
01 Apr La balbuzie: cause e terapie
? questa unalterazione che riguarda lordinata ed efficace esposizione delle idee e dei sentimenti mediante le parole. ? presente in circa l1% dei bambini, soprattutto maschi (tre quattro bambini per una bambina).[1]
Sono distinti due tipi di balbuzie che per? spesso coesistono nello stesso soggetto: il tipo tonico ed il tipo clonico. Nella balbuzie di tipo tonico il soggetto ha difficolt? ad emettere un suono, mentre nella balbuzie di tipo clonico vi ? la ripetizione interrotta ed esplosiva della stessa sillaba.
Nella balbuzie possono essere presenti, come corollari, vari altri sintomi come le contrazioni del viso, i tic o la presenza di gesti variabili, pi? o meno stereotipati, insieme ad altre manifestazioni emotive, come larrossamento del viso, una penosa sensazione di disagio, la sudorazione delle mani.
Si considera fisiologico il balbettio del bambino fino ai trecinque anni, in quanto, a questet?, la difficolt? elocutoria pu? non essere legata ad alcun problema emotivo, ma pu? nascere dalla necessit? del piccolo, che sta apprendendo il linguaggio, di trovare sillabe e parole adeguate ad esprimere il suo pensiero.
Cause
Possibili cause organiche
Come cause organiche sono indicate sia una possibile predisposizione genetica che un ritardo nellacquisizione del linguaggio.
Possibili cause psicologiche
Per Militerni:[2] Lorientamento psicogenetico tende ad enfatizzare un riscontro, per altro molto frequente, rappresentato da uno stretto legame tra la balbuzie e condizioni emotive, particolarmente evidenti in certe situazioni relazionali. Infatti, questo sintomo, ha un andamento variabile: aumenta con laumentare dellemotivit?, diminuisce molto quando il bambino ? tranquillo e si attenua quando il linguaggio ? automatizzato ( canto, gioco, ripetizioni di brani a memoria). In alcuni casi si hanno delle remissioni che possono durare anche alcuni mesi, alternati a fasi di riacutizzazione.[3]
La maggiore incidenza della balbuzie si ha tra i sei e i dieci anni; proprio con linserimento del bambino nellambito scolastico. Inserimento che gli richiede un notevole impegno psicologico.[4]
Per De Ajuriaguerra e Marcelli[5] questo sintomo lo si ritrova pi? frequentemente nei soggetti con introversione, ansia, passivit?, sottomissione, aggressivit? ed impulsivit?.
Lapproccio psicofisiologico fa della balbuzie il risultato di un conflitto in cui lansia suscita il blocco che per feedback negativo libera, in un secondo tempo, la parola ed ? da ci? che si manifesta laspetto frammentario e ripetitivo del linguaggio[6]. La psicoanalisi, invece, colloca la balbuzie tra listeria di conversione e la nevrosi ossessiva.
Interventi
Il trattamento di questo disturbo si avvale molto della rieducazione ortofonica, delle tecniche di rilassamento, della possibilit? di esprimere nel gioco laggressivit? latente, dello psicodramma ma anche della psicoterapia individuale.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Il bambino e l’ambiente” -Volume unico
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[1] De Ajuriaguerra J., Marcelli D., (1986), Psicopatologia del bambino, Milano, Masson Italia Editori, p. 247.
[2] Militerni R., (2004), Neuropsichiatria infantile, Napoli, Editore Idelson Gnocchi, p.365.
[3] Militerni R., (2004), Neuropsichiatria infantile, Napoli, Editore Idelson Gnocchi, p. 366.
[4] Militerni R., (2004), Neuropsichiatria infantile, Napoli, Editore Idelson Gnocchi, p. 366.
[5] De Ajuriaguerra J., Marcelli D., (1986), Psicopatologia del bambino, Milano, Masson Italia Editori, p. 107.
[6] Sheehan in Ajuriaguerra J. (De), .Marcelli, D., (1986), Psicopatologia del bambino, Masson Italia Editori, Milano, p. 107.
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