
01 Apr Tricotillomania e onicofagia
Nella tricotillomania, il bambino avverte un bisogno irresistibile di arrotolare, toccare, accarezzare o, nei casi pi? gravi, strappare i capelli propri o quelli della madre quando rimane vicina a lui. Quando i capelli sono strappati, questi bambini possono procurare a se stessi chiazze di alopecia.
Questo comportamento provoca stress allintera famiglia che non sopporta di vedere il figlio che si strappa i capelli e si provoca la calvizie. Questa condotta pu? comparire in situazioni di ansia, frustrazione o carenze affettive: separazione dai genitori, morte di uno di loro, nascita di un fratellino, collocamento in istituto [1]. In questi casi ? inutile rimproverare il bambino: non ? con i rimproveri che lansia diminuisce. ? molto meglio avere con lui un comportamento pi? vicino e affettuoso ed eventualmente impegnarlo in piccoli lavori manuali o suggerirgli di scaricare lansia su qualche oggetto morbido, da tenere e stringere tra le mani.
Nellonicofagia, invece, il bambino avverte il bisogno di succhiarsi le dita, di mordersi le unghie o le pellicine attorno allunghia. Questo comportamento ? molto frequente nei bambini ansiosi, troppo vivaci, attivi ed autoritari, i quali hanno bisogno di contenere la loro tensione ed il loro nervosismo.[2]Lonicofagia pu? essere interpretata come una persistenza del bisogno autoerotico infantile del succhiare: prima il ciuccio e poi il dito. Alcune volte ? un comportamento transitorio della durata di pochi giorni o pochi mesi. Pu? per? diventare un comportamento radicato e persistere anche in et? adulta. Poich? viene giudicato dagli adulti: genitori, familiari, insegnanti, come un vizio e un comportamento riprovevole, anche dal punto di vista igienico, il bambino stesso, se sensibile al giudizio altrui, cerca di evitarlo in ogni modo, ma spesso con scarsi risultati; per cui, anche se di nascosto, continua a mordicchiarsi le unghie.
Sono stati proposti numerosi interventi per dissuadere il bambino e anche il ragazzo da questo comportamento. Poich? si ? visto che a nulla servono minacce, rimbrotti e castighi, si ? cercato di agire mediante delle tecniche repulsive come fasciare le dita o mettere su di esse una sostanza amara. Oppure, al contrario, si ? cercato di rendere orgogliose delle loro unghie le bambine e le ragazzine, mettendo uno smalto e curandole perfettamente. Tuttavia questo come tutti i sintomi che segnalano un disagio o un chiaro disturbo psichico, necessita di interventi che devono riguardare innanzitutto lambiente di vita del bambino, al fine di renderlo il pi? sereno possibile, mentre si segue e si cura il bambino mediante una psicoterapia individuale.
Tratto dal libro di Emidio Tribulato “Il bambino e l’ambiente”
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[1] De Ajuriaguerra J., Marcelli D., (1986), Psicopatologia del bambino, Milano, Masson Italia Editori, p. 92.
[2] De Ajuriaguerra J., Marcelli D., (1986), Psicopatologia del bambino, Milano, Masson Italia Editori, p. 92.
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