
01 Apr lettura sillabica-fonematica
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Lettura sillabica – fonematica – Volume primo
Lettura sillabica – fonematica – Volume secondo
Lettura sillabica fonematica – Volume terzo
Lettura sillabica fonematica – Volume quarto
Caratteristiche
I quattro album per la lettura sillabicafonematica che proponiamo allattenzione dei genitori e degli insegnanti, sono formati da due tipi di schede. Nel primo tipo sono presenti immagini e sillabe da collegare; nel secondo tipo di schede bisogna leggere e unire insieme le parole formate con le sillabe che il bambino gi? conosce con le immagini.
Questo sussidio didattico ha lo scopo di aiutare il bambino nellapprendimento della tecnica della lettura con notevole rapidit? e gioia, utilizzando come elementi base non le consonanti ma le sillabe, da associare con delle parole che contengono lo stesso suono iniziale.
Il metodo analitico ? solo apparentemente pi? semplice e rapido, in quanto si pensa, erroneamente ,che il bambino, per poter leggere, dovr? imparare solo le ventuno lettere dellalfabeto, mentre nel metodo sillabico i segni grafici da ricordare sono molto di pi?. In realt?, invece, se per il bambino ? abbastanza facile imparare vocali e consonanti, egli legger? con una certa facilit? solo le vocali mentre avr? notevoli difficolt? ad unire queste con le consonanti per formare sillabe e parole. Il motivo ? semplice: le consonanti non possono essere pronunciate senza associare loro una vocale e, pertanto, nel formare le sillabe e poi le parole, il bambino ? costretto ad eludere mentalmente la vocale con la quale aveva imparato a pronunciare la consonante, per poi associarla alle altre consonanti e alla vocale. Ci? complica molto la tecnica della lettura analitica , richiede buone capacit? intellettive e una notevole attenzione e concentrazione sulla struttura grafica e fonetica di quanto letto. La stessa difficolt? si avr? nellapprendimento della scrittura. Ogni parola udita dovr? essere tradotta in segni grafici ai quali, durante lapprendimento, ? stato associato un suono. Ad esempio se il bambino ? costretto a scrivere la parola STRADE utilizzando il metodo analitico sar? costretto a scomporre questa parola nei suoni delle vocali e consonanti che gli sono stati insegnati e che ritrova in memoria: su o es tu o ti ru o er – a di o du e-
Da questo coacervo di suoni e di segni ? difficile per lui ritrovare quelle corrette per poterle scrivere.
Utilizzando il metodo sillabico tali difficolt? vengono ad essere superate, in quanto il suono delle sillabe ? netto, chiaro ed inequivocabile. Se il bambino ha imparato a leggere e a scrivere stra e de, sar? per lui molto semplice unire queste due sillabe per leggere o scrivere stra-de.
In tal modo, gradualmente, imparer? che le parole sono composte da chiari suoni e che questi suoni hanno una loro precisa configurazione grafica.
UTILIZZAZIONE
Prima fase: conoscenza delle immagini
In questa priva fase leducatore presenter? le tre immagini poste nella parte alta di ciascuna scheda denominandole in maniera chiara cercando nel contempo di sottolineare con la voce la sillaba iniziale.
Nella scheda di esempio: ciliegie; banane: foca.
Seconda fase: associazione della sillaba allimmagine.
Quando il bambino sapr? riconoscere e denominare chiaramente le tre immagini della scheda in esame, leggeremo, toccandola con il dito, ogni sillaba con la quale inizia la parola che si trova nella parte bassa del foglio ,iniziando sempre da quella pi? a sinistra, in modo tale che egli effettui lassociazione richiesta.
Diremo ad esempio FO come il bambino toccando con il dito la sillaba e poi limmagine corrispondente dovr? dire: FO – FOCA.
BA come Il bambino toccando con il dito la sillaba BA e limmagine corrispondente dir?: BA Banane
Ed infine CI come Il bambino toccando la sillaba CI e limmagine corrispondente dir?: CI Ciliegie.
Se il bambino non effettua lassociazione in modo corretto lo aiuteremo suggerendo limmagine corrispondente ma, successivamente, per almeno cinque volte dovr? essere lui stesso ad effettuare tutte le associazioni senza errori e senza suggerimenti.
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