
01 Apr La frustrazione nel bambino
La frustrazione viene definita dal Galimberti[1]come una situazione interna o esterna che non consente di conseguire un soddisfacimento o di raggiungere uno scopo. Proviamo quindi questo sentimento quando un’attesa risulta vana, quando qualcosa o qualcuno ci delude. L’attesa, e quindi la delusione, pu? riguardare un atteggiamento, un comportamento, una risposta ad un nostro bisogno, che abbiamo immaginato e pregustato, ma non siamo riusciti ad ottenere. Senso di frustrazione si ha anche quando ci? che abbiamo immaginato si ? attuato, ma non ha affatto soddisfatto il nostro desiderio e la nostra aspettativa.
Il non raggiungimento di uno scopo o un non soddisfacimento, pu? derivare non solo dal mondo esterno, ma anche dal mondo interiore, quando, ad esempio, il Super Io non ci permette di ottenere un soddisfacimento ritenuto ingiusto o riprovevole.
La frustrazione ? fatta di sofferenza iniziale, alla quale segue la tristezza e, dopo la tristezza, spesso si affaccia anche la chiusura. Questa pu? riguardare soltanto il rapporto con chi ci ha deluso, ma pu? ampliarsi a tutto e a tutti. Come dire: Se questa persona, se questo sentimento mi ha deluso, io non solo non voglio avere a che fare con questa persona ma chiudo e difendo la mia vita anche da tutto ci? che essa rappresenta: l’amicizia, l’amore, la speranza, la fiducia, il piacere.
La sfiducia si allarga nel nostro animo come le onde provocate da un sasso lanciato su un laghetto. Queste non si fermano nel punto dell’acqua in cui il sasso ? caduto ma si allargano fino alla riva. Se una persona ci tradisce, la sfiducia conseguente alla delusione non riguarder? soltanto quella persona ma rischier? di espandersi a tutte le persone. E se ci tradisce un sentimento come lamore o lamicizia, il rischio ? di non credere pi? a questi sentimenti.
Sono notevolmente pi? gravi le delusioni infantili, in quanto lessere umano, ancora immaturo, non ha sviluppato efficienti meccanismi di difesa. Le frustrazioni del bambino vanno di pari passo e seguono la quantit? e la qualit? delle aspettative che egli ha nei confronti delle persone di riferimento. Le pi? gravi riguardano la madre, alla quale seguono il padre, i nonni, i fratelli, gli insegnanti, gli amici e cos? via.
Poich? il mondo del neonato e del lattante ? fatto quasi esclusivamente della madre, quando questa lo tradisce nelle sue aspettative, ? come se tutto il mondo lavesse tradito. Pertanto, la depressione e la chiusura che ne seguono possono essere molto intense e durature. Non sempre, per fortuna, la reazione che ne consegue ? la totale chiusura. Spesso il bambino manifesta altri tipi di reazione rispetto alla passivit? della chiusura, come pu? essere la rabbia, la collera e laggressivit?.
Nella frustrazione ? implicito un sentimento soggettivo, per cui lo stesso episodio pu? essere vissuto da bambini diversi, in modo diverso, in base alle caratteristiche di personalit?, ai vissuti del momento, alla loro et? e alla fase di sviluppo che, in quel momento, essi vivono. I bambini differiscono, oltre che per una eterogenea tolleranza alla frustrazione, anche per un diverso modo elettivo di reagire. Alcuni rispondono chiudendosi o regredendo ad uno stadio inferiore di sviluppo, altri reagiscono manifestando aggressivit? e collera, altri ancora esprimono la loro sofferenza piangendo.
Naturalmente le frustrazioni pi? gravi sono quelle di natura affettivorelazionale, le quali possono lasciare dei reliquati anche per tutta la vita. Tali sono le frustrazioni causate da una continua o frequente lontananza dei genitori, che impedisce di soddisfare il desiderio di cure, manifestazioni affettive e attenzioni stabili. Tali sono le frustrazioni che subisce un figlio a causa di genitori nei quali sono presenti disturbi psicologici rilevanti. Ad esempio, genitori molto ansiosi o depressi che rendono particolarmente penosa la vita dei figli, impedendo loro di soddisfare i bisogni di gioco, di scoperta, di condivisione. Tali sono le frustrazioni presenti in una famiglia che soffre di frequenti ed intensi conflitti che impediscono al bambino di godere della necessaria pace, tranquillit? e sicurezza.
Per quanto riguarda let?, il postergare una soddisfazione affettiva, come pu? essere il piacere e il senso di benessere dati dallabbraccio o dalla parola affettuosa di una madre o di un padre, ? pi? grave quanto pi? il bambino ? piccolo, in quanto possiede poche possibilit? di sostituire la persona che lo ha deluso con unaltra.
Queste considerazioni hanno notevoli implicazioni e spiegano perch? le delusioni subite nella primissima infanzia, quando il bambino si affaccia alla vita, possono portare a dei quadri sintomatologici molto gravi, sia di depressione sia di chiusura.
In definitiva, la quantit?, la qualit? e la durata delle frustrazioni, nonch? let? di chi le subisce e il modo con il quale sono somministrate, hanno una notevole importanza nel processo di maturazione affettiva e nello sviluppo del carattere del minore.
Frustrazioni acute o croniche
Se un bambino viene rimproverato, picchiato, gli viene negato qualcosa a cui lui tiene molto, o viene deriso, insultato, o subisce altri tipi di violenza in un determinato momento, levento sub?to determina una frustrazione acuta.Si ha invece una frustrazione cronica quando gli eventi che procurano la sofferenza si prolungano nel tempo. Possiamo paragonare la frustrazione acuta ad una ferita. Il bambino soffre, piange, il dolore permane per qualche giorno, ma poi la ferita si rimargina e guarisce. Se invece lo stesso bambino vive costantemente in un ambiente inquinato e non ha la possibilit? dallontanarsi da questo ambiente, egli avr? delle conseguenze molto pi? importanti e durature nel tempo. Daltra parte, un bambino con una ferita sanguinante suscita immediatamente lattenzione di chi gli sta intorno: familiari o estranei che siano. Non avviene altrettanto quando lo stesso bambino vive per anni in un ambiente inquinato!
I motivi che portano ad una frustrazione cronica possono essere molti:
- listituzionalizzazione totale o parziale;
- le carenze affettive di tipo genitoriale o parentale;
- lo scarso o alterato dialogo;
- i comportamenti educativi errati;
- le eccessive limitazioni, incomprensioni, rimproveri e punizioni;
- le limitate possibilit? di autonomia o di espressione dei bisogni di gioco, movimento e cure;
- i frequenti e costanti conflitti presenti nella coppia genitoriale o nella famiglia.
Il bambino si confronta molto meglio di fronte ad una frustrazione acuta, in quanto questa gli permette di manifestare rabbia e collera e lo stimola a cercare un rimedio, una mediazione, un aiuto o un sostegno esterno. Nella frustrazione cronica, invece, le possibilit? di difesa del minore sono ridotte, in quanto ? lambiente in cui egli vive stabilmente che limita in modo eccessivo e continuativo il soddisfacimento dei suoi bisogni e desideri. Spesso, purtroppo, gli effetti della frustrazione cronica, che sono quelli pi? frequenti e numerosi, non creano alcun allarme sociale e familiare, nonostante incidano negativamente in modo considerevole sullo sviluppo sereno del minore.
Da notare che nasciamo in una situazione di ottimismo di base per cui i cuccioli delluomo tendono istintivamente a vedere gli aspetti positivi di una situazione, piuttosto che quelli negativi. Pertanto, quando il bambino ? sopraffatto dalla tristezza e dallo scoraggiamento, le cause devono essere state talmente pesanti e durature da sconfiggere il suo innato ottimismo.
Le conseguenze
Gli aspetti positivi delle frustrazioni, quando queste non sono eccessive per quantit? e per gravit?, sono dovuti al fatto che queste favoriscono una maggiore presa di coscienza, danno in maniera pi? chiara e netta il senso del limite allIo del bambino, stimolano la sua forza e la sua determinazione, migliorano le capacit? dadattarsi al mondo che lo circonda, stimolandolo a trovare le strategie pi? idonee a superare le delusioni. Per tali motivi una frustrazione non eccessiva pu? comportare una reazione positiva, poich? stimola il soggetto ad intensificare il suo impegno ed i suoi sforzi in vista della soluzione del problema o della meta da raggiungere.
Una frustrazione eccessiva, invece, pu? portare ad una disorganizzazione psichica, che si evidenzier? con vari sintomi: tensione e conflittualit? interiore, ansie, paure, inibizione, disistima di s?, degli altri e del mondo che circonda il minore, disturbi del comportamento, aggressivit? verso gli altri, verso gli animali o gli oggetti, ma anche, a volte, verso se stessi.
Una frustrazione risulta eccessiva o non eccessiva in base a molteplici fattori personali e ambientali, pertanto pu? essere ben retta e gestita quando non ? frequente, non ? eccessivamente intensa, e quando la persona che la vive ? abbastanza forte, solida e matura per riuscire a sopportarla.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Il bambino e l’ambiente”
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[1] Galimberti U., (2006), Dizionario di psicologia, Roma, Gruppo editoriale LEspresso, vol.2 p. 203.
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