
26 Mar Ambiente favorevole e sicuro e ambiente sfavorevole e insicuro
Fondamentalmente vi sono due tipi di ambienti:
Uno favorevole e sicuro e uno sfavorevole e insicuro.
Un ambiente favorevole e sicuro permette al bambino di crescere in modo fisiologico e sano, fino al raggiungimento di una buona maturit?. Questa gli potr? permettere, in un futuro, di assumersi facilmente, come uomo o come donna, i compiti e le responsabilit? ai quali sar? chiamato: impegni e bisogni personali, di coppia e familiari, doveri morali, religiosi, sociali, lavorativi, politici ecc.
Per Bowlby,
Sappiamo che oggi il compito centrale della psichiatria dello sviluppo ? proprio quello di studiare linterazione senza fine tra mondo interno e mondo esterno e il modo in cui uno influenza costantemente laltro, non solo durante linfanzia, ma anche durante ladolescenza e la vita.
Appare ormai evidente che gli avvenimenti accaduti allinterno della famiglia durante linfanzia e ladolescenza giocano un ruolo importante nel determinare se una persona crescer? mentalmente sana o no .
Quando invece il bambino ? costretto a crescere in un ambiente sfavorevole e insicuro, questa situazione con molta facilit? alterer?, limiter?, impedir? o render? difficile il sano sviluppo del suo Io. Cosicch? lindividuo che si former? porter? in s? delle stigmate che impediranno, gli renderanno difficile o disturberanno la sua vita personale e sociale, nonch? i futuri ruoli e compiti che la vita gli chieder?.
In questi casi, se le problematiche saranno abbastanza gravi e importanti, la societ? dovr? necessariamente farsi carico dei suoi limiti e dei suoi problemi mediante una serie di attivit? di cura e assistenza. Inoltre, poich? le problematiche infantili spesso si prolungano nelladolescenza e nellet? adulta si avranno non solo dei bambini disturbati ma anche degli adolescenti e degli adulti con problematiche psichiche pi? o meno gravi.
Purtroppo buona parte delle problematiche infantili non scompaiono con let? ma spesso si modificano soltanto i sintomi, che poi sono i segnali della sofferenza che li provoca.
Un ambiente favorevole e sicuro ? fatto sostanzialmente di persone.
?, quindi, fatto di rapporti, gesti, scambi, pensieri, immagini, idee, sentimenti, emozioni, dialogo e attivit? ludiche.
Per costruire accanto al bambino un ambiente umano favorevole al suo sviluppo sono necessarie alcune condizioni.
La presenza
La prima condizione ? data dalla presenza umana:
- Presenza fisica
- Presenza affettiva.
- Presenza dialogante.
- Presenza emotiva.
- Presenza relazionale.
Sul problema della presenza una volta per tutte sarebbe bene che mettessimo in soffitta quanto si ripeteva continuamente durante il periodo del femminismo pi? acceso: che la qualit? della presenza riesca a sopperire alla scarsa quantit?.
Tutti gli studi confermano che ogni bambino, per crescere bene, ha bisogno di una notevole quantit? e qualit? di presenza genitoriale. Il motivo ? semplice: lessere umano ? estremamente complesso per cui i suoi bisogni affettivo-relazionali sono altrettanto complessi e numerosi. Pertanto non possono essere soddisfatti da brevi apparizioni giornaliere, tra un impegno e laltro.
Per quanto riguarda la qualit? della presenza ricordiamo che sono importanti:
Le caratteristiche di personalit? e la disponibilit? delle persone che hanno cura del bambino. Pur non essendo necessaria la perfezione, non vi ? dubbio che le persone vicine al bambino, specialmente i genitori, devono possedere oltre a una buona maturit? e disponibilit? anche una sufficiente serenit? e un buon equilibrio interiore. Ricordiamo che le paure, le ansie, la depressione, i comportamenti ossessivi, gli atteggiamenti aggressivi o peggio violenti dei genitori e familiari, se superano una certa soglia, sono molto dannosi per il fragile animo del bambino.
La disponibilit? affettiva. ? necessario inoltre che queste persone siano in grado di dare tutto lamore e laffetto dei quali il bambino necessita per il suo sano sviluppo, in modo da creare attorno a lui un nido caldo, tenero e gioioso.
Le capacit? di ascolto e comunicazione. Atre qualit? importanti dei genitori sono date dalle loro capacit? di ascolto e comunicazione. Qualit? queste indispensabili per capire e rispondere adeguatamente e coerentemente ai bisogni del bambino, tenendo conto della sua et? e del suo sviluppo.
Le caratteristiche dellambiente familiare. Tutte le persone che sono vicine al bambino dovrebbero saper creare attorno a questi un ambiente sicuro e sereno, ricordando che un ambiente d? sicurezza e serenit? quando le persone vivono tra loro in buona armonia e rispetto reciproco, per cui i contrasti sono rari, di breve durata e sono risolti rapidamente.
Al contrario un ambiente insicuro e ansioso ? quello che provoca nel bambino inquietudini, paure, conflitti interiori e lo costringe a schierarsi: mio padre ? buono, mia madre ? cattiva. I nonni sono buoni, pap? e mamma sono cattivi, costringendo il bambino a chiedersi qualcosa che non vorrebbe mai chiedersi: Chi ha ragione? Chi ha torto? A chi devo voler bene? Chi devo odiare? Chi devo amare.
Lampiezza e la funzionalit? della rete familiare: ? importante anche il numero delle persone accanto al bambino.
A volte ci si illude di essere autosufficienti: Io e mio figlio bastiamo luno allaltro. Ricordiamoci che quanto pi? una famiglia ? piccola tanto pi? ? fragile e problematica.
Il bambino ha molte pi? possibilit? di crescere bene quando pu? godere di una rete familiare funzionale, ma anche ricca e numerosa, che gli permetta di attuare molti possibili legami fatti di dialogo, accoglienza, cure, intese e sostegno, utilizzando i rapporti con le persone pi? sane, equilibrate e disponibili del gruppo familiare.
Le caratteristiche e i ruoli sessuali. Il bambino ha bisogno di persone che abbiano caratteristiche e ruoli sessuali chiari e specifici.
Anche in questo caso ci si illude dicendo a se stessi di potere essere per i propri figli ci? che si vuole: maschio o femmina, padre o madre. Daltra parte ? molto limitante per il bambino confrontarsi e identificarsi solo con un sesso.
Per il suo mondo interiore ? prezioso larricchimento che pu? ottenere quando ha la possibilit? di scoprire, confrontarsi e amare persone con caratteristiche sessuali diverse e complementari. ? bello per ogni piccolo accogliere nel proprio Io la tenerezza, la capacit? di accoglienza, le capacit? di cure della figura materna, insieme alla forza, alla determinazione, alla sicurezza, allintraprendenza e al coraggio della figura paterna.
La stabilit? dellambiente. Il bambino ha bisogno di avvertire che lambiente e le persone attorno a lui hanno caratteristiche di stabilit?.
Egli deve potere dire a se stesso, prima che agli altri con tranquillit? e sicurezza: Questo ? mio padre, Questa ? mia madre; Questa ? la mia casa Questa ? la mia famiglia Questi sono i miei fratelli e le mie sorelle Questi sono i miei nonni, questi sono i miei zii. Al contrario si sente confuso e in preda allansia e alle paure quando lambiente intorno a lui ? troppo vario e non ha confini chiari e netti. Qual ? la mia casa? Quella della mamma o quella del pap?? O forse la mia casa ? quella della fidanzata del pap? o quella dellamico della mamma?
Anche in questo caso con molta faciloneria ci si illude che il bambino possa adattarsi facilmente quando si modificano o vengono alterati, da un momento allaltro, i suoi punti basilari di riferimento. Questa idea, purtroppo, non ? realistica.
Ladattamento ? una risorsa molto importante, ma spesso non ? sufficiente a limitare o contrastare i danni causati dallinstabilit?, la quale con facilit? tende a generare nel piccolo paure, ansie e conflitti interiori.
Il caso di Fabio ? emblematico.
Questo bambino di nove anni, era nato da una donna la quale aveva vissuto delle situazioni sentimentali sempre molto varie e complicate. La madre si era sposata una prima volta con un uomo dal quale aveva avuto una figlia.
Separatasi dal marito aveva convissuto per due anni con il padre di Fabio, dal quale si era allontanata quando il bambino aveva solo due anni. Subito dopo aveva iniziato una relazione con un uomo sposato. Relazione che era durata diversi anni.
Quando la donna prese la decisione di lasciare lamante per un altro uomo, questi inizi? a perseguitarla, minacciandola in vario modo. Tale comportamento spinse la donna a decidere di trasferirsi con il figlio in unaltra regione dItalia, allontanando cos? da lei il pericolo rappresentato dallex amante.
Con tale decisione per?, il figlio sentiva di essere costretto a restare lontano dal padre, dai nonni, dai compagni, nonch? dalla casa e dalla citt? natale, nella quale fino a quel momento era vissuto. Il bambino, molto risentito per questa situazione, nella ricerca di un minimo di benessere interiore, avvertiva nel suo intimo il bisogno di difendersi e punire chi gli aveva fatto e gli stava facendo del male. Come possiamo notare da questo suo racconto, il bisogno di difesa e di sanzioni, nella sua fantasia avevano assunto degli aspetti drammatici.
Il cavaliere, il drago e la strega
Cera una volta un cavaliere che and? con il suo cavallo tanto lontano. Un giorno giunse a un punto e l? ha visto un drago. Pian piano avvicinandosi alla bestia il drago si svegli? e se ne and? via. Per? il cavaliere con il suo cavallo lo insegu? e lo uccise. Lo uccise perch? il suo comandante, il suo re, gli disse di uccidere il drago perch? era una minaccia per il Paese.
Quando uccise il drago lo port? al Paese e lo mise davanti al re. Per? il cavaliere non sapeva che il re era una strega che lanci? una maledizione sul cavaliere e lo fece diventare una rana. Il ranocchio and? a casa di una principessa. Questa ragazza era la figlia di un re di un altro Paese. Quando arriv? a casa della principessa, questa gli disse: Ma tu chi sei? Il ranocchio gli rispose: Sono il cavaliere ma la strega mi ha fatto una maledizione. La principessa cap? il problema e allora lo baci?, ed il cavaliere torn? normale.
Il cavaliere e la principessa corsero insieme con le guardie dalla strega e la imprigionarono nelle segrete. Da quel giorno in poi la strega era nelle segrete, cos? il cavaliere e la figlia del re vissero felici e contenti.
Se interpretiamo il racconto di Fabio alla luce della sua storia familiare e personale, capiamo benissimo che egli, come un bravo cavaliere senza macchia e senza paura, sente prepotentemente il bisogno di ubbidire al suo re (in questo caso a suo madre) eliminando, in maniera definitiva, lessere cattivo che attenta alla sicurezza sua e della sua famiglia, nel suo caso lamante della madre che egli descrive come un drago. A questo proposito ? da notare che egli non ? proprio molto convinto della cattiveria di questuomo. Infatti il drago si allontana da lui e scappa piuttosto che affrontarlo!
Tuttavia, dopo aver eliminato il drago, capisce che i suoi problemi non sono solo allesterno della sua famiglia, ma stanno nella sua casa e vivono accanto a lui: il problema maggiore ? proprio la madre che con i suoi comportamenti incongrui (il bambino diceva che la madre faceva sempre casini) lo aveva messo in passato e continuava metterlo in situazioni di gravi difficolt?. A questo punto la soluzione non pu? che venire dallesterno della sua famiglia. La soluzione pu? venire solo da una ragazza, una buona principessa, figlia di un vero re e non di una strega. Ed ? alleandosi con questa ragazza che gli ? possibile fare in modo che la madre, causa di buona parte dei suoi problemi, sia rinchiusa nelle segrete, cos? che non possa pi? nuocergli.
I ruoli. Il rapporto con i minori ? bene che sia attuato da persone che hanno contezza del loro ruolo, cos? da poter soddisfare pienamente i bisogni essenziale del bambino. Come non sottolineare, infatti, che un padre non pu? sostituire sempre e in ogni situazione una madre e viceversa; che un nonno o una nonna pur essendo figure fondamentali per la crescita dei minori non hanno la stessa valenza educativa e affettiva dei genitori del bambino; cos? come le insegnante o le babysitter pur essendo preziose in alcune precise situazioni e condizioni non possono certo sostituire altre figure familiari di accudimento.
Che cosa succede quando un ambiente non ? favorevole allo sviluppo di un bambino?
Quando ci? avviene frequentemente compaiono le conseguenze della sofferenza causata dalle situazioni di stress, dalle frustrazioni, dai traumi subiti.
Noi chiamiamo sintomi i segnali attraverso i quali il bambino manifesta la sua sofferenza ma anche le difese che il bambino mette in atto per fronteggiare o diminuire il danno provocato dalle situazioni traumatiche o eccessivamente frustranti e stressanti che ? costretto a subire.
I sintomi possono essere molto diversi:
- La chiusura.
- Le difficolt? nella socializzazione.
- Le difficolt? nella comunicazione e nel dialogo.
- Le ansie, le paure, le fobie.
- I disturbi del comportamento.
- Le stereotipie.
- Le manifestazioni regressive.
- Laggressivit?.
- Le manifestazioni psicosomatiche.
- I sintomi depressivi.
- I disturbi alimentari.
- I disturbi dellapprendimento.
- I disturbi dellattenzione.
- Le manifestazioni fobiche – ossessive.
- Linstabilit? .
- La scarsa fiducia e le maggiori difficolt? nei futuri legami affettivi ed amorosi.
- I problemi di identit? e identificazione. E cos? via
Purtroppo questi disturbi, come abbiamo detto, non cessano con let?, ma soltanto si modificano in altri sintomi. Ne ? un esempio la storia di Maria, la quale nonostante la sua tenerissima et? aveva ben compreso:
- Che cosa permette al cuor di un bambino di crescere e svilupparsi.
- Che cosa, invece, lo fa rattrappire fino a portarlo a una grave regressione .
- Come pu? migliorare un bambino quando gli viene dato laiuto necessario.
- Cosa resta della sofferenza subita anche quando sono scomparsi o si sono attenuati i sintomi pi? grossolani.
Questa bambina aveva appena cinque anni quando ha iniziato a frequentare il nostro centro. Era di famiglia agiata, i genitori si erano separati. Quando la piccola ? stata da noi visitata lamentava uno stato di grave regressione psicologica.
Il suo racconto fu dettato quando, dopo aver attuato degli interventi sulla coppia genitoriale e una psicoterapia della bambina, la piccola era molto migliorata, tanto che la regressione era quasi totalmente scomparsa.
Un fiore, un diamante, un cuore e tanta puzza
Cera una volta una famiglia. Avevano una casa bellissima e avevano una figlia. La figlia un bel giorno ha guardato un fiore azzurro e ha detto: Me lo voglio prendere. Se l? preso e dopo un po di giorni la bimba ? diventata grande. E anche il fiore ? diventato grande e dentro il fiore cera un diamante e dentro il diamante cera il cuoricino della bimba che stava crescendo. La bambina era felice perch? aveva un diamante in casa.
Sua madre non se n? accorta ed ha buttato il fiore con dentro il diamante ed il cuore. La figlia cercava il diamante ma non lo trovava e allora ? diventata sempre pi? piccola, ed ? diventata neonata e la mamma ha detto: Come pu? essere che ? diventata neonata?
Questa bimba neonata parlava e ha chiesto alla madre il diamante e la madre ha detto che era nella spazzatura. Lei (la bimba), lha ripreso ed era tutto sporco. Dopo lhanno pulito, ma faceva puzza di pesce. E la bimba ? tornata grande, ma, nonostante questo, ? rimasta puzzolente.
Si rimane stupiti di come una bambina di appena cinque anni abbia potuto descrivere cos? bene la sua storia ed i suoi problemi attuali.
Linterpretazione di questo racconto non ? affatto difficile.
Maria si trova a vivere in una famiglia agiata (avevano una casa bellissima). Tutto sembra andare per il verso giusto. Ella ? di intelligenza normale, anzi molto vivace, ha una buona stima di se, e vuole crescere rapidamente (La figlia un bel giorno ha guardato un fiore azzurro e ha detto: me lo voglio prendere”. Se l? preso e dopo un po di giorni la bimba ? diventata grande. E anche il fiore ? diventato grande e dentro il fiore cera un diamante e dentro il diamante cera il cuoricino della bimba che stava crescendo). Ma c? un grande ma. La madre, senza accorgersi del male che stava compiendo, mette la bambina in una situazione di grave disagio; la bambina probabilmente si riferisce ai notevoli conflitti con il padre (Sua madre non se ne accorta ed ha buttato il fiore con dentro il diamante ed il cuore). La conseguenza ? stata, purtroppo, la regressione della bambina in alcuni settori dello sviluppo (La figlia cercava il diamante ma non lo trovava e allora ? diventata sempre pi? piccola, ed ? diventata neonata). La madre, accortasi che qualcosa di grave ed importante era accaduto alla figlia, ha cercato di capirne il motivo (e la mamma ha detto: Come pu? essere che ? diventata neonata?)
Maria, a questo punto, fa capire in modo esplicito alla madre il suo notevole disagio (Questa bimba neonata parlava e ha chiesto alla madre il diamante e la madre ha detto che era nella spazzatura). La madre, finalmente consapevole di aver commesso degli errori, cerca di affrontare e risolvere i problemi della piccola, accettando un percorso che laiuti a risolvere i conflitti di coppia e porta la figlia in un centro di neuropsichiatria, in modo tale che le venga dato laiuto necessario per risolvere i suoi problemi. Per fortuna alcuni dei pi? gravi problemi dei genitori e della figlia vengono risolti (Lei (la bimba), lha ripreso ed era tutto sporco. Dopo lhanno pulito, ma faceva puzza di pesce. E la bimba ? tornata grande).
La bambina per? si accorge che, nonostante limpegno dei genitori e degli operatori, non tutti i suoi problemi sono stati eliminati. Qualcosa dei traumi subiti mentre aveva assistito per anni alle continue liti dei genitori era rimasto nel suo cuore ( E la bimba ? tornata grande, ma, nonostante questo, ? rimasta puzzolente).
Il secondo racconto di Maria che riportiamo, evidenzia in modo pi? evidente la sua pi? pressante e grave problematica: il conflitto tra i genitori.
I principi litigiosi
Cera una volta una bellissima principessa che aveva un fidanzato con il quale andava a passeggiare in un prato fiorito. Un giorno hanno deciso di sposarsi e hanno fatto un figlio che si chiamava Davide. Ma litigavano e si volevano lasciare.
La mamma di Davide aveva gi? partorito ed era molto preoccupata perch? non sapeva cosa dire al figlio quando sarebbe diventato grande. I genitori si sono lasciati per forza.
Quando Davide ? cresciuto ha chiesto: Ma io non c? lho un pap?? E la mamma ha detto Te lo spiegher? quando sarai diventato pi? grande! E poi dopo gli ha detto: Ci siamo lasciati per le (a causa delle nostre) famiglie. Il bimbo era scappato dalla famiglia e cercava il suo pap? e la mamma ? andata a cercarlo. Dopo (la madre) ha trovato pap? e figlio che passeggiavano e gli ha detto: Ma tu che ci fai qui! E ha rimproverato il pap?. La mamma era disperata. Dopo hanno fatto tutti pace e vissero felici e contenti.
In questo racconto ancora una volta Maria mette in evidenza come, nella sua famiglia, vi fossero tutti i presupposti per un matrimonio felice: la bellezza, la ricchezza, lamore, un ambiente idilliaco, la nascita di un figlio. Purtroppo, per?, questi presupposti non bastano . A questo punto ? evidente la paura pi? grande che assilla la bambina: il timore che la separazione dei suoi genitori possa comportare la perdita del rapporto con il pap? (Dopo ha trovato pap? e figlio che passeggiavano e gli ha detto: Ma tu che ci fai qui! E ha rimproverato il pap?.)
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