
03 Apr I disturbi delle funzioni cognitive nel bambino con Disturbo Autistico
I DISTURBI DELLE FUNZIONI COGNITIVE NEL BAMBINO CON DISTURBO AUTISTICO
Per disturbo delle funzioni cognitive si intende lincapacit? del bambino di fornire prestazioni scolastiche: lettura, scrittura, calcolo, rispondenti alla sua et? e alla classe frequentata. Non vi ? dubbio che questo disturbo sia notevolmente pi? frequente nei soggetti che presentano problematiche psicologiche.
La chiave dellintelligenza e dello sviluppo mentale sta nelle prime relazioni e nelle prime esperienze emotive vissute con la madre e con chi ha cura del bambino. Le funzioni cognitive, infatti, non sono isolate dal contesto affettivo-relazionale. GREENSPAN S. e LIEFF BENDERLY B. affermano: Abbiamo scoperto che le capacit? pi? elevate della mente umana, come lintelligenza, la moralit? e il senso di s?, hanno inaspettate origini comuni.[1]
Gli stessi autori aggiungono che, analizzando i primi stadi dello sviluppo della mente, si ? visto che ciascuno stadio richiede una serie di esperienze fondamentali e specifiche e sottili scambi emotivi.[2] Non ?, pertanto, lintelletto a dominare la passione ed i sentimenti ma al contrario, sono i sentimenti e le passioni a dominare lintelletto.
Lesperienza clinica dimostra quanto sia artificiale separare il cosiddetto stato affettivo dalle funzioni cognitive, dato che perturbazioni in un ambito finiscono, dabitudine, per influire sullaltro: cos? alcune gravi alterazioni affettive si accompagnano sempre, a lungo andare, ad alterazioni cognitive. Parimenti, ? eccezionale che linsufficienza mentale non sia complicata da una qualche difficolt? affettiva, tanto pi? grave quanto pi? profonda sia la deficienza.[3] Cos? esordiscono AJURIAGUERRA J. e MARCELLI, D. nel capitolo riguardante la psicopatologia delle funzioni cognitive. Questo non significa, per?, che ogni disturbo psicoaffettivo abbia uninfluenza negativa sullapprendimento e che ogni bambino con ritardo mentale avr? anche delle problematiche psicoaffettive, ma che tra luno e laltra funzione vi sono delle frequenti, possibili influenze.
Una buona serenit? interiore permette:
una maggiore capacit? di concentrazione e attenzione;
maggiori capacit? di analisi e di sintesi;
una memorizzazione pi? ampia e armonica;
un pi? valido rapporto con i docenti;
un interesse pi? vivo nei confronti dei vari temi proposti per lapprendimento;
una migliore resistenza alle frustrazioni;
una pi? facile concettualizzazione, utilizzazione ed esposizione di quanto letto o imparato;
una maggiore duttilit? nel passare da un argomento allaltro.
In definitiva tutti gli apprendimenti, scolastici e non, sono notevolmente facilitati quando ? presente una buona serenit? interiore che permetta al bambino di vivere in armonia con se stesso e con gli altri. Tutti gli apprendimenti, compreso lapprendimento del linguaggio, non avvengono o avvengono in maniera limitata o abnorme, quando il minore ? in preda alla tensione, allansia e alle paure, o presenta una personalit? affettivamente povera.
Una riprova di quanto detto si ha da parte degli insegnanti ed dei genitori, i quali notano sistematicamente un vistoso ed improvviso calo nel rendimento scolastico dei bambini quando qualcosa di importante turba il loro animo: conflittualit? e/o separazione dei genitori, cambio di residenza, nascita di un fratellino, lutto di qualche familiare ecc.. Gli stessi insegnanti e genitori notano poi una successiva ripresa delle capacit? scolastiche quando le problematiche che affliggevano il bambino si sono felicemente risolte o il bambino ha trovato sufficienti modalit? compensative. La stessa cosa avviene per il linguaggio, che pu? regredire o scomparire del tutto quando il bambino ? sottoposto a notevoli frustrazioni da parte dellambiente esterno, cos? come pu? essere riacquistato quando le condizioni ambientali si fanno pi? serene e accoglienti.
I disturbi delle funzioni cognitive sono, quindi, presenti in tutte quelle situazioni di sofferenza infantile che determinano ansia, disturbo dellumore, vissuti di inadeguatezza, bassa autostima, disturbo da deficit dellattenzione con iperattivit? ecc..[4]
I problemi delle funzioni cognitive nei bambini con Disturbo Autistico
In questi bambini vi pu? essere una riduzione grave delle capacit? di acquisire nozioni e/o informazioni soprattutto di tipo scolastico. Nonostante ci?, alcuni bambini, quando riescono a controllare e ad incanalare lansia e la tensione che li pervade, hanno delle ottime prestazioni, ma solo in alcune materie ed in alcuni ambiti particolari. Alcuni di essi, ad esempio, presentano particolari abilit? nella discriminazione di particolari stimoli visivi e nella memoria, altri bambini hanno notevoli capacit? nellaritmetica, nel ricordare delle date o nel leggere e recitare interi brani.[5] Appare evidente, pertanto, in alcuni di loro o in alcuni particolari momenti e situazioni, una capacit? istintiva ad afferrare empaticamente il senso delle cose e degli accadimenti.
Nelle risposte ai test ? stata notata una notevole dispersione. Per cui, a domande semplici, il bambino pu? non rispondere o rispondere in maniera errata, mentre, a domande complesse, pu? rispondere bene. Inoltre vi ? uno scarto tra il livello verbale e quello di performance. Quello verbale pu? essere notevolmente superiore a quello di performance, mentre possono esserci delle risposte positive in maniera strabiliante in alcuni settori, ad esempio nel calcolo o nella memoria.
Questi dati confermano la presenza, in questi bambini, di una notevole sofferenza interiore. Sofferenza che, in molti casi ed in molte situazioni limita di molto le loro possibilit? di attenzione e quindi di memorizzazione e apprendimento, mentre in alcuni casi lo stato di eccitazione dovuto allansia, pu? esaltare alcune capacit?. Essi sono costretti a comportarsi come quei popoli che vivono in zone vulcaniche i quali, se in molte situazioni devono subire e soccombere alla furia degli elementi naturali, in altri momenti e per alcune attivit? riescono ad utilizzare e sfruttare le enormi energie prestate dalla natura. Daltra parte questa situazione di genialit? settoriale era stata gi? evidenziata in soggetti che soffrono di disturbi psicologici pi? o meno gravi, tanto da suggerire nel pensiero popolare lerrata equazione: genio = persona gravemente disturbata.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Autismo e Gioco Libero autogestito”
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[1] S.GREENSPAN, B. LIEFF BENDERLY, Lintelligenza del cuore, Milano, Mondadori, 1998, p. 3.
[2] S.GREENSPAN, B. LIEFF BENDERLY, Lintelligenza del cuore, Milano, Mondadori, 1998, p. 3.
[3] AJURIAGUERRA J. (DE), MARCELLI, D., Psicopatologia del bambino, Milano, Masson Italia Editori, 1986, p. 135.
[4] R. MILITERNI, Neuropsichiatria infantile, Napoli, Editore Idelson Gnocchi, 2004, p. 108.
[5] R MILITERNI, Neuropsichiatria infantile, Napoli, Editore Idelson Gnocchi, 2004, p. 257.