Costruzione e rottura dei legami affettivi, Milano, Raffaello Cortina Editore, p. 55.
[2] BOWLBY, J., (1982), Costruzione e rottura dei legami affettivi, Milano, Raffaello Cortina Editore, p. 56.
[3] T. GRANDIN, Pensare in immagini, Trento, Erickson, 2006, p. 100.